Al Senato è il Tav-Day

Diritti & Lavoro

Di Sara Carullo

Questa mattina il Senato dovrà votare sei mozioni in merito alla Tav, non vincolanti ma dall’importante significato politico. Una di esse, presentata dal Movimento 5 Stelle, il partito che più di tutti si oppone, riguarda la possibilità per il Parlamento di votare per bloccare la continuazione dell’opera. Essa chiede di fermare i lavori sulla base delle “gravi criticità dal punto di vista della sostenibilità economica, sociale ed ambientale, evidenziate nel corso degli anni da numerosi studi e ricerche”. Quest’ultima mozione sembra possa essere respinta da sia dalle opposizioni che dalla Lega.  Molti sono gli scenari possibili come la possibilità per il Partito Democratico di uscire dall’aula al momento della votazione in modo da dividere la maggioranza e aprire una crisi di governo poiché metterebbe in minoranza la Lega (che perderebbe il voto). Tuttavia questo scenario sarebbe possibile solo se Forza Italia applicasse la stessa strategia. Di fatto la situazione è totalmente incerta.

Seppur la decisione spetti comunque al Governo, questa giornata dovrebbe mettere un punto fermo sulla questione Tav: la votazione delle mozioni dovrebbe permettere la prosecuzione dei lavori. Questo risultato rappresenterebbe la sconfitta definitiva del Movimento 5 Stelle, una forza politiche che ha fatto dello stop alla grande opera uno dei suoi cavalli di battaglia e che ora si troverebbe ad appoggiarla, costretto in quanto partner di governo. Il voto al Senato ha infatti la funzione di smorzare l’imbarazzo derivante dall’approvazione dei lavori grazie alla supremazia attribuita al Parlamento. Lo stesso destinatario della sua mozione, ossia al Parlamento e non al governo, risponde a questo scopo.

La Tav dunque continua ad essere un argomento divisivo che da anni alimenta lo scontro politico. L’utilizzo della strategia parlamentare però è un espediente interessante perché la dice lunga sulla compattezza governativa: se la Lega al momento la fa da padrone portando avanti una vittoria dopo l’altra (ieri il voto per il Decreto sicurezza-bis che è divenuto legge) grazie alla una strategia politica portata avanti negli ultimi mesi che gli hanno permesso acquisire un potere enorme, il M5S invece è il grande sconfitto di questo governo che si trova costretto ad “accontentarsi delle briciole” e a perdere quasi tutte le questioni ritenute importanti, come la Tav. La scelta della via parlamentare non è altro che un modo per proteggersi da eventuali attacchi di tradimento, potendo imputare che la decisione sia stata presa dal Parlamento e non dal governo.