Dl sicurezza. La consulta boccia i ricorsi delle regioni

Politica & Diritti

STOP PERO’ AI SUPERPOTERI DEI PREFETTI

La Corte costituzionale dichiara inammissibili i ricorsi presentati da 5 regioni contro le norme piu’ stringenti per i migranti contenute nel dl Sicurezza. Bocciati pero’ i superpoteri conferiti dal provvedimento ai prefetti, definiti incompatibili con l’autonomia garantita costituzionalmente agli enti locali.

Le nuove regole del Decreto sicurezza su permessi di soggiorno, iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo e Sprar sono state adottate nell’ambito delle competenze riservate in via esclusiva allo Stato in materia di asilo, immigrazione, condizione giuridica dello straniero e anagrafi (articolo 117, secondo comma, lettere a, b, i, della Costituzione), senza che vi sia stata incidenza diretta o indiretta sulle competenze regionali. La Corte costituzionale ha deciso cosi’ esaminando i ricorsi delle Regioni Calabria, Emilia Romagna, Marche, Toscana e Umbria, che hanno impugnato numerose disposizioni del decreto sicurezza e lamentando la violazione diretta o indiretta delle loro competenze. Di conseguenza, la Corte ha giudicato inammissibili i ricorsi promossi dalle Regioni. Resta impregiudicata ogni valutazione sulla legittimita’ costituzionale dei contenuti delle norme impugnate. Lo ha anticipato l’uffico stampa della Consulta. La Corte ha anche esaminato alcune disposizioni del Titolo II del “Decreto sicurezza” e ha ritenuto, in particolare, che sia stata violata l’autonomia costituzionalmente garantita a comuni e province. Pertanto, ha accolto le censure sull’articolo 28 che prevede un potere sostitutivo del prefetto nell’attivita’ di tali enti.