Club Italia-Francia : Lei è Presidente di Federpetroli Italia: può spiegare gli obiettivi della Federazione e perché la sua attività di supporto è essenziale per gli associati ma anche per la collettività?  

Michele Marsiglia : Con molta umiltà, FederPetroli Italia sicuramente può essere di supporto alle attività istituzionali e di business. Giuridicamente siamo un’associazione di categoria. Negli anni ne abbiamo sentite di tutti i colori: ci definiscono lobby, massoneria energetica, club di petrolieri, P2 del petrolio e tante altre definizioni che lasciano il tempo che trovano e fanno sorridere, ma quella che apprezzo di più ed è la migliore che rispecchia la nostra missione è Business Club, nell’origine del suo significato, dagli Stati Uniti al Medio Oriente. FederPetroli Italia è un’organizzazione internazionale del settore petrolifero che raggruppa aziende dell’indotto energetico e del Non-Oil. Per Non-Oil intendiamo tutto quello che non sono benzine e gasoli ma che gravitano intorno al nostro Mondo.

FederPetroli Italia oltre ai servizi generali tecnico specialistici di settore, offre attività di “Relazioni”. Le aziende approdano a FederPetroli Italia perché sanno che negli anni abbiamo costruito un network di relazioni che possono essere di riferimento. Ecco la denominazione di Business Club!

Ovviamente la parola ‘relazione’ è complessa: ai tempi d’oggi non è più possibile perdere tempo e denaro, le aziende se investono hanno bisogno di risultati chiari e concreti. Un’azienda si presenta a FederPetroli Italia per la possibilità di potersi far conoscere a terzi, confidando nelle nostre possibilità di rete dirette, secondo le esigenze e le politiche di espansione strategiche dell’associato. Non vendiamo né servizi, né prodotti, offriamo e miriamo a costruire opportunità con dei giusti Piani di Azione. Un esempio: prendere un aereo oggi e attraversare l’Italia per sentirsi dire ‘mi lasci la sua brochure’, non paga più. Tutti sono indispensabili per perseguire e raggiungere degli obiettivi, senza discriminazioni e pregiudizi aziendali ma con molta attenzione. Lavoriamo di pari passo con la politica e le istituzioni e negli anni siamo diventati un punto di riferimento di settore. In FederPetroli Italia cerchiamo con la massima discrezione e delicatezza di seguire i nostri associati in business ed agreement con altre aziende partner al fine di creare quel valore aggiunto che si chiama profitto, con un grande lavoro di squadra.

In questo contesto la nostra politica con le istituzioni, le parti sociali ed il territorio ci ha sempre contraddistinto nella continua informazione e conoscenza di quello che è il Petrolio, dove questa parola è sconosciuta e non se ne conoscono i vantaggi, gli svantaggi ed i possibili risvolti occupazionali e di economia diretta.

Club Italia-Francia : A seguito dell’attacco aereo del 19 giugno ad un Depositodella Mellitah Oil & Gas, FederPetroli Italia ha bloccato ogni attività in Libia. La situazione è instabile dal 2009. Esistono margini di miglioramento dell’assetto geo-politico libico? Quid rispetto alle posizioni di Francia e Italia (e di conseguenza di Total e Eni)? Possono essere in qualche modo conciliabili? 

Michele Marsiglia : La situazione è difficile ed una svolta che potrà portare un cambiamento arriverà solo con le Elezioni che, qualcuno non vuole. Il processo di una road-map nuova e efficace non può partire se prima non avviene una semi-stabilità delle forze interne. Il lavoro che in Libia la diplomazia Italia sta facendo è enorme, mi riferisco all’impegno che l’Ambasciatore Francesco Buccino Grimaldi di missione in Libia da qualche mese ha dato vita. La conciliazione del contesto geopolitico e a loro volta delle Compagnie petrolifere che operano nel paese è strettamente legato alle politiche europee sia industriali ma in particolar modo del mantenimento degli accordi bilaterali anche in campo di politica estera e di immigrazione, ad oggi quest’ultima non è soddisfacente. In Italia si cerca di ottenere qualche voto, minando e mettendo a rischio il coinvolgimento del tessuto industriale italiano all’estero.

Club Italia-Francia : Il conflitto in Libia rischia di penalizzare in qualche modo le piccole imprese italiane presenti il Libia?

Michele Marsiglia : Siamo già penalizzati da anni, la scala del valore inizia dalla grande industria e penalizza di conseguenza tutti i Contrattisti che partecipano e cooperano nello sviluppo degli impianti e delle infrastrutture. Dato certo non solo sul settore dell’Oil & Gas, ma su tutti i settori merceologici di riferimento italiano sul territorio libico.

Club Italia-Francia : Lo scorso 2 luglio, i delegati dell’Opec, nel contesto del loro periodico meeting di Vienna, hanno firmato una  Dichiarazione di Cooperazione con altri 11 grandi produttori, tra cui la Russia. Si tratta della formalizzazione di quello che è stato definito OpecPlus, 24 Paesi produttori di petrolio che rappresentano quasi la metà della produzione globale di greggio.  Lei conosce il mondo del petrolio: qual è lo stato di salute dell’Opec? Quali scenari si possono ipotizzare eventualmente per un dopo-OPEC?

Michele Marsiglia : Se mi permette una piccola flessione dialettica, negli ultimi anni l’Opec vive uno stato febbricitante che non riesce a guarire o meglio, è comodo a tanti che la situazione sia in questo stato. Un dopo OPEC si traduce in un libero scambio con un libero mercato dei paesi produttori di petrolio, senza un’autorità di Governo che possa gestire le quote di mercato ed i relativi flussi di produzione di idrocarburi. Vuol dire che ogni paese decide per sé, a chi vendere, come vendere e quanto vendere. Ci potremmo trovare in una situazione di libero approvvigionamento, certamente con una volatilità di mercato considerevole a cui non tutti sono preparati. OpecPlus ad oggi è inesistente.

Club Italia-Francia : Iran e Venezuela, riconosciuti come il problema principale della debolezza dell’OPEC, quanto conteranno prossimamente nella scena internazionale nell’ambito del petrolio? Qual è il peso della politica di questi Paesi rispetto al mercato del petrolio? Si tratta di un problema più economico o più geo-politico?

Michele Marsiglia : Non dobbiamo osservare questa fotografia soffermandoci solo sul nome dei due paesi ma bensì su quello che c’è dietro. Iran, Venezuela e Qatar sono pretesti giusti che hanno creato la crisi e, nello stesso tempo paesi dominanti per la produzione petrolifera. Si tratta di un problema in primis di quote di mercato. Oggi le decisioni Opec stanno strette a diversi Stati Membri dell’Organizzazione viennese. Sono cambiati i tempi e, le economie mondiali viaggiano su parametri che non sono più quelli degli anni ’60.

Gli Stati Membri vogliono una sorta di ‘libertà petrolifera’ dovuta a nuove scoperte di giacimenti sia di olio che di gas che, anni fa non esistevano. A breve assisteremo ad una nuova definizione geopolitica delle quote petrolifere internazionali e paesi che oggi sono tenuti in disparte, presenteranno un riscatto economico notevole, parlo in particolare del Medio Oriente, che riveste sempre e comunque il ruolo di location strategica delle risorse petrolifere mondiali.

Club Italia-Francia : Il petrolio è energia, e l’energia rappresenta le nostre vite quotidiane. Sempre più spesso sentiamo dire che il petrolio deve essere sostituito con altre fonti di energia. Ma è veramente possibile per gli uomini liberarsi totalmente dalla dipendenza dal petrolio? 

Michele Marsiglia : La rivoluzione energetica o mutazione delle politiche energetiche e dello sviluppo sostenibile attraverso l’impiego di forme di energia alternative è un argomento che in tanti trattano ma solo superficialmente senza considerare l’insieme del mix energetico e la complessità di un possibile impiego di energie alternative in un processo complesso. Oggi le diverse forme di energia sono impiegate in diversi settori ma mai in un accorpamento strategico per l’ottimale efficienza di capacità produttiva. Il problema sta nella soddisfazione del fabbisogno globale. Riescono oggi le energie alternative a coprire quello che i prodotti derivanti da idrocarburi fanno? Assolutamente no. Siamo lontani da un rapporto crescente prodotti/mix energetico.

Questo non vuol dire che diverse forme energetiche non siano da impiegare. Sfatiamo un mito, anche il nostro settore, lì dove c’è ne possibilità utilizza energie alternative, ma ancora ne parleremo per anni…..per adesso non mi preoccupa e ……non perdo il lavoro!

Il Petrolio è una risorsa della terra che se sfruttata bene, ha una riproduzione naturale, considerando anche che oggi, con nuove tecniche di esplorazione Onshore ed Offshore arriviamo a trovare petrolio e gas dove fino a qualche anno fa era impossibile arrivare.

Club Italia-Francia : Quali potrebbero essere le conseguenze delle tensioni Iran-USA sul prezzo del petrolio? La chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale da cui transita la maggior parte del petrolio mediorientale potrebbe ridurre l’offerta di petrolio che arriva in Europa?

Michele Marsiglia : Hormuz è un rubinetto che il Medio Oriente gestisce, un’autostrada controllata a piacimento, un punto strategico che riesce non solo a gestire i traffici marittimi ma condiziona i mercati borsistici e finanziari internazionali, consideriamolo un baricentro dove agiscono più forze. Ormai lo sappiamo tutti, gli Stati Uniti d’America insistono su un gioco-forza con l’Iran ma i risultati, a parte una commediola mediatica sono insufficienti e perdenti. Molte aziende e paesi stanno valutando la possibilità di perdere gli USA ed iniziare nuove trattative con la Repubblica degli Ayatollah, questo è un segnale che il cambiamento economico, non solo energetico è evidente. Di conseguenza i flussi di greggio diretti verso l’EU potrebbero subire dei piccoli stalli momentanei ma è anche vero che da più tempo l’organizzazione di approvvigionamento è diversificata proprio per non incorrere in gap. Una volta per una dichiarazione Usa il prezzo dei greggi sui mercati borsistici internazionali subiva una forte impennata o inversione di tendenza, oggi assistiamo a variazioni di qualche punto che nell’arco di 24 ore ritorna alla stabilità, piccole speculazioni di mercato ma nulla che crea onde grafiche anomale.

Club Italia-Francia : Oggi l’impatto ambientale ha sempre più importanza per la collettività: ci sarà posto nel futuro per lavorare sull’impatto visivo e ambientale delle strutture petrolifere come le Torri di trivellazione?

Michele Marsiglia : Esiste tanta confusione in materia e, mi permetto di riprendere l’argomento sopra menzionato inerente al nostro impegno con la collettività di fare informazione trasparente. Certamente una piattaforma è splendida e di sera, romantica, solo per una persona come me (ognuno ha i suoi problemi), però è anche vero che per tanti è un mostro in mezzo al mare. Così come un Derrick, ovvero l’impianto o la famosa torre di trivellazione. Ma è giusto sapere che quella torre non è perenne anzi, resta li solo il tempo utile all’esplorazione e ricerca dell’idrocarburo, ovvero la fase di Drilling, poi viene spostata e destinata ad altro cantiere. Quello che resta di un pozzo è solo una valvola di circa due metri o meno che fuoriesce dalla superficie.

Il nostro settore da anni è attento all’impatto ambientale, alle criticità dovute alla sismicità ed in primo piano all’ecosostenibilità, nonché alla salute e sicurezza dei lavoratori. In Texas così come in India esistono siti petroliferi dove l’ecosistema è in stretto rapporto con l’operatività. Basta osservare alcuni pozzi e vedere che vicino vengono create delle zone di alberi dove non esiste incompatibilità. Il più delle volte l’ignoranza o meglio il non conoscere qualcosa, causa più terrore della semplice informazione. Però a tutto questo esiste anche un compromesso, come dico sempre quando sono in giro in diversi Convegni, trattiamo Petrolio non acqua minerale, se amiamo i nostri consumi, anche qualcosa di meno bello, deve essere accettato.

Club Italia-Francia : Nel 2016 è stato candidato alle Elezioni Amministrative come Consigliere: secondo Lei, quanto può insegnare il mondo dell’imprenditoria alla politica? 

Michele Marsiglia : E’ scontato che il contributo e valore aggiunto di un imprenditore, specialmente in Italia, apre gli occhi su tanti problemi e situazioni che la politica non riesce a toccare con mano e non riesce ad immedesimarsi in un tessuto imprenditoriale ed industriale che alla fine, porta avanti il Sistema Paese. Spesso spiego che FederPetroli Italia viaggia su binari paralleli con la politica, vuol dire sia con quella nazionale che locale, tutti gli attori territoriali, a nostro avviso devono essere sempre coinvolti nei progetti ed altre iniziative. Il mio è stato un contributo ad un’importante cittadina termale internazionale come Abano Terme, onorato di averlo potuto fare.

Club Italia-Francia : Il presidente di FederPetroli Italia quanta importanza da al risparmio energetico nella sua vita quotidiana? 

Personalmente sono sempre stato attento all’argomento. Oggi tutti si lamentano della Bolletta Energetica che ogni mese arriva nelle case degli italiani però è anche vero che l’attenzione, specialmente nel nostro paese è ancora poca. Parlo in primis dell’ottimizzazione sul processo alla pompa sugli impianti di carburante, tutti vogliamo risparmiare, ma tutti preferiamo non farci la benzina in self-service ma con un addetto. Questo è solo un esempio a me più vicino per non parlare dello spreco energetico sugli immobili, causa il cattivo adeguamento ai sistemi moderni di protezione termica ambientale attraverso rivestimenti esterni o altre misure di dispersione di temperatura, fino ad arrivare allo spreco di energia elettrica. Riconosco che il costo dell’energia in Europa è alto per diversi fattori, ma penso anche che tutti dovremmo fare più attenzione a come consumiamo l’Energia, il sottoscritto in primis……..mea culpa!

Intervista a cura di Daisy Boscolo Marchi