Bari 1901: ecco il primo pizzino della storia criminale d’Italia

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La teca contenente il "primo pizzino" della storia criminale italiana

È il primo “pizzino” della storia criminale del nostro Paese. Un fazzoletto di cotone su cui è vergata, con tratti indubbiamente in bella grafia, la “Canzone di Amelia la disgraziata”, una missiva veicolata all’esterno del carcere da un detenuto di spicco della criminalità barese dell’inizio del secolo scorso.

Il prezioso reperto storico è custodito nell’Archivio di Stato di Bari ed è stato rinvenuto grazie a un pregevole lavoro di ricerca storica sulla criminalità organizzata barese svolto da Vito Stefano De Carolis, Brigadiere dell’Arma dei Carabinieri, autore del libro Con un piede nella fossa, patrocinato dal Comando Generale dell’Arma.

Una apposita perizia grafologica forense, curata del Colonnello dell’Arma Vincenzo Caiazzo e dall’avvocato Giuseppe Santorelli, ne ha attestato la veridicità, facendolo risalire al 1901: appunto, il primo “pizzino” della storia criminale d’Italia.

Per gentile concessione della Direzione Generale degli Archivi del Ministero per i Beni e le Attività culturali e dell’Archivio di Stato di Bari, il fazzoletto sarà esposto in occasione del ventennale della fondazione del Gruppo Operativo Mobile della Polizia Penitenziaria, il prossimo 4 aprile a Roma, presso la Scuola formazione e aggiornamento del personale penitenziario “G. Falcone”. Per celebrare il ruolo e l’impegno svolto dal reparto speciale del Corpo prevalentemente deputato alla gestione dei detenuti di criminalità organizzata in regime di 41bis, è stata infatti organizzata una Tavola rotonda dal titolo Gruppo Operativo Mobile, vent’anni di contrasto alla criminalità organizzata.