Il Bari pareggia a Palmi complicandosi la vita

Sport

Da queste parti il Bari mancava da ben 68 anni, in serie C, quando i campi in terra battuta la facevano da padroni, e quella contro la Palmese, squadra tosta con una difesa super, a prescindere dagli episodi che l’hanno caratterizzata, non è stata una gara semplice, anche se, per come si son messe le cose, il pareggio è un risultato che va benissimo al Bari trovatosi senza due uomini, tutti e due espulsi. Sia pur con molte difficoltà, complice anche il pareggio della Turris, è andato in onda l’ennesimo delitto al torneo che pian piano sta espiando l’ultimo respiro tra le braccia di un Bari forte e cinico. Una prestazione di sostanza, poco champagne ma tanta concretezza, una partita complicata, sull’ennesimo campo sintetico e dalle dimensioni ridotte con le sue insidie, al cospetto di una squadra valida ed ostica che si è difesa molto bene (non a caso è tra le squadre che hanno subito meno gol di tutti dopo il Bari), una squadra che a livello difensivo è organizzatissima. Senza Hamlili squalificato e con alcune valutazioni in difesa da fare con Cacioli al posto di uno dei due difensori Mattera e Di Cesare a causa della diffida di questi ultimi due, così da non rischiare di non averne nemmeno uno domenica prossima, Cornacchini ha mandato in campo Marfella  in porta, Bianchi, Di Cesare, Cacioli, appunto, e Quagliata in difesa, Bolzoni e Langella a centrocampo. Floriano, Brienza e Neglia il terzetto dietro Pozzebon.

Primo tempo molto tattico, brutto, rischi occorsi, in pratica, zero, nessun tiro in porta, con il Bari macchinoso ed un tantino superficiale che fa fatica a prendere le redini del gioco, ma anche tutta la gara appare confusa con tentativi da una parte e dall’altra nel trovare uno spunto degno di nota.

Si fa difficoltà a imbastire un’azione da una parte e dall’altra perché mancano le idee a centrocampo, nonostante un grande Bolzoni, dove prevale un fraseggio inutile, a ciò vada ad aggiungersi la nota difesa ermetica calabrese la cui linea difensiva subito si unisce a ogni velleità barese, e la conseguente difficoltà del Bari nel passare tra le sue maglie e si tiri la linea.

Floriano e Neglia, allora, provano a scambiarsi le fasce di competenza ma il risultato non cambia. Anche Brienza, che ieri sera ha avuto la febbre, fa fatica ad accendere la lampadina.

La produzione offensiva fino all’intervallo non è un granché, il centrocampo è lento, gli esterni d’attacco fan fatica a sprigionare qualità, per innescare Pozzebon ci vorrebbero dei cross o degli assist ed una certa maniera per servirlo ma per lui, al pari di Brienza, è un pomeriggio complicato. L’ennesimo. Ma la gara resta sostanzialmente sui binari dell’equilibrio e decisamente bruttina. Ci vorrebbe un episodio per scuoterla che però non avviene.

Secondo tempo con qualche emozione in più come quella del 9’ minuto quando Outtara dopo un primo tentativo di Trentinella, da solo davanti a Marfella, si fa parare un pericoloso tiro dal portiere barese ma per fortuna lo stesso è in fuori gioco.

Per cercare di smuovere le acque, Cornacchini fa entrare Simeri al posto di Pozzebon e Piovanello al posto di Brienza passando a un 4-3-3. Ma tutto si vanifica perché Quagliata si fa espellere per una entrata scomposta su un giocatore palmese. Bari in dieci.

E allora occorre fare di necessità virtù, bisogna rinforzare la difesa, spazio a Mattera e Floriano è il sacrificato, si ridisegna il Bari con il 4-4-1.

Ci vorrebbe un episodio che arriva al 21’ su un corner quando Di Cesare vola in alto a staccare di testa spingendo il pallone verso la rete ma Barbieri con una parata acrobatica devia il pallone che stava entrando in gol.

Annullato un gol al Bari per il fuorigioco di Di Cesare (sempre lui) che di testa su un cross ha spinto in rete.

Il Bari non ci sta, gli esce l’orgoglio della squadra più forte, reagisce nonostante l’inferiorità numerica e prende le redini del gioco lasciando alla Palmese qualche azione di rimessa.

Pericolo per il Bari: Outtara su un cross si gira e tira in porta in semi rovesciata ma Marfella para da campione: poteva essere il vantaggio calabrese. All’81’ ci prova Langella da fuori area ma il pallone è troppo centrale e Barbieri para senza difficoltà.

E siccome i problemi non finiscono qui, si fa espellere anche Simeri per protese vibranti verso l’arbitro.

Si complica la partita per il Bari che deve mantenere il pareggio con due uomini in meno. Ancora un’occasione per la Palmese con Occhiuti che aggancia, ma la conclusione si perde di un soffio al lato.

Entra Iadaresta per cercare di alleggerire la pressione difensiva barese che si fa sempre più evidente.

Bari che si arrocca in difesa con due uomini in meno con un pareggio da gestire con sofferenza.

Per fortuna l’arbitro dopo soli quattro minuti di recupero fischia la fine della gara.

E’ andata bene al Bari perché con due espulsi, la partita poteva prendere una piega diversa anche perché la Palmese è sembrata sempre tonica e viva. Un pareggio che ha un valore enorme perché rimanere in nove e resistere non è mai facile contro nessuno. Anche in dieci il Bari ha creato qualcosa in più del primo tempo ma in generale la squadra è entrata in campo nel secondo tempo con un piglio diverso.

Il Bari deve pensare a se stesso senza guardare oltre l’orticello altrui. Le difficoltà si trovano sempre anche se ci si chiama Bari, gli episodi occorre metterli in preventivo, gli avversari non si risparmiano contro la squadra pugliese, tutti pensano di vincere le gare ma vincere non è mai stato facile. Distanza, dunque, intatta dalla Turris che ha impattato a Castrovillari. Con ancora undici punti di distanza e sei gare al termine, l’idea che possano essere recuperati diventa una pura utopia. Almeno così si spera.

Massimo Longo