Calenda: Renzi folle e ridicolo, così Salvini al 60%

Politica & Diritti

”E’ folle quello che tratteggia Renzi, è un tentativo di prendere qualche mese in più, nel frattempo levare le castagne dal fuoco con un governo tecnico che dovrebbe fare una manovra lacrime e sangue, votandola assieme al Movimento 5 Stelle e a Forza Italia per avere infine Salvini al 60%”. Carlo Calenda, intervistato da Radio Capital, commenta così il piano di Matteo Renzi per un governo istituzionale, sostenuto da varie forze politiche. ”C’è una grande battaglia da combattere – aggiunge l’europarlamentare del Pd – va costruito un fronte largo e andare al voto senza paura, perché altrimenti oltre al rischio di perdere le elezioni c’è la certezza di perdere l’onore. Sarebbe oltretutto un favore a Matteo Salvini, il quale non aspetta altro che fare sei mesi di campagna elettorale dando addosso a un governo tecnico sostenuto da Pd e M5S. Noi a quel punto non avremmo la possibilità di essere credibili con gli elettori. Non possiamo fare accordicchi o scorciatoie”. Secondo Calenda l’appello di Renzi a tutte le forze politiche ”è una mossa furbesca per passare dal ‘senza di me, mai con i Cinque Stelle’ al ‘faccio una cosa con i Cinque Stelle’. E’ una ridicolaggine”. Alla domanda se l’ex premier si stia muovendo come leader di un partito che ancora non c’è Calenda risponde spiegando che ”Renzi vuol fare un partito e ha bisogno di mesi in più. Lo posso anche capire ma noi non possiamo stare appesa al Partito di Renzi che deve nascere”. ”Renzi – aggiunge Calenda – lo faccia a viso aperto dicendo che ha bisogno di mesi un più per creare il suo partito e non si inventi scuse perché non è che siamo tutti fessi”.

“Non possiamo fuggire dalla battaglia che ci aspetta” twitta Calenda postando un videomessaggio. “Scappare, posticipandola di qualche mese, peggiorerebbe solo le cose. Salvini è forte perché noi siamo deboli, divisi e impauriti. Su questo occorre concentrarsi. #SenzaPaura”. “Non c’è modo di rimandare quello che sta a arrivando, non possiamo scappare da questo confronto: costruire un grande fronte repubblicano, una grande lista che metta insieme personalità del mondo socialdemocratico, liberaldemocratico, popolare, della societa’ civile e chiamare il paese a questa battaglia decisiva”. “Non lo possiamo evitare con accordicchi, governicchi, andando appresso a Grillo…Né possiamo pensare o sperare che la magistratura arrivi, non è il modo questo di far politica”, avverte. “Non possiamo affrontare questo momento della storia con la paura di non farcela”.