Il Movimento 5 Stelle esulta: approvato il reddito di cittadinanza

Politica & Diritti

Al via dal 1 aprile la raccolta delle domande per l’ottenimento del tanto ambito reddito di cittadinanza, apposte regole e paletti per coloro che potranno usufruirne

di Monica Montanaro

E’ stato approvata in Parlamento la misura economica del reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del Movimento 5S che gli ha consentito di sbaragliare alle scorse elezioni politiche del 4 marzo gli altri competitori politici e di coagulare il consenso di una larga fetta dell’elettorato italiano, in particolare quello del meridione d’Italia dove come è noto vige uno stato sociale contrassegnato da maggiore povertà e precarietà nell’ambito delle opportunità di accesso al lavoro.

Il vicepremier del Consiglio Luigi di Maio accoglie l’approvazione e ufficializzazione della proposta politica di sua paternità e concezione con molta contentezza e soddisfazione annunciando pubblicamente: “Oggi il Consiglio dei ministri ha deciso di fondare un nuovo welfare state in Italia che mette al centro le persone. Non si tratta di assistenzialismo, ma di investimento in capitale umano”.

Dunque la modalità di applicazione nella realtà di tale misura economica si estrinseca secondo determinati criteri. Il Movimento 5S ha prefissato in merito al reddito di cittadinanza la data utile per raccogliere le richieste di tale sussidio, ovvero dal 1 aprile 2019 e lo stesso verrà erogato a decorrere dal mese successivo della deposizione della domanda relativa alla richiesta di ricevimento.

Di Maio ha dichiarato altresì che già dal mese di marzo sarà disponibile un sito internet alla platea dei futuri assuntori della misura, appositamente preposto per registrare le iscrizioni di tutti coloro i quali anelano a ricevere il reddito di cittadinanza, per le persone che non hanno alcuna dimestichezza con lo strumento elettronico del pc potranno, secondo le parole del leader 5S, rivolgersi per chiedere assistenza in merito all’Inps di competenza territoriale, alle Poste italiane o ad un qualunque Caf dislocato nella propria zona.

I parametri necessari per accedere alla misura del reddito di cittadinanza

Isee con valore inferiore a 9.360 euro

patrimonio immobiliare con valore non superiore a 30 mila euro

patrimonio mobiliare con valore non superiore a 6.000 euro, incrementato di 2.000 euro per ogni componente della famiglia fino ad una soglia massima di 10.000 euro, ampliato di 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo e di 5.000 euro per ogni componente familiare portatore di disagio psico-fisico.

Inoltre hanno diritto alla ricezione del reddito di cittadinanza esclusivamente i cittadini italiani o stranieri in possesso del permesso di soggiorno residenti sul suolo italiano da un tempo minimo di 10 anni, di cui gli ultimi due anni con dimora fissa.

L’equivalenza monetaria del reddito di cittadinanza 

Il reddito di cittadinanza sarà stanziato individualmente attraverso la distribuzione capillare su tutto il territorio nazionale di apposite card Postepay recapitate a chi ne avrà reale diritto.

L importo pattuito da elargire mensilmente di cui ne usufruiranno i beneficiari scrupolosamente selezionati ammonta a 780 euro per coloro i quali vivono in un’abitazione in locazione di affitto; 650 euro per le persone che sostengono un mutuo; 500 euro per chi dispone di una casa di proprietà.

Mentre la misura si amplia in riferimento ai nuclei familiari, l’assegno del reddito sarà calcolato in base al numero dei figli a carico: la somma più consistente se l’aggiudicheranno le famiglie con due o più figli minorenni che riceveranno un importo mensile fino a 1.330 euro.

Ogni importo è elargito mensilmente e spendibile in un arco temporale mensile, quindi la parte residua non spesa non potrà cumularsi e di conseguenza andrà persa.

I fondi stanziati dal governo in carica per tale misura economica corrispondono ad una cifra di 6 miliardi di euro assegnati per il 2019; 7 miliardi e mezzo sono previsti per il 2020; 7 miliardi e 818 milioni per il 2021 e 7 miliardi e 663 milioni dal 2022 in avanti. Potranno prevedersi dei ridimensionamenti rispetto all’assegnazione degli importi alla platea dei beneficiari nel caso di moltiplicazione delle richieste e relativo assottigliamento delle risorse disponibili.

I beneficiari del reddito potranno prelevare dalla card in loro possesso un importo massimo mensile corrispondente a 100 euro in contanti, il resto del denaro sovvenzionato dovrà essere necessariamente speso tramite l’apposita card rilascaita dalle Poste ai fini della tracciabilità delle somme spese dai beneficiari e destinate esclusivamente a beni di prima necessita, abbigliamento o affitti di immobili, attenendosi alle modalità prefissate nel progetto di governo. La misura del reddito di cittadinanza è previsto possa essere riconosciuta per un periodo di tempo massimo di 8 mesi rinnovabili dopo una breve sospensione di un mese tra una e l’altra erogazione.

Criteri di esclusione ai fini dell’aggiudicazione del reddito 

Coloro i quali vogliano ricevere il reddito devono rientrare in ulteriori requisiti che in caso contrario li porterebbe automaticamente all’esclusione dalle liste dei beneficiari. Non bisogna aver acquistato un’auto nei sei mesi prima rispetto alla domanda; non aver comprato un’automobile di cilindrata superiore a 1.600 cc nei due anni precedenti alla richiesta o una moto di cilindrata superiore a 250 cc. Inoltre i componenti della famiglia di appartenenza non devono essere proprietari di beni mobiliari di lusso come navi o imbarcazioni da diporto.

Sono esclusi dal ricevimento del reddito coloro che scontano un pena detentiva in carcere, o le famiglie in cui un componente si è licenziato dal lavoro negli ultimi 12 mesi. 

Condizioni inderogabili ai fini del beneficio del reddito 

Il beneficiario della misura sussidiaria del reddito deve aderire alla stipula di un “Patto per il lavoro” presso il Centro per l impiego territoriale registrandosi nel sito preposto. Tale patto prevede in capo all’assegnatario l’accettazione di una delle tre offerte di lavoro a lui presentategli: nei primi sei mesi ad una distanza massima di 100 km, dopo il sesto mese oltre i 250 km ed esteso a tutto il territorio dell’Italia dopo un anno in seguito a reiterati dinieghi da parte dell’interessato delle offerte di lavoro. Se il beneficiario rifiuta ognuna delle tre proposte di lavoro non ha più alcun diritto alla forma di beneficio del reddito.

Pertanto per avere accesso ed usufruire del reddito di cittadinanza  i componenti maggiorenni del nucleo familiare sono obbligati ad accettare un lavoro, essere disponibili ad effettuare lavori socialmente utili proposti dal proprio Comune, ad intraprendere un progetto di formazione e riqualificazione professionale.

Il governo ha previsto nella misura in itinere un piano di assunzioni di 10 mila addetti da inserire nei Centri per l’impiego che saranno preposte ad occuparsi del programma di assegnazione delle offerte di lavoro ai potenziali beneficiari del reddito, interagendo con un software deputato a coordinare domanda e offerta di lavoro da smistare in tutto l’ambito territoriale italiano.

Incentivi fiscali per le imprese 

Le aziende che decideranno di assumere i soggetti che ricevono il reddito di cittadinanza attraverso un contrato a tempo indeterminato e non li licenziano per 2 anni hanno diritto ad uno sgravio contributivo, gli incentivi previsti sono ampliati nel caso di assunzione lavorativa di soggetti di sesso femminile o di persone con problematiche psico-fisiche acclarate.

Aspetto sanzionatorio 

Le persone che opportunisticamente e subdolamente anelano al recepimento del sussidio statale di nuova concezione consistente nel reddito  di cittadinanza dichiarano notizie mendaci ed occultano la propria posizione patrimoniale e reddituale, o prestano parallelamente alla ricezione del reddito un lavoro in nero, sono sottoposte all’applicazione delle misure penali vigenti nel nostro ordinamento giuridico, ossia sono punite con la reclusione da un tempo minimo di 2 anni fino ad un massimo di 6 anni.

In caso di punibilità il soggetto trasgressore non potrà accedere alla misura del redito di cittadinanza se non prima di un tempo prefissato per legge di 10 anni.