Principale Estero A Taiwan si “apre il fuoco”

A Taiwan si “apre il fuoco”

Dopo la fugace visita della Pelosi il governo di Taiwan, un’entità completamente distaccata dal Paese reale, ha voluto mostrare la sua decisione nel respingere un eventuale attacco cinese e ha fatto svolgere alcune esercitazioni difensive. Ma la scarsa convinzione e probabilmente lo scarso addestramento dei soldati di Taipei, ben consapevoli di potere fare poco o niente nel caso davvero Pechino decidesse di prendersi Taiwan con la forza, ha fatto sì che  i colpi di artiglieria di precisione sparati abbiano dato fuoco a una foresta.

Così la mano è passata ai pompieri che almeno servono a qualcosa. Tutti sanno molto bene che Pechino non si sogna nemmeno di attaccare militarmente l’isola che viene considerata parte della nazione e che la pressione anche militare unita a quella economica e diplomatica serve a far cadere il frutto maturo senza doverlo recidere.

Pechino vuole Taiwan, ma intatta- Del resto  l’esercito dell’isola pur essendo di dimensioni spropositate in realtà è in gran parte un esercito figurativo che recentemente ha cambiato il suo scopo da quello di difendere il territorio a quello di provocare il maggior danno possibile all’aviazione cinese. Per questo la fanteria è stata se non azzerata fortemente ridotta, mentre l’aviazione ha un numero di caccia operativi superiore a quello di tutti i Paesi dell’Unione europea messi insieme. Naturalmente tutti di fabbricazione americana salvo un pugno di Mirage. Essere difesi dagli Usa ha un costo che solo un esperto cravattaro sa comprendere fino in fondo.

Tuttavia dai numerosi incidenti, molti dei quali dovuti alla scarsa manutenzione, si deduce che lo spirito combattivo non è più quello di una volta e che solo gli Usa pensano che Taiwan sia ancora quella degli anni ’50. quando tutti gli sconfitti della guerra contro Mao, si accalcarono sull’isola e cominciarono a comandare in quel piccolo mondo fingendo di poter ribaltare le cose e  arricchendosi nel frattempo. Adesso la prosperità si chiama Cina, mentre l’impoverimento si chiama Usa ed è probabile che molti  mezzi rimarrebbero inutilizzati in caso di una vera guerra. Credo che gli Usa avrebbero delle sgradevoli soprese se i loro desideri finissero per realizzarsi.

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