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I dubbi della campagna vaccinale

Che non salti nessuna testa per i disastri relativi alla campagna vaccinale non è da Paese civile.

di Giovanni Mongelli

I cittadini sono disorientati ed il Presidente del Consiglio non parla. Si legge tutto ed il contrario di tutto. Virologi contro virologi e le regioni vanno in ordine sparso. Possibile che nessuno ci metta la faccia? Che nessuno si assuma delle responsabilità? In tutto ciò la politica tace.

Sapete perché tace? Perché sono tutti al governo.

La politica dell’assembramento altro non è che uno “stallo alla messicana”. Ognuno ha paura di premere il grilletto per timore di esser a sua volta freddato.

Ognuno evita di chiedere la caduta di una testa eccellente perché teme che qualcun altro chieda la sua di testa. Cosa c’è di democratico in un sistema dove non esiste (salvo rare eccezioni) un’opposizione degna del suo nome né in Parlamento e né tra coloro che dovrebbero esercitare il quarto potere?

Ancora non viene calendarizzata la mozione di sfiducia a Durigon perché si teme la “rappresaglia” leghista.

Nessuno osa mettere in discussione il Generale perché non si può destabilizzare il governo di cui si fa parte. Io non ho mai messo bocca sui vaccini perché non è il mio campo ed io parlo di ciò che studio non essendo un tuttologo.

Oggi scopro che in molti, all’interno del Comitato Tecnico Scientifico, vorrebbero proibire per chi ha meno di sessant’anni il vaccino che mi sono fatto due settimane fa per partire e lavorare più tranquillo all’estero.

Così leggo. E leggo che alcune regioni l’hanno già proibito. Altre no. Altre non sanno cosa fare. Complimenti agli esperti, ai migliori a quelli competenti.

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