Milano. incidente mortale di Sant’ambrogio. Il diritto di chiedere scusa

Cultura & Società

Il conducente del bus che nella mattina di Sant’ambrogio, ore 8.00, e’ passato inspiegabilmente col semaforo rosso , tra Viale Bezzi e Via Marostica, travolgendo un camioncino della nettezza urbana e uccidendo Shirley Calangila, una donna a bordo dello stesso bus, facendo sbalzare fuori dalla vettura la 49 enne poi travolta dal mezzo, tramite il suo legale , rivendica il Diritto, sacrosanto per carità , di chiedere scusa.

Certamente un gesto che denota piena consapevolezza  della tragedia. Certamente tragedia che poteva essere evitata rispettando il rosso pieno del semaforo, fermandosi.

Il legale del conducente chiarisce poi che il suo giovanissimo assistito non aveva assunto né sostanze stupefacenti ne’ alcol(ci mancherebbe diciamo noi che mezzi pubblici ne utilizziamo)  ed infatti i test effettuati sono risultati tutti negativi. Il legale aggiunge anche che il suo assistito ha avuto un offuscamento della vista perdendo il controllo del mezzo, e che lo stesso offuscamento lo aveva avuto giorni prima senza recarsi però da un medico.

Facendo il conducente di un mezzo pubblico suo scrupolo, fosse vero il malore dei giorni precedenti, avrebbe dovuto accertarsi di stare bene, anche perchè dirlo adesso poco serve a cambiare le carte in tavola.

Noi le scuse  potremmo anche accettarle, se servisse a qualcosa . Ma non siamo i morti , né siamo i familiari che piangono la mancanza di Shirley Calangila.

Eleonara Magnelli