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Nessun italiano tra i 50 finalisti al mondo al Global Student Prize, il “Nobel” degli studenti

Mirko: «Sono molto rammaricato, speravo ci fossero altre storie italiane»

Nella 1° edizione del 2021 il pugliese Mirko Cazzato è stato addirittura selezionato nella Top Ten, tra i 10 più impattanti al mondo.

La commissione giudicatrice internazionale ha reso noti i nomi dei 50 studenti finalisti al mondo alla seconda edizione del “Global Student Prize”, meglio conosciuto come il premio “Nobel” degli studenti, promosso e organizzato da Varkey Foundation e Chegg.org.

Ci sono 50 storie straordinarie di grande impatto sociale create e vissute da altrettante studentesse e studenti provenienti da ogni angolo del pianeta ma, purtroppo, nessuna storia italiana è riuscita a classificarsi della Top 50.

L’anno scorso, nella primissima edizione del Global Student Prize, l’Italia si è distinta non solo nella prima selezione dei Top 50 ma addirittura anche nella successiva scrematura della Top 10, ossia i 10 studenti più socialmente impattanti al mondo. Ad ottenere tale risultato e a tenere così in alto la bandiera tricolore è stato Mirko Cazzato, lo studente della WeDo Academy e precedentemente dell’Istituto “Galilei-Costa” di Lecce, co-fondatore della startup sociale “Mabasta”, acronimo di grande effetto di “Movimento Anti Bullismo Animato da STudenti Adolescenti”.

«Mi congratulo tantissimo con i nuovi 50 “colleghi” finalisti al Global Student Prize, ho letto alcune storie e sono davvero incredibili – è il commento a caldo di Mirko Cazzato – ma non posso nascondere quanto io sia rammaricato di non aver trovato nell’elenco nessuna studentessa o studente italiano.

Mi viene da pensare che molti studenti italiani non conoscono ancora questa fantastica opportunità; pertanto, mi piacerebbe che i media e le scuole ne parlassero di più.

Quando furono aperte le candidature alla seconda edizione di questo particolarissimo e innovativo premio “Nobel”, ho lanciato il mio personale appello a tutti gli studenti italiani perché partecipassero, in quanto avevo vissuto sulla mia pelle quanto sia stato positivo l’impatto di essere prima nella Top 50 e poi nella successiva Top 10.

L’attenzione dei media, la partecipazione in tante trasmissioni televisive e radiofoniche nazionali e l’invito presso tante scuole in Italia hanno dato un’immensa visibilità alla causa di Mabasta, ossia la prevenzione e la lotta ad ogni forma di bullismo e cyberbullismo fra i giovani.»

Ora non resta che osservare “dal balcone” il prosieguo dell’edizione 2022, scoprire chi entrerà nella Top 10 e, successivamente, chi vincerà e augurarci che il prossimo anno andrà meglio per gli studenti virtuosi italiani.

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