Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Venezuela

Politica & Diritti

Il Parlamento europeo, – viste le sue precedenti risoluzioni sul Venezuela, in particolare quelle del 3 maggio 2018 sulle elezioni in Venezuela, del 5 luglio 2018 sulla crisi migratoria e la situazione umanitaria in Venezuela e lungo i suoi confini terrestri con la Colombia e il Brasile, del 25 ottobre 2018 e del 31 gennaio 2019 sulla situazione in Venezuela, nonché quella del 28 marzo 2019 sulla situazione di emergenza in Venezuela, – vista la relazione sul Venezuela dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti dell’uomo (UNHCHR) in data 4 luglio 2019, – viste le dichiarazioni sul Venezuela del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) del 10 gennaio 2019, del 26 gennaio 2019, del 24 febbraio 2019 e del 28 marzo 2019, – visto l’articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento, A. considerando che i venezuelani sono stanno subendo una serie di correlate ed esacerbate violazioni dei loro diritti economici e sociali: il declino del loro potere d’acquisto ne ha comportato l’incapacità di soddisfare le proprie esigenze di base; lo sviamento delle risorse, la corruzione, la mancanza di manutenzione delle infrastrutture pubbliche e la grave carenza di investimenti hanno portato al collasso di servizi pubblici quali l’assistenza sanitaria, i trasporti pubblici e l’accesso all’energia elettrica, all’acqua e al gas naturale; la scarsità e l’elevato livello dei prezzi dei prodotti alimentari hanno reso difficile per i venezuelani accedere al cibo, portando quindi fame; B. considerando che, dal 19 al 21 giugno 2019, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti dell’uomo, Michelle Bachelet, si è recata in Venezuela, e ha presentato poi una relazione al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (UNHRC), recante raccomandazioni rivolte al governo del Venezuela affinché fermi e ponga rimedio alle gravi violazioni dei diritti umani; C. considerando che il numero di persone costrette a lasciare il Venezuela ha subito un drastico aumento dal 2018 e, al 6 giugno 2019, ha raggiunto oltre 4 milioni; che la migrazione forzata dei venezuelani supererà i 5 milioni di persone entro la fine del 2019, il che rappresenta la seconda più grave crisi di migranti e rifugiati nel mondo; D. considerando che il governo de facto del Venezuela ha eroso lo stato di diritto, smantellato istituzioni democratiche e adottato misure volte a neutralizzare, reprimere e criminalizzare gli oppositori politici e le persone che lo criticano; che la tortura è utilizzata come strumento sistemico dal regime a fini di intimidazione e dissuasione; E. considerando che quasi 7 000 persone sono state uccise extragiudizialmente durante le operazioni di sicurezza effettuate in Venezuela nel corso dell’ultimo anno e mezzo dalle forze del governo de facto; che le famiglie delle persone uccise extragiudizialmente durante le proteste continuano a essere prive del loro diritto alla verità, alla giustizia e al risarcimento; F. considerando che 22 parlamentari, tra cui il Presidente dell’Assemblea nazionale, sono stati privati della loro immunità parlamentare; che 2 parlamentari si trovano in stato di detenzione e 16 hanno cercato protezione nelle ambasciate, lasciato il paese o sono entrati in clandestinità; G. considerando che il dialogo di mediazione avviato il 16 maggio 2018 tra il Presidente de facto Nicolás Maduro e le forze dell’opposizione, guidato da Juan Guaidó e mediato dalla Norvegia, non è riuscito a trovare una soluzione della crisi; che l’8 luglio 2019 il dialogo è ripreso alle Barbados, sebbene il governo de facto non abbia soddisfatto condizioni che configurerebbero un migliore tentativo di dialogo; H. considerando che il 23 gennaio 2019 il Presidente legittimamente e democraticamente eletto dell’Assemblea nazionale, Juan Guaidó, ha prestato giuramento come Presidente ad interim del Venezuela, conformemente all’articolo 233 della Costituzione venezuelana; I. considerando che le forze ufficiali e le bande paramilitari hanno fatto ricorso a una maggiore crudeltà nelle loro azioni, come dimostrato dalla morte per tortura del capitano Rafael Acosta o dall’accecamento del sedicenne Rupo Velandria, cui è stato sparato in faccia per aver protestato con la madre contro la mancanza di gas per la cucina; 1. ribadisce la sua viva preoccupazione per la grave situazione di emergenza in Venezuela, che sta danneggiando gravemente la vita e i diritti dei cittadini del paese; 2. condanna i feroci atti di repressione e violenza che hanno causato morti e feriti; esprime la propria solidarietà al popolo venezuelano; 3. sottolinea la diretta responsabilità di Nicolás Maduro e delle forze di sicurezza al servizio del suo regime illegittimo per l’uso indiscriminato della violenza, volto a reprimere il processo di transizione democratica e il ripristino dello Stato di diritto in Venezuela; 4. denuncia gli abusi perpetrati dalle forze dell’ordine e la brutale repressione sferrata dalle forze di sicurezza; chiede l’istituzione di un meccanismo nazionale imparziale e indipendente, che operi nel quadro di un governo di transizione, con il sostegno della comunità internazionale, per indagare sulle esecuzioni extragiudiziali effettuate durante le operazioni di sicurezza, in modo da garantire che i responsabili siano chiamati a risponderne e che le famiglie delle vittime dispongano di mezzi di ricorso e ottengano protezione da intimidazioni e rappresaglie; 5. condanna le violazioni del diritto al cibo e del diritto all’assistenza medica; chiede vivamente che siano garantite la disponibilità e l’accessibilità di cibo, medicinali e servizi sanitari, riservando un’attenzione particolare ai servizi destinati alle madri e ai minori; 6. sottolinea la necessità di cessare, condannare e punire ogni atto di persecuzione e repressione selettiva fondato su motivi politici; chiede il rilascio di tutte le persone arbitrariamente private della loro libertà; 7. richiama l’attenzione sulla sempre più grave crisi migratoria in tutta la regione ed elogia la solidarietà e gli sforzi messi in campo dai paesi vicini; chiede che la Commissione continui a cooperare con questi paesi, fornendo non solo assistenza umanitaria, ma anche risorse supplementari convogliate attraverso la politica di sviluppo dell’UE; 8. suggerisce che entrambe le parti si accordino su un governo provvisorio che possa creare le condizioni necessarie per elezioni eque, in modo che il dialogo possa svolgersi con successo e possano avere luogo elezioni libere, cosa che è stata impossibile sotto il governo Maduro; 9. insiste sul fatto che l’unico scopo del dialogo deve essere quello di trovare una soluzione pacifica che ponga fine alla dittatura, risolva l’attuale crisi e metta termine alle sofferenze del popolo venezuelano; 10. chiede l’instaurazione di condizioni che portino ad elezioni presidenziali libere, trasparenti e credibili, nel quadro di un governo provvisorio e basate su un calendario fisso, oltre a condizioni eque per tutti gli attori, trasparenza, e presenza di osservatori internazionali credibili; 11. invita il Consiglio a imporre ulteriori sanzioni che colpiscano le attività straniere di autorità statali illegittime e delle persone responsabili delle violazioni dei diritti umani e della repressione; ritiene che le autorità dell’UE debbano limitare i movimenti di tali persone e dei loro parenti più prossimi, nonché congelarne i beni e sospenderne i visti; 12. chiede al VP/AR di guidare la politica dell’UE sulla situazione in Venezuela, in collaborazione con il gruppo di contatto costituito dai paesi democratici della regione, rappresentato dal gruppo di Lima; 13. esprime preoccupazione per il fatto che la forza di polizia e il servizio di intelligence militare cubani sono l’elemento strategico che ha consentito al regime illegale di Maduro di persistere, costituendo così una massiccia interferenza straniera, politica e militare in Venezuela; 14. esprime preoccupazione per il sostegno della Russia al regime del Venezuela e, in particolare, per il suo invio di esperti e consulenti tecnici e militari; condanna l’interferenza illecita negli affari interni del Venezuela; 15. sostiene pienamente le indagini, condotte dalla Corte penale internazionale (CPI), sui diffusi crimini e gli atti di repressione perpetrati dal regime venezuelano; esorta l’UE ad aderire all’iniziativa degli Stati aderenti alla CPI per avviare un’indagine sui crimini contro l’umanità commessi dal governo de facto di Maduro, affinché i responsabili siano chiamati a risponderne; 16. sostiene l’iniziativa volta a istituire una commissione d’inchiesta insieme all’UNHRC per l’accertamento delle singole responsabilità nelle violazioni sistematiche dei diritti umani in Venezuela; 17. esorta il governo de facto del Venezuela a conformarsi rapidamente alle raccomandazioni contenute nella relazione dell’UNHCHR sulla situazione dei diritti umani in Venezuela; 18. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al VP/AR, al legittimo Presidente ad interim della Repubblica e all’Assemblea nazionale della Repubblica bolivariana del Venezuela, ai governi e ai parlamenti dei paesi del gruppo di Lima, all’Assemblea parlamentare euro-latinoamericana e al segretario generale dell’Organizzazione degli Stati americani.