L’attività dell’Unita’ cinofila della polizia penitenziaria di Asti

Cronaca

Il Corriere Nazionale a difesa dei cani abbandonati. Invitiamo a seguire l’esempio della Polizia Penitenziaria di Asti.

ASTI –  Sino a qualche tempo fa era d’uso rivolgersi solo a cani di “razza” per l’addestramento alla ricerca di persone o droga. Per fortuna oggi non è più così. Grazie ad un progetto che ha avuto come apripista nel 2013 il Centro di Addestramento della Polizia Penitenziaria di Asti, ad essere “abili- arruolati” nella lotta contro la droga, sono anche i cani meno fortunati, quelli privi di quarti di nobiltà, senza albero genealogico di pregio, quelli che non si sa da chi e dove siano nati, i meticci per intenderci. Gli amici a quattro zampe che puoi trovare in tutti i canili d’Italia, destinati a una misera esistenza, per l’incuria e l’ingratitudine dei padroni.

Sappiamo tutti, per esperienze anche indirette, che è sin troppo bello giocherellare con un batuffolo di cane da fare dormire magari nel letto. E’ così piccolo! Ma poi cresce, ci si accorge che condiziona un po’ la vita della famiglia, che non lo si può sempre portare con sé. Ci si accorge, che come tutti gli esseri a questo mondo, si ammala o cresce con un carattere problematico e allora è messo in disparte, prima piano poi sempre più con decisione. Ora non è più quel batuffolo, il cucciolo da mettere a dormire nel letto. Bisognerebbe pensare, però, che quello che un giorno era stato scelto perché piccolo e morbido, ora è il compagno della tua vita senza “se” e senza “ma”.

Per fortuna al mondo c’è della brava gente che tenta di rimediare ai guai che la meno buona provoca. Ecco la Polizia Penitenziaria di Asti che dal 2013 riesce con successo trasformare in cani poliziotto antidroga quelli abbandonati nei canili. L’idea venne all’Istruttore Cinofilo Assistente Capo Coordinatore Angelo De Feo, responsabile del Centro Addestramento di Asti. Al fine di contenere i costi di acquisto degli animali ma senza sminuire l’importante risorsa, propose di rivolgersi ai canili per trovare cani adeguati. Il giornale La voce di Asti in un articolo del febbraio 2019 riporta quanto il De Feo ha dichiarato in proposito: «Ho pensato di intraprendere questa avventura, in accordo con la mia Amministrazione, che ha dimostrato una grande lungimiranza. L’interesse era alto, purtroppo i soldi scarseggiavano, cure, vaccini, cibo, prevenzione. Ci siamo guardati intorno e abbiamo iniziato con 6 cani, 4 presi in un canile e due da famiglie che non potevano più tenerli. Venne anche Striscia la Notizia. Quei cani sono ancora operativi, con i soldi che risparmiamo, riusciamo a formare elementi di ottimo livello e allo stesso tempo garantire un’esistenza dignitosa a cani che magari hanno vissuto momenti duri e difficili. Sono cani anche molto motivati. Nei canili – continua Angelo – ho notato che l’80% dei cani sono di razza. Le persone magari adottano un cucciolo di razza perché è bello ma poi, quando crescono un po’, non riescono a tenerli e li abbandonano, facendo finta di averli trovati».

Il Centro Addestramento Cinofili Antidroga si trova all’interno del carcere Quarto d’Asti. La scuola nazionale istruisce cani antidroga utilizzati poi su tutto il territorio nazionale.

L’addestramento dei cani salvati dai canili, segue le stesse regole procedurali di tutti gli altri soggetti. Un po’ più di attenzione va posta nel fare superare al cane il trauma dell’abbandono, dell’essere stato in un canile e non più a “casa sua”, di trovarsi di fronte a gente nuova e in ambienti sconosciuti. La tecnica è volta ad incentivare i loro istinti naturali come l’olfatto, l’attitudine al gioco e quello predatorio. Occorre che l’addestramento sia visto dall’animale sempre come un gioco allo scopo di indurlo a dedicarsi alla ricerca con interesse ludico, per cui sarà compensato anche con dei “premi” commestibili. S’inizia con la solita pallina per poi passare a un manicotto. Nel corso dell’attività che inizia piuttosto presto, possibilmente attorno ai due mesi, particolare attenzione è posta nel favorire la ricerca di oggetti e il loro riporto. E’chiaro che il cane deve possedere innate qualità “investigative” oltre ad un carattere vivace e irrequieto, tendente a mordere i manufatti che riesce ad afferrare. Deve anche essere curioso, amante dell’ispezione di ambienti nuovi, privo di momenti d’incertezza.

Ad addestramento ultimato la capacità dei cani-poliziotto ha permesso di individuare droga nelle bombole del gas, oltre che nelle camere d’aria delle biciclette, in contenitori per l’acqua calda. Sono stati individuati stupefacenti tra le lamiere saldate delle autovetture. Non li distrae neppure la concomitanza di altri odori, riescono a sintetizzare l’obiettivo pure se misto a carburante, borotalco, pepe, cipolle, naftalina, pesce, uova marce o addirittura urina di cane come rilevato da una nota a margine di Wikipedia.

Ecco cosa sanno fare i cani da droga in genere, compresi gli ex cuccioli presi in un canile. I batuffoli di una volta, quelli che poi sono diventati ingombranti, ingestibili, troppo condizionanti e sono stati dati via o ci si è liberati di loro in qualche modo, perché non potevano essere posti sul piano dell’auto, sotto il lunotto posteriore a muovere la testa e dire “si” mentre si va….

Giuseppe Rinaldi

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