COVID-19  conseguenze economiche e sociali

Diritti & Lavoro

di Gina Pergianni

In molti paesi la diseguaglianza di reddito è notevolmente aumentata a partire dagli anni ’80, con conseguenze sociali ed economiche negative. La pandemia causata dal COVID-19 sta mettendo in  maggiore evidenza le diseguaglianze, dal contagio,  alla sopravvivenza, alle drammatiche conseguenze economiche da affrontare come quei  lavoratori appartenenti all’economia informale.

Per i lavoratori dell’economia informale, la riduzione dell’orario di lavoro, dovuta alla pandemia, significa una perdita di reddito senza possibilità di ricevere sussidi di disoccupazione. Le micro e piccole imprese informali  che costituiscono l’80% delle imprese in tutto il mondo sono generalmente fuori dalla portata delle politiche pubbliche.

I lavoratori a tempo parziale, i lavoratori temporanei o con contratti a breve termine e nell’economia digitale spesso non hanno diritto all’indennità di disoccupazione o al sostegno al reddito. Molti di loro si trovano ad affrontare lo stesso dilemma dei lavoratori dell’economia informale “lavora o perdi il tuo reddito”.

Occorre, pertanto,  adottare risposte a breve termine alla crisi, prestando urgente attenzione alla protezione delle famiglie a basso reddito e  ciò significa adottare misure molto ampie di sostegno al reddito così da coprire i lavoratori più vulnerabili e le imprese che li impiegano.  Tali misure comprendono l’estensione della protezione sociale, il sostegno per mantenere il lavoro e sgravi  finanziari e fiscali , per le micro, piccole e medie imprese. Occorrono, inoltre, misure di politica fiscale e monetaria e sostegno finanziario per specifici settori economici.

Il nostro Governo  per fronteggiare l’emergenza ha messo in campo due decreti “Cura Italia”  e quello “Liquidità” ed è atteso per la prossima settimana un decreto che servirà ad estendere e correggere alcuni degli interventi di sostegno introdotti il mese scorso,   il REM “ “reddito di emergenza” che comprenderà gli esclusi dai primi aiuti ma,  questo sostegno non  potrà essere sufficiente nel prossimo futuro.

Occorre l’Unione di tutti. Purtroppo globalizzazione non è sinonimo di unità e solidarietà, ognuno guarda i propri interessi a parte pochissime eccezioni e non vorremmo che i ricchi (singoli Stati) riescano ad approfittare dei più poveri, soprattutto in queste circostanze.

Circostanze in cui le persone soffrono uno stato di sofferenza e di assenza di benessere, stato di angoscia e smarrimento, condizione caratterizzata da precise norme sociali. L’ isolamento, la mancanza di affetti e di sostegno concreto e psicologico, soprattutto negli anziani, creano un senso di disagio e di impaccio .

Il COVID-19, ha reso visibile la dimensione sociale della nostra esistenza, quando questa emergenza sarà finita resterà il  ricordo dei sintomi e l’entità del contagio, soprattutto, resteranno i grandi sconvolgimenti che l’epidemia ha portato nelle regole non scritte del vivere civile; le dolorose distanze, la sospensione dei funerali, la riscoperta del Tricolore.

E’ necessaria molta attenzione nel saper gestire la situazione attuale, saper comunicare, gestire i conflitti e i problemi, prendere decisioni, saper distribuire la leadership, in breve riconoscere come fondamentali la volontà e il sentimento sociale.

Il 13 marzo 2020, mentre il  virus ha continuato a diffondersi rapidamente in Italia, la società indipendente di rating della sostenibilità, Standard Ethics, ha migliorato il suo giudizio sul nostro Paese da negativo a positivo perché, secondo Standard Ethics , “nell’emergenza derivante dalla diffusione del virus COVID-19, l’Italia ha rivalutato la solidarietà. E’ possibile che superando coraggiosamente questa difficile prova, una nazione come l’Italia ritrovi l’ottimismo”.

Pessimismo dell’intelligenza, ottimismo della volontà è un motto reso celebre da Antonio Gramsci che, in una lettera scritta al fratello,   espone il significato morale del motto: ………” pessimista con l’intelligenza, ma ottimista per la volontà. Penso, in ogni circostanza, alla ipotesi peggiore, per mettere in movimento tutte le riserve di volontà ed essere in grado di abbattere l’ostacolo. Non mi sono fatto mai illusioni e non ho avuto mai delusioni. Mi sono specialmente sempre armato di una pazienza illimitata, non passiva, inerte, ma animata di perseveranza”.

L’ottimismo del popolo italiano trova, sicuramente il suo fondamenta, nella capacità di reinventarsi, nella consapevolezza di essere un “ “Un popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori”.