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Marshmallow Games, l’approccio interattivo dei bambini con la tecnologia

Marshmallow Games
Marshmallow Games

Marshmallow Games nasce da un’idea innovativa di una giovane madre imprenditrice di Bari che desidera supportare la crescita dei bambini attraverso delle app interattive.

Di Francesca Leoci

 

Cristina Angelillo
Cristina Angelillo

Cristina Angelillo, con un background tecnico e una laurea in ingegneria, ha intrapreso per 5 anni un percorso lavorativo in un’azienda di telecomunicazioni in ambito di progettazione. Durante la sua prima gravidanza però Cristina realizza che, nonostante le sue abilità nel settore, il suo ruolo non rispecchiava esattamente le sue passioni.

“La prima volta in cui ho visto un bambino interfacciarsi con le nuove tecnologie è stato impressionante vedere con che naturalezza esso utilizzava questi dispositivi, pensando subito che si dovesse far qualcosa per sfruttarli al meglio” – con queste parole Cristina ci spiega con emozione in che maniera è avvenuto il suo grande cambiamento a livello professionale e personale. “Le mie passioni sono sempre state i bambini e l’insegnamento della didattica applicata ai più piccoli, per cui ho deciso di mollare tutto e creare qualcosa di mio in questo ambito”. Le sue competenze tecniche si sono mostrate fondamentali in questo percorso in cui la tecnologia si affianca all’insegnamento didattico.

Cos’è Marshmallow Games?

Nella realtà odierna ci sono due approcci diversi con la tecnologia: l’approccio passivo ovvero quello che abbiamo con la tv o con i video sui dispositivi mobili; l’approccio attivo invece è quello verso video educativi o, in questo caso, con le app didattiche. In questo modo il bambino che viene a contatto con la tecnologia inizia a farne un uso consapevole attraverso strumenti che riescano a stimolare la sua creatività e la sua fantasia. Su queste basi ha avuto origine Marshmallow Games, un sito contenente diverse app di giochi per bambini tra i 3 e i 6 anni che mira alla loro crescita e sviluppo a livello istruttivo.

Ci racconta Cristina Angelillo: “L’ultima nostra app è stata Smart Tales, una raccolta di oltre 70 racconti interattivi. In sostanza abbiamo preso il classico format dei libri rendendoli innovativi con la tecnologia”. All’interno di Smart Tales ci sono racconti interattivi che presentano una voce narrante, delle animazioni per dare vita alla storia e infine dei giochi. Il bambino che interagisce con l’app si troverà a dover affrontare una piccola sfida alla fine di ogni racconto basate sull’apprendimento delle materie STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). La particolarità di queste app è che ogni volta che si avvierà un nuovo racconto, la configurazione del gioco cambierà rendendo la sfida sempre nuova.

Inoltre ogni racconto tratta tematiche sensibili: il rispetto per l’ambiente, l’inclusione, parità di genere, prevenzione del bullismo, correttezza e tolleranza. Grazie a questa iniziativa UNICEF Italia ha scelto Smart Tales per promuovere i diritti per i bambini in una maniera innovativa.

Un feedback interessante

“Abbiamo tante partnership nelle scuole dell’infanzia. Ci rechiamo nelle scuole sia per parlare con gli insegnanti sulla parte didattica, ma anche per testare effettivamente l’app ai bambini” spiega Cristina. A seconda delle scelte e dell’utilizzo che i bambini ne fanno dell’app, il team di Smart Tales analizza i comportamenti per ottenere una risposta su ciò che funziona e ciò che può essere migliorato. Il feedback ottenuto ha determinato l’approvazione dei bambini in primis, ma anche da parte dei genitori che hanno constatato l’efficacia del digitale in ambito prettamente didattico.

L’impostazione dell’app stimola la calma e la pazienza dei più piccoli spingendoli a restare concentrati sul racconto e a comprenderne le dinamiche. Con i genitori vengono fatti molto spesso dei sondaggi per comprendere l’andamento e il funzionamento dell’app e le eventuali migliorie da apportare. Una sorprendente scoperta ha affascinato Cristina, che ci racconta: “Durante i nostri incontri con i genitori abbiamo scoperto che molti di loro utilizzano Smart Tales con bambini con lo spettro autistico. La nostra è una app molto calma per cui anche i bambini che hanno difficoltà a concentrarsi o a stare fermi, con Smart Tales riescono a calmarsi e trovare la giusta concentrazione”.

Verso un cambiamento culturale digitale

Oggigiorno c’è ancora una resistenza culturale da parte dei genitori nei confronti del digitale, che si mostra ai loro occhi come uno strumento che possa creare dipendenza. “Quello che mi piacerebbe fare con Marshmallow Games è aumentare la consapevolezza dei genitori sull’importanza del digitale e sulle opportunità che esso offre. Se usato bene, può dare davvero tanto ai bambini” osserva Cristina. Molto spesso viene confusa la risorsa stessa con l’uso che ne viene fatto, innescando così pregiudizi errati sulla tecnologia e sugli strumenti innovativi. L’obiettivo di Marshmallow Games è dare valore al tempo che i bambini trascorrono su questi dispositivi, mostrando le opportunità che il digitale offre nel momento in cui viene utilizzato in maniera interattiva. “Ovviamente ci vogliono gli strumenti adatti e a questo ci pensiamo noi pianificando delle app che aiutino i bambini a crescere” spiega Cristina.

Oltre a sensibilizzare i genitori, si mira ad educare i bambini ad un utilizzo consapevole della tecnologia. Bisogna insegnargli a distinguere quali siano i contenuti di qualità e quali no, dal momento che l’approccio che il bambino ha con la tecnologia, ad oggi, è quasi sempre passivo.

Redazione Corriere Nazionale

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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