Principale Politica Diritti & Lavoro La lettera delle associazioni per un tavolo CIS sul Mar Piccolo

La lettera delle associazioni per un tavolo CIS sul Mar Piccolo

Circa un decennio è trascorso da quando gli effetti del processo “Ambiente Svenduto” svelarono il grave tasso d’inquinamento delle acque del Mar Piccolo di Taranto, avviando, fra l’altro, un violento crollo del settore ittico e della mitilicoltura in particolare. In questi anni lo Stato ha profuso impegno e risorse finanziarie, leggi e decreti, nominato commissari straordinari, nel tentativo di bonificare e riqualificare il territorio ed il mare, e di restituire la soluzione a quello che in Europa e nel mondo è divenuto il “Caso Taranto”Dall’accurato e tempestivo compimento degli interventi di bonifica delle acque del Mar Piccolo di Taranto, dipendeva il possibile riutilizzo del primo seno quale sede naturale di coltivazione della storica  produzione di mitili, diventata oggi ancora più indispensabile stante l’aumento delle temperature che ogni anno determina la quasi totale moria delle produzioni, costrette in spazi insufficienti. Dalle opportune e puntuali operazioni di riqualificazione delle coste del Mar Piccolo discendeva altresì il potenziamento di piattaforme di servizi e commerciali collegate alle banchine di approdo ed ai punti di sbarco dei prodotti ittici progettate per regolamentare l’attività alieutica in ottemperanza alle norme nazionali ed europee. Doveva insomma scaturire il rinnovamento dell’immagine di un intero territorio, e della sua comunità marittima, all’insegna delle tradizioni e di uno sviluppo legale e sostenibile“.

Inizia così una lettera che le associazioni AGCI AGrital Taranto, Agripesca Taranto, Confcooperative Taranto, Federcoopesca, Legacoop Agroalimentare Puglia – Dipartimento Pesca, UNCI Agroalimentare e i sindacati di categoria FAI Cisl, FLAI Cgil e UILa Pesca hanno inviato al ministro per il Sud, Mara Carfagna, ai parlamentari ionici, al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, al prefetto di Taranto Demetrio Martino ed al commissario prefettizio del Comune di Taranto Vincezo Cardellicchio.

“Pescatori e mitilicoltori hanno sofferto drammaticamente in questo decennio le conseguenze del divieto di produzione e della lentezza con cui si è finora operato a tutti i livelli per far chiarezza sulle fonti di inquinamento, attendendo vanamente quegli interventi auspicati, richiesti e promessi per il recupero produttivo degli specchi acquei e per la realizzazione di strutture ed infrastrutture idonee ad un dignitoso e disciplinato esercizio della propria attività. A seguito della decadenza della carica del commissario Corbelli, è stato deciso di interrompere il percorso avviato teso ad individuare la migliore prassi da utilizzare per realizzare le operazioni di bonifica, senza che sia stato definito ed avviato alcun percorso alternativo. Si è anzi appreso che le risorse destinate alle attività di studio sarebbero le “uniche” disponibili per realizzare gli interventi di bonifica del Mar Piccolo. L’ultimo commissario, il Prefetto Demetrio Martino, è decaduto dalla carica ed a tutt’oggi non si è proceduto alla nuova nomina” si legge ancora nella lettera.

“Nel corso dell’ultimo incontro del CIS questa situazione di stallo relativa alle bonifiche del Mar Piccolo, non è stata affrontata né per quanto attiene la nomina del nuovo commissario né per la individuazione degli obiettivi da perseguire e delle risorse da assegnare. All’indomani dell’ennesimo dirottamento dei fondi destinati al risanamento ed alla riqualificazione del Mar Piccolo di Taranto, la pesca e la mitilicoltura, che hanno avuto nei secoli una funzione sociale ed economica vitale e su cui si fonda la storia e l’identità del nostro popolo, si ritrovano senza bonifiche, senza commissario e senza più risorse. Nell’auspicare che deputati e senatori ionici, cui la presente è indirizzata per conoscenza, intervengano in sede parlamentare per sopprimere la recente norma del “milleproroghe” e per condannare l’ambiguità politica che di fatto continua a blindare il futuro della nostra città ed a mortificare la sua risorsa marina, chiediamo al ministro per il sud, On. Mara Carfagna, l’immediata convocazione di un tavolo monotematico del contratto istituzionale di sviluppo per Taranto finalizzato alla discussione sulle sorti della pesca e della mitilicoltura locali, a partire dalla nomina del nuovo commissario e dalla individuazione di un cronoprogramma che definisca, con tempi e risorse certe ed adeguate, gli obiettivi in riferimento alla bonifica del Mar Piccolo ed al sostegno dei settori della pesca e della mitilicoltura” affermano i sottoscritto della missiva.

“Infine, ci sembra necessario rappresentare che, tradite le pazienti aspettative dei pescatori e dei mitilicoltori ed essendo venuti meno tutti gli strumenti di concertazione che le associazioni di categoria ed i sindacati hanno posto in essere negli anni per risolvere ed arginare quelle criticità oggi non più controllabili, si è di fronte ad una vera e propria emergenza che rischia di avere contraccolpi socioeconomici e occupazionali devastanti con pericoli legati a situazioni di forte coinvolgimento emotivo” concludono e associazioni AGCI AGrital Taranto, Agripesca Taranto, Confcooperative Taranto, Federcoopesca, Legacoop Agroalimentare Puglia – Dipartimento Pesca, UNCI Agroalimentare e i sindacati di categoria FAI Cisl, FLAI Cgil e UILa Pesca.

Redazione Corriere di Puglia e Lucania 

Corriere Nazionale

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