Principale Politica I giochetti delle tre carte su bolletta elettrica

I giochetti delle tre carte su bolletta elettrica

I giochetti delle tre carte che porta a dire non è cambiato nulla nel rapporto potere dello Stato e cittadini.

La vicenda dell’aumento della bolletta elettrica ne è fedele riscontro.

Un aumento che sconta vari fattori come il prezzo del metano sui mercati all’ingrosso cresciuto d 7 volte rispetto a settembre scorso , il valore dei permessi di emissione di CO2 passato da 29 euro a 69 euro . Si tratta del fondamentale che nettamente più di ogni altro sta determinando l’aumento dei prezzi elettrici. Indicativamente, un rialzo record di 50 €/MWh del metano incide sui costi variabili di un ciclo combinato per circa 90-95 €/MWh, gli oneri di sistema di cui parlerò nel seguito, la speculazione finanziaria, gli aumentati costi di bilanciamento di eolico e fotovoltaico a causa della loro intermittenza nel funzionamento. Rinnovabili che incidono per il 37% nella produzione di energia elettrica. Patetici i lamenti e le accuse ai permessi e quindi ai costi della CO2.

Chi sono i soggetti che riscuotono la gran parte degli introiti dalla vendita dei permessi della CO2 ? Tolto una quota pari al 10,7%, il resto è incassato dallo Stato attraverso l’Erario.

Al primo posto tra chi incassa la Polonia, poi la Germania, la Spagna e poi l’Italia che ha incassato nel secondo trimestre circa 719 milioni di euro.

Il ministero dell’Economia italiano ha incassato nel 2020 circa un miliardo di euro.

Dal 2014 a oggi il Governo italiano ha incassato 6 miliardi di euro dalla vendita dei permessi di CO2 .

Altre voci della bolletta lasciano colpiscono molto ! La componente MCT che finanzia le compensazioni territoriali per gli enti locali che ospitano impianti nucleari. Dal 2010 al 2020 lo Stato ha incassato attraverso MCT 514 milioni di euro. E dove sono le centrali nucleari nuove o in costruzione? Non ci sono! La componente A 4 riguarda riguarda le agevolazioni tariffarie riconosciute per il settore ferroviario ! Vale 3569 milioni di euro . Questi soldi oltre a FS alla quale ogni anno lo Stato trasferisce 8 miliardi di euro anche Italo di proprietà di un fondo di investimento USA. IL pensionato, il cassintegrato, il precario che con la bolletta elettrica danno un po’ di soldi anche agli investitori USA. La componente Ae a copertura delle agevolazioni alle industrie manifatturiere ad alto consumo di energia per esempio ILVA , industria chimica e credo anche cementifici vale 6732 milioni di euro. La componente UC4 a compensazione per le imprese elettriche minori costa all’utente italiano 749 milioni di euro. Di queste componenti non si parla , si esalta invece la erogazione per le rinnovabili. Bene ! Non solo sono necessarie viste la questione del riscaldamento globale e lo ricordo sempre il budget del carbonio che ci obbliga a intervenire nei prossimi 14 anni se vogliamo concorrere a contenere l’incremento di temperatura entri il grado e mezzo ma è stata proprio la crescita delle rinnovabili a svolgere un ruolo di freno alla crescita del PUN (prezzo unico nazionale) che è il prezzo medio all’ingrosso dell’energia elettrica nazionale.

Oggi segna 183 euro per 1000 Kwh, 3,7 volte maggiore dei valori registrati nel settembre 2020, quando quotava in media 49 €/MWh .

Eolico e fotovoltaico, svolgono una pressione ribassista sul PUN. Hanno incamerato e continuano a incamerare voci della bolletta come abbiamo visto senza una razionale motivazione.

E’ ora di restituirli questi soldi fiscalizzando completamente quel 40% di aumento dell’elettricità e non solo con la miseria di 3 miliardi annunciati come una grande e popolare (sic!!) scelta di politica fiscale del Governo Draghi.

Erasmo Venosi

 

Redazione Corriere Nazionale

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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