Il Bari ed il mercato tra ipotesi di acquisti e cessioni

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Non si può più sbagliare. E’ finito il tempo degli esperimenti e degli adattamenti. Se è vero che si vuol puntare al primo posto, obiettivo, all’attualità delle cose, di difficile attuazione, occorre spendere ancora, ma soprattutto occorre farlo bene, giudiziosamente, evitando la pesca a strascico che da due anni fa capolino nel porto barese con risultati negativi nell’economica degli obiettivi.

Due rivoluzioni sono tante, troppe, ed una terza sarebbe deleteria. L’impressione, infatti, è che dall’anno scorso, il Bari sia stato, sì, di tasca larga (differentemente da magre annate precedenti), ma che lo abbia fatto male col budget messo a disposizione dai De Laurentiis. Troppi, infatti, giocatori simili, troppi quelli non funzionali al progetto, troppe le delusioni (nonostante Auteri insista nel dire che è soddisfatto dell’intera rosa) e troppe le cosiddette seconde linee che dovendo succedere ai titolari, magari nel corso della gara, non hanno inciso più di tanto, senza dimenticare gli accantonamenti che forse il loro “sporco” apporto avrebbero potuto darlo, invece si è preferito lasciarli in panchina, ma su questo non potremo mai avere conferme. E allora c’è sicuramente qualcosa che non quadra.

Inveendo contro la sfortuna, come abbiamo scritto ieri, non deve essere un alibi. Certo contro la Turris ha avuto la meglio la sfiga, ma c’è da evidenziare anche gli errori sotto porta da parte dei deputati ad andare in gol, (con la Vibonese la sostanza non è cambiata, così come a Palermo e contro il Teramo), quelli di Antenucci, ad esempio, che, guarda caso, è al suo secondo rigore sbagliato, e i tiri imprecisi ne danno conferma. Il giocatore, nonostante i suoi otto gol, non sembra lo stesso dello scorso anno, inutile girarci intorno, non è una critica ma un dato di fatto. E se non gira lui, tutto il gioco profuso per mettere in condizione l’attaccante per far gol, appare inutile, non è un caso che quando decide di tirare in porta lo faccia mettendosi in proprio.

A centrocampo il solo Maita splende di luce propria, il resto dei centrocampisti sembrano di un paio di gradini al di sotto del giocatore e soprattutto non danno quell’apporto necessario alla vittoria senza dimenticare che sembrano inadeguati nei compiti assegnati ad ognuno da Auteri.

La difesa prende, è vero, pochi gol ma quando li prende commette errori puerili come quello contro la Turris dove un piccoletto ha avuto la meglio, per giunta di testa, su due spilungoni come Di Cesare e Sabbione. E no, allora non ci siamo. Qualcosa non va.

Insomma il secondo posto, rispetto al primo della Ternana, appare più che giusto e sacrosanto anche perché la Ternana gira a mille e le va tutto bene, e la fortuna, vivaddio, occorre pure andarsela a cercare, non la si deve attendere dal cielo come la proverbiale manna.

C’è il mercato, adesso, attraverso il quale occorrerà sbagliare il meno possibile. Occorrono giocatori motivati, sani, pronti per scendere in campo sin da subito, giocatori funzionali al progetto cercando di evitare di ridursi all’ultimo minuto dell’ultimo giorno di mercato.

Occorrono soprattutto un difensore veloce, un centrocampista che vada a sopperire l’assenza di Maita per la quale si prevedere uno stop di almeno un mese tra fine dell’incubazione del virus e la ripresa atletico-fisica (ma forse ne occorrerebbe più di uno), poi è necessario dotarsi di almeno un esterno nonostante il traffico da quelle parti, ed un attaccante che sia in grado di fare al differenza.

Ma prima occorre sfoltire la rosa perché con la lista bloccata a 24 elementi, bisogna rimanere nei parametri.

Simeri potrebbe essere il primo a partire, in prestito, verso lo stretto di Messina – versante Reggio Calabria – da dove arriverebbe Gabriele Rolando, un esterno destro maturatosi nella Sampdoria.

Sugli esterni andrebbe via Corsinelli, che comunque a prescindere dall’operazione, dovrebbe lasciare Bari cercato dall’Imolese, mentre Ciofani si sposterebbe nel ruolo di centrale di difesa visto che sa disimpegnarsi su tutti e tre i lati da centrale, poi ci sono Semenzato ed Andreoni il cui futuro a Bari appare incerto, senza dimenticare D’Orazio da cui ci si attendeva molto di più.

A centrocampo crescono le quotazioni di Francesco Giorno del Monopoli nonostante la corte dell’Alessandria. La società del “Gabbiano” lo lascerebbe partir via se solo arrivassero Hamlili (che comunque è in uscita: la Viterbese è sulle sue tracce) e Candellone oltre ad un contributo per gli ingaggi, solito vizio di quelle società piccole che trattano coi De Laurentiis le quali tirano molto sul prezzo trovandosi a che fare con una società solida dal punto di vista finanziario.

In attacco è sempre Pandolfi a far gola al Bari ma la società si sta muovendo anche da altre parti. Circola il nome di Stefano Pettinari del Lecce. Mentre Perrotta è vicino alla cessione, destinazione Cosenza, la cui società offrirebbe in cambio Mirko Carretta, un esterno offensivo.

Ma per tutte queste operazioni siamo ancora agli inizi e non possiamo ancora definirle trattative avviate ma solo mere ipotesi anche se i primi contatti confermiamo che ci sono stati.