Europee, in fila per il simbolo

Politica & Diritti

Sotto una pioggerellina primaverile, si sono presentati presto, in fila, per lanciare la propria corsa alle Europee : si tratta dei leader dei partiti arrivati al Viminale per depositare il simbolo con cui parteciperanno al voto del 26 maggio. Operazioni in corso fino alle 20 di domenica e dalle 8 alle 16 di lunedì 8 aprile.

Sono al momento 25 i simboli presentati: affissi in bacheca – in ordine di arrivo – i simboli di Partito Internettiano, Liga Veneta Repubblica, Sacro Romano Impero Cattolico, La Catena, Democrazia Cristiana, Movimento Politico Forconi, Casapound Destre Unite, Partito Pirata, Movimento Poeti d’Azione, Lega Salvini Premier, Popolo della Famiglia-Alternativa Popolare, Europa Verde, Movimento 5 Stelle, Svp.

E ancora i contrassegni di Popolari per l’Italia, Nuovo Cdu, Movimento Riscatto Nazionale, Partito Comunista Italiano, Unione di Centro, La Sinistra (Gue/Ngl – European Left), Uniti per l’Italia, Pensa Italia per l’Europa, No alla cassa forense, Federalisti Democratici Europei, Italia Moderata.

Il primo in ordine di arrivo è Francesco Millino, in fila da ben due giorni per presentare il contrassegno del suo Partito Internettiano. Poi anche Casapound con Luca Marsella e il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli per la Lega. “Contestiamo questa Europa che affligge i popoli con l’austerità, che si contrappone al benessere diffuso della società” sottolinea Millino.

Per il Movimento 5 Stelle il simbolo è stato depositato dall’avvocato Pierfrancesco Bruno: “Sono qui su mandato del capo politico Luigi Di Maio. L’avvocato Andrea Ciannavei non poteva e hanno delegato me”, spiega Bruno che, tra l’altro, ha difeso il sindaco di Roma Virginia Raggi in occasione del processo per falso in atto pubblico.

“Sono arrivata il giorno 4 – spiega invece Mirella Cece, presidente del Sacro Romano Impero Cattolico – il mio programma è ambizioso ma non lo voglio anticipare perché troppo articolato”. Di corsa cominciata, parla poi Mario Adinolfi per il Popolo della Famiglia: “Questa Europa è senza cuore, noi diciamo no a un’Europa delle banche e senza cuore, vogliamo un’Europa delle famiglie. Questa Europa ha bisogno di un cuore”