Con un filo di tristezza in fondo all’anima, diamo l’arrivederci Bedollo

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“…Si chiude qui, la pagina in comune, finito il tempo di cantare insieme, il mondo si è fermato, io ora scendo qui, prosegui tu ma non ti lascio sola…” ti lascio un articolo. Si, un articolo, non “una canzone” così come prevedeva il titolo di un notissimo brano di Gino Paoli “(Ti lascio una canzone”). A margine della fine del ritiro, sentiamo il dovere di lasciare in eredità due righe sia a voi, cari tifosi, amici e fedelissimi lettori, sia alla società del Bari che ci ha fatto lavorare in piena armonia, grazie anche alla sua professionalità mettendoci nelle condizioni di lavorare al meglio. Speriamo di aver fatto un buon lavoro, speriamo di aver accontentato i tifosi che ci hanno letto e grazie ai quali abbiamo ottenuto un ottimo riscontro in termini di feedback.

Il ritiro è trascorso tra noi colleghi affiatati, senza invidie, tra disponibilità, professionalità e amicizia, respirando aria pura anche se gravato da un caldo inverosimile – dicevano gli abitanti del luogo – mai così caldo negli ultimi 50 anni. E già, dovevamo venire noi, giornalisti baresi, a portare il nostro caldo in questa straordinarie latitudini.

Dicevamo del nostro lavoro. Abbiamo cercato di non farvi mancare nulla, articoli, post sulla nostra pagina facebook, video dirette, feedback coi tifosi, foto, video, insomma tutto quanto era nelle nostre possibilità, almeno noi che non avendo impostato il lavoro sulle dirette social, abbiamo cercato di aggirare lo scoglio con la tradizionale, vecchia lettura dell’articolo che riteniamo sempre valida e ricercata.

Riteniamo che il Bari abbia lavorato molto bene, tutti hanno dato il massimo per mettere in atto il credo di Cornacchini, non a caso nelle tre amichevoli disputate, il Bari non ha mai perduto una partita, vincendone due (ma una era inevitabile, quella col Pine’) e pareggiandone una. Certo, la vittoria rocambolesca col Pisa è stata parecchio indicativa. Ma, si sa, son pur sempre amichevoli di luglio, nemmeno di agosto, che lasciano il tempo che trovano, ma l’impressione che abbiamo avuto è che si stia viaggiando sul binario giusto. Le risorse umane messe a disposizione da Matteo Scala ed il suo entourage a Cornacchini sono decisamente di categoria superiore e di un certo livello. Gli è stata messa a disposizione una rosa praticamente completa sin da 30 luglio, un record oseremmo dire, tanto è vero che quasi nessuna squadra riesce a definire una rosa completa entro fine luglio. Starà a lui, adesso, a dover amalgamare il tutto per essere pronti a partire il 25 a Lentini per la prima di campionato. Tra l’altro, i contratti sottoscritti sono pluriennali, segno di un volontà ben precisa nell’investimento anche per l’anno prossimo e gli anni a venire.

Abbiamo visto i giocatori molto concentrati nel lavoro, sia in palestra che sul terreno dove le grida del Mister carico e motivato – visto per la prima volta in un ritiro – per spronarli, echeggiavano per tutta la Val di Cembra, ma abbiamo visto anche i giocatori scherzare, divertirsi, insomma si è visto quel giusto mix di professionalità e di goliardia che tra ragazzi non dovrebbe mancare mai.

Ora, da qui, dai monti di Bedollo dove sta per calare il sipario, non abbiamo certezze sulle sorti della squadra. Quel che sappiamo per certo è che a Cornacchini è stata affidata un’auto di grossa cilindrata che dovrà gestire al massimo pigiando sull’acceleratore quando ci sarà da correre, ma anche frenando quando ci sarà da stoppare entusiasmi pericolosi per ottenere il massimo. Poi, si sa, solo il campo ed il tempo saranno gli unici deputati ad emettere sentenze, non certo una vittoria a Storo contro il Pisa, né una vittoria in un campo infuocato di serie C.

Noi abbiamo cercato di metterci nel nostro per contribuire a dare lo slancio alla squadra, uno slancio necessario per poter partire bene, lo abbiamo sempre fatto nel corso dei quindici ritiri che, chi vi scrive, ha affrontato ininterrottamente, perché abbiamo sempre ritenuto che all’inizio, la squadra potesse e dovesse aver bisogno di una mano oggettiva, di un fiato, di una spinta per poter partite bene con quell’entusiasmo necessario  per poter lavorare con più serenità, salvo poi, come la deontologia ci chiede, di essere imparziali nei giudizi. Abbiamo incontrato tanti tifosi che, oltre a complimentarsi con noi, ci hanno ringraziato per quello che abbiamo fatto.

Oggi, in mattinata, ultimo appuntamento sul terreno per l’ultimo allenamento, dopo di che è prevista una conferenza di Matteo Scala a chiusura del ritiro nella quale farà sicuramente il punto della situazione, dopo di che cadrà l’ultima thule sul ritiro del Bari che prevederà la partenza di tutti, giocatori, tecnici, medici e addetti vari, con un torpedone che li accompagneranno alla stazione di Trento da dove ognuno prenderà il proprio treno per tornare a casa per tre giorni di meritato riposo. E quando cala il sipario, con un principio di tristezza in fondo all’anima e quella vaga coltre di sana malinconia nel vedere il campo di allenamento vuoti di verde intenso, c’è sempre un’aureola di mestizia e di vaga tristezza, è sempre così. Anche per noi addetti ai lavori. Le partenze, si sa, son sempre tristi, soprattutto quando si è consapevoli di aver espletato bene il proprio dovere in qualunque campo, sia lavorativo, sia affettivo, sia personale, ma la vita va avanti. E gli addii in stazione ferroviaria è ancora più triste.

Tra un piatto di tagliatelle coi funghi, dunque, ed una tagliata di manzo con patate al forno con rosmarino, tra un pezzo di strudel altoatesino ed un piatto di polenta con le luganiche, tra un piatto di speck ed un tagliere di formaggi locali squisiti, da questa splendida località che è Bedollo, sull’Altopiano di Pinè in Val di Cembra, non prima di aver ringraziato il Bari per la professionalità profusa ed il nostro albergatore Aldo e i suoi fedelissimi collaboratori dell’Hotel Miramonti per il trattamento speciale che ci hanno riservato, vi salutiamo cordialmente e ci diamo appuntamento a Bari allorquando la “Ferrari” di Cornacchni scalderà i motori per prepararsi al gran premio automobilistico della serie C dove si prevede una affollatissima ed agguerritissima griglia di partenza.

Per quanto concerne Bedollo, è solo un arrivederci al prossimo anno quando – si spera- si costruirà una squadra per serie A. Ma è bene toccare ferro e vivere alla giornata.

Massimo Longo