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“Babò”, un uomo d’esempio di vita, per la saggezza religiosa e per la sua bontà

di Giovanni Mongelli

21 aprile 2021 – Ero come al solito a lavoro, quando verso le 12:30 mi giunge un libro, ed io impietrito, infinitamente contento. Il mio fidato ex direttore Antonio Losito ha completato l’opera di una vita: non è solo un libro, ma una lezione di vita per tutti. Pochi direttori come lui, con le sue buone maniere, sempre calmo in qualsiasi situazione. Tante cose si travestono da lezioni di vita in questo libro: la saggezza come prima fonte della felicità, l’eleganza mentale soprattutto, insieme a uno stile personale che privilegia l’ironia sottile e fulminante.

Complimenti direttore, hai scelto anche la data giusta per pubblicarlo, la Giornata della Terra! Hai scelto di pubblicare un libro pieno di vita e di fatti unici, colmi di religiosità, di costume, di vera politica, una miscela unica. E questo suo libro, consegnatomi nel suo ultimo ufficio dove ha lavorato, e in una giornata così particolare, sembra significativo ed educativo. Dire tutto questo dell’autore del libro da parte mia non è per motivo di sponsor o per amicizia, ma decido di farlo per il senso che esso dona, per la sensibilità umana, per il contenuto onesto, un libro che è ispirato da mente e cuore, con una presentazione molto toccante, dedicato alla nipotina Silvia; pensate che lei trascorreva tutto il tempo col nonno Babò, nome da cui è stato tratto il titolo del libro.
Insieme hanno scritto questo libro, molto curioso e lodevole da parte di un nonno, soprattutto ammirevole come insegnamento di vita, com’era anche ammirevole seguirla per il suo studio – la sua nipotina – e sono questi gli insegnamenti che imprimono e rimangono impressi ai bimbi e ai ragazzi: il vero senso di insegnare insieme ai genitori – i quali non erano a conoscenza della sorpresa.
Complimenti direttor Antonio Losito, un libro genuino, un vero senso per la vita.
Prefazione:
“Babò” ha ispirato questa miscela di articoli di attualità e riflessioni su temi sociali, politici e religiosi composti da Antonio Losito nella sua attività di giornalista. La figura di Babò – la cui identità il lettore scoprirà nell’introduzione – rappresenta per un verso il recupero dei più remoti angoli autobiografici dell’autore, e per l’altro l’ordito dei
commenti e delle cronache relative al tempo presente dell’autore.
Grazie e questa ispirazione e alla sua invisibile guida è nata una piccola antologia di interessanti approfondimenti su importanti eventi della nostra comunità. Si tratta di pezzi vividi, analizzati in chiaroscuro e con uno stile personale che privilegia l’essenzialità e gioca un’ironia sottile e fulminante.
Introduzione:
L’immagine della copertina a questa mia raccolta di articoli, che non sono articoli comuni ma molto particolari compreso saggi che hanno accompagnato la mia vita, è il ritratto del mio bisnonno, noto nel mio paese natale di Gioia del Colle con il nomignolo di Babò all’anagrafe Francesco Losito (1862-1932). Il ritratto fu eseguito nel 1911 da Enrico Castellaneta (1862-1953), pittore gioiese vissuto in via Mazzini civico 55, nel quartino sopra. Il mio antenato, vecchio artistico vetturino caratteristico, dimorava al 53, nella stessa abitazione dove io sono nato e vissuto fino al 1974, quando felicemente sposato con Giusi Todisco, ho cambiato città, come racconta lo stesso Castellaneta in “Ritratto
d’epoca – Memorie confidenziali di un pittore“ (Suma editore) pubblicato nel 2003 a cura del pronipote Nicola Castellaneta.
Trovata libera, occupammo la casetta del trainante Babò in via Mazzini. Babò era il soprannome del vecchio caratteristico vetturino, un tipo media di statura, solido, rasato intorno le labbra e il mento, due brizzolati
scoponi sulle guance ed orecchini dorati a cerchietto, coppolino oscuro marcato sul cocuzzolo e sopra un cappello
stinto dal sole, dalla polvere, dal sudore. Serio, non lo vidi mai sorridere, movimenti tardi, di rare parole, l’età non gli permetteva di guidare la vettura, ma a suo figlio Antonio ordinava di sostituirlo.
Abitava in un sottano con la moglie, il figlio ed il mulo, incurante del lezzo di stalla, ma affittava il quartino al primo piano, tipologia di casa di Gioia del Colle, composto da un’ampia camera con balcone alla strada, alcova e camerino. Dall’ampia camera una gradinata portava alla cucina della terrazza, in seguito abitazione dei miei
nonni da me giornalmente frequentata fino ai cinque anni. Riuscii a far posare Babò riluttante, ne trassi una testa a disegno colorato a grandezza naturale. Mio padre Francesco, bottaio umile e tollerante – virtù che indegnamente ha cercato di trasmettere a mio figlio Francesco e a mia figlia Mariella – agli inizi degli anni Cinquanta trasformò quella stalla in una camera da letto dove dormivo da bambino e nella stessa stanza c’era anche il letto di mia sorella Lucia. Appeso al muro sovrastante un vecchissimo comò di fine ottocento dove era ben visibile un ritratto di Enrico Castellaneta, che attualmente sopravvive in originale esposto nello studio di mio figlio, deteriorato dagli anni e dalla cura roditrice degli insetti bibliologici. Ritrae Babò di profilo in formato 41×31 con passepartout grigio, ed ampia cornice di legno decorata nella parte superiore, secondo i canoni stilistici di inizio Novecento.
Antonio Losito, autore del libro:
Nato a Gioia del Colle 1948, lì stesso ha conseguito la maturità al liceo classico “Publio Virgilio Marone“ in anni che conserva indimenticabili per quelle amicizie che resistono nel tempo e per il ruolo formativo di alcuni insegnanti, sopra di tutti Dina Procino, insegnante di latino e greco. Dalla fine degli anni Settanta vive a Monopoli, laureato in filosofia all’Università degli studi di Bari e pensionato delle Poste Italiane, giornalista pubblicista collaborando a varie testate locali. Dal luglio 2014 al gennaio del 2019 ha scritto per il periodico “Il Maestrale“, diffuso a Monopoli e Castellana Grotte. Nel 2018 è stata conferita a Castellana Grotte, al comune e dalla fondazione Mongelli, la targa premio “Giornalista dell’anno“.
Antonio Losito ha voluto dedicare il libro “Babò“ alla nipotina Silvia, condividendo con lei giorno per giorno le emozioni di scrivere questo libro di memoria, e con lei ha trascorso e trascorre gran parte del suo tempo a seguirla nelle lezioni da casa in tempo di Covid.
Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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