Il disastro nei Pronto Soccorso della Sicilia: serve una commissione d’inchiesta

Benessere & Medicina

Dal 2014 – ma forse anche da prima – i Governi regionali, come denunciato tre anni fa dalla Corte dei Conti, sottraggono soldi dal Fondo sanitario regionale per pagare spese che con la sanità non hanno nulla a che vedere. Il risultato è il caos nei Pronto Soccorso e negli ospedali pubblici. Come mai le opposizioni presenti all’Assemblea regionale siciliana, nella passata legislatura e anche nell’attuale legislatura, non indagano e non denunciano questa vergogna?

Oggi il tema che vogliamo trattare non è l’Unione europea, ma una delle conseguenze dell’attuale europeismo: lo smantellamento della sanità pubblica.

Vi siete chiesti perché nessuno, in Italia – e soprattutto nel Sud Italia e in Sicilia  da qualche tempo anche in alcune aree del Centro Nord del nostro Paese) – ricorda i due capisaldi del sistema sanitario pubblico italiano ispirato dalla Costituzione italiana del 1948?

Proviamo a ricordarlo noi: i due capisaldi sui quali si fonda il sistema sanitario pubblico italiano sono l’universalità e la solidarietà.

Per universalità s’intende l’accesso di tutti i cittadini che vivono in Italia – compresi gli extra comunitari che non sono residenti nel nostro Paese – alle prestazioni sanitarie di prevenzione, cura e riabilitazione indicati dai cosiddetti Livelli essenziali di assistenza (Lea).

Per solidarietà s’intende il finanziamento della sanità pubblica attraverso la cosiddetta fiscalità generale: ciò significa che è lo Stato che sostiene i costi della sanità pubblica del nostro Paese.

Ma i soldi per mantenere un livello decente di sanità pubblica, in Italia, non ci sono più. Il meccanismo è semplice: l’Unione Europea, attraverso le politiche del rigore, toglie risorse agli Stati (all’Italia, in proporzione, di soldi la UE ne toglie di più, perché bisogna pagare, ogni anno, gli interessi sul debito pubblico: circa 70 miliardi di euro all’anno da qualche anno a questa parte, ovvero da quando c’è l’intervento della BCE che acquista una parte dei nostri titoli), gli Stati li tolgono alla Regioni (che in Italia gestiscono la sanità) e le Regioni tagliano fondi alla sanità pubblica.

In Sicilia il fenomeno è molto più accentuato, perché i Governi nazionali di Renzi e di Gentiloni hanno fatto pagare alla nostra Regione una quota di fondi maggiore rispetto ad altre Regioni.

Per tutta risposta i Governi regionali della Sicilia, dal 2014 (in parte anche da prima), trovandosi a corto di soldi per fronteggiare le spese, hanno tolto soldi alla sanità pubblica siciliana per pagare altre spese: per esempio, i mutui della Regione siciliana, l’ARPA (Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente) e alcune società regionali (COSA QUESTA DENUNCIATA DALLA Corte Dei Conti TRE ANNI FA.

Il caos che si registra nei Pronto Soccorso della Sicilia, contrariamente a quello che ci vogliono fare credere, non è il frutto di semplice disorganizzazione, che magari ci sarà pure: il caos è il frutto della mancanza di risorse finanziarie sottratte alla sanità pubblica siciliana.

Basti pensare che, lo scorso anno, 115 milioni di euro sono stati erogati ai Comuni dell’Isola (si tratta dei fondi con i quali i Comuni pagano le rate dei mutui) prendendoli dai “risparmi della sanità”.

Vi siete chiesti perché nessuna Azienda ospedaliera della Sicilia comunica il numero dei medici in servizio nei Pronto Soccorso? Basterebbe fare – tanto per cominciare – una semplice verifica: pubblicare le piante organiche dei Pronto Soccorso: ovvero quanti medici operano in ogni Pronto Soccorso della nostra Isola.

Già solo da questo dato i cittadini siciliani ne trarrebbero le logiche conseguenze.

In un Pronto Soccorso i turni giornalieri dovrebbero essere tre: il primo dalle otto di mattina alle 14 e 30; il secondo turno alle 14 e 30 alle 20 e 30-21,00; il terzo turno – il notturno – dalle 20 e 30-21,00 alle otto dell’indomani mattina.

Perché le Aziende ospedaliere non comunicano quanti medici lavorano in ogni turno? A giudicare dal caos che c’è nei Pronto Soccorso della nostra Isola non ci dovrebbero essere meno di otto medici per ogni turno. Vogliamo ridurre a sei i medici per ogni turno per ‘risparmiare’ un po’? Va bene.

Ci sono nei Pronto Soccorso della Sicilia sei medici per ogni turno?

Altro particolare degno di nota: il medico di turno che passa la notte in Pronto Soccorso, lavorando 12 ore di fila, ha diritto, il giorno successivo, al riposo. Il riposo dopo il turno di notte non è solo un diritto del medico di Pronto Soccorso: è un diritto di tutti i cittadini, perché un medico stressato in Pronto Soccorso può creare problemi ai pazienti.

Ebbene, in Sicilia il riposo dopo il turno di notte dei medici viene rispettato? Attenzione a questo passaggio: se io, medico, ho lavorato dall’una di notte fino alle otto di mattina, ebbene, ho lavorato in questa giornata. Quindi debbo essere libero dalle otto di mattina in poi perché ho già fatto le mie otto ore di lavoro (in realtà, come già accennato, nel turno di notte di lavora 12 ore: dalle otto di sera alle otto del mattino successivo); e debbo essere libero il giorno dopo perché è il giorno dopo che mi tocca come giornata di riposo!

Domanda al presidente della Regione, Nello Musumeci, all’assessore alla Salute-Sanità, Ruggero Razza, e ai sindacati dei medici della Sicilia: il giorno di riposo – che, lo ribadiamo, non è solo nell’interesse dei medici, ma anche nell’interesse dei cittadini-utenti – viene applicato?

Lo stesso discorso vale per gli infermieri che lavorano nei Pronto Soccorso: il numero degli infermieri che lavorano in ogni turno è congruo? Qui, in effetti, sappiamo qualche cosa in più, perché i sindacati degli infermieri sono, come dire?, meno ‘politicizzati’ e fanno gli interessi dei propri associati. E, infatti, gli infermieri, spesso, pongono questi problemi.

Fatta questa parentesi ci chiediamo e chiediamo: come mai in Assemblea regionale siciliana, nella passata legislatura, ma anche nell’attuale legislatura non è stata mai istituita una commissione parlamentare d’inchiesta sul funzionamento della sanità pubblica siciliana? Come mai nessun deputato di opposizione ha chiesto conto e ragione dei turni nei Pronto Soccorso e, in generale, dei fondi sottratti alla sanità pubblica siciliana dai vari Governi regionali? Forse perché è anche con i fondi della sanità pubblica che ormai si fanno quadrare tutti i conti della Regione?

Chi ne fa le spese sono i cittadini siciliani che ormai usufruiscono di un servizio di Pronto Soccorso pessimo. L’unica cosa fatta dall’attuale Governo regionale, per i Pronto Soccorso, è l’aumento del personale che interviene per reprimere i cittadini che stanchi dei disservizi, vanno in escandescenza.

Tutto questo è o no vergognoso?

Twitter: @forgiandp