Principale Arte, Cultura & Società Moderno sarà lei: uno spettacolo umanamente corretto

Moderno sarà lei: uno spettacolo umanamente corretto

Modernità disumanizzante.

Società ipertecnologica.

Multinazionali sempre più invasive come Amazon nella raccolta dei dati personali.

Una privacy a rischio col controllo del “Leviatano universale” che dà luogo a quel Nuovo Ordine Mondiale destinato ad assumere “proporzioni orwelliane”.

Esseri umani omologati e inglobati in un “universo invasivo e privo di punti di riferimento”.

Tecnologia subdola di cui i giovani sono le principali vittime.

Una tecnologia di cellulari e social, che è frutto di un “divertimento che è come il miele per le mosche, perché in quella rete resteranno tutti invischiati, prigionieri di un gigantesco archivio gestito da pochi privilegiati”.

Queste le parole chiave che spiegano il perché dell’evento che avrà luogo lunedì 4 luglio, alle ore 21.00, Spazio Ride di Via Valenza a Milano.

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La questione delle parole chiave

Parole chiave che portano a porsi una domanda tanto amara quanto legittima:

“C’è modo di sottrarsi a questo futuro che sembra uscito da un brutto film di fantascienza?”

Interrogativo a cui cercherà di dar risposta il senatore Gianluigi Paragone, leader del neo partito ItalExit, nelle vesti di attore, pensatore e divulgatore.

Quesito che spiega anche il perché del titolo dello spettacolo “Moderno sarà lei”.

Denominazione dalla quale già si può ben constatare l’aria di sfida a sfondo sarcastico, con cui si intende dichiarare guerra a questa omologazione a stampo orwelliano.

Tutto questo con un solo obiettivo:

“salvare lo spirito dell’uomo, la sua libertà e anche le sue fragilità”.

L’incipit dello spettacolo avrà luogo con l’intervento del giornalista Francesco Borgonovo, un’ altra personalità di spicco che si potrebbe definire “figlio della luce”, utilizzando le parole di monsignor Viganò, riportate nella famosa lettera indirizzata all’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

I figli della luce e i figli delle tenebre

Epistola in cui, infatti, l’arcivescovo descrive i “figli della luce” come esseri diretti a “compiere il bene, essere onesti, costituire una famiglia, impegnarsi nel lavoro, dare prosperità alla Patria, soccorrere i bisognosi e meritare, nell’obbedienza alla Legge di Dio, il Regno dei Cieli”.

Dall’altra parte, invece, ci sono i “figli delle tenebre” ossia “coloro che servono se stessi, non hanno principi morali, vogliono demolire la famiglia e la Nazione, sfruttare i lavoratori per arricchirsi indebitamente, fomentare le divisioni intestine e le guerre, accumulare il potere e il denaro”

https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwiIv4HDnd34AhUZQ_EDHTEBDtEQFnoECAoQAQ&url=https%3A%2F%2Fwww.linkiesta.it%2F2020%2F06%2Fvigano-trump-lettera%2F&usg=AOvVaw3OBVM-UVBtWECsDssRDwbG

L’incipit della serata

L’inizio dello spettacolo consisterà in un monologo il cui titolo “Magia Nera” sembra proprio avallare la lettera sopracitata.

Una serata con ingresso libero fino a esaurimento posti.

Peccato non si possa dire lo stesso con l’editoria, il cui ingresso, invece, è sempre più selezionato, tecnicamente censurato.

“Un’informazione contro il sistema e volta a smascherare i magheggi delle élite” nonché diretta a lottare contro l’ informazione “addomesticata” secondo le regole del mainstream.

Impresa che nonostante faccia onore a chi intende intraprenderla, in quanto ardua, è comunque amara.

Amarezza che deriva dal fatto che, nel 2022, in uno Stato di diritto in cui è costituzionalmente riconosciuta la libertà di

pensiero, parola e quindi stampa, avere un’informazione libera da ideologie mainstream dovrebbe essere la regola anziché l’eccezione che la conferma.

Rita Lazzaro

 

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