Grillo azzera il Consiglio superiore di sanità

Benessere & Medicina

Il ministero della Salute mette fine al ‘vecchio’ Consiglio superiore di sanità, nominato da Beatrice Lorenzin. Stamattina i componenti hanno ricevuto una mail dalla segreteria del Css, in cui si spiega che “nelle sue facoltà”, il ministro Giulia Grillo termina in anticipo il mandato dei componenti non di diritto dell’organo tecnico-consultivo del ministero, fra cui genetisti come Giuseppe Novelli e Bruno Dallapiccola. Restano in carica così solo i membri di diritto. Il Consiglio superiore di sanità, spiega il ministro Grillo, “è organo di consulenza tecnico-scientifica del ministro della Salute e, dunque, ho deciso di dare un segnale di discontinuità rispetto al passato rinnovando la composizione dei 30 membri di nomina fiduciaria. Siamo il governo del cambiamento e, come ho già fatto per le nomine di mia competenza nei vari organi e comitati del ministero, ho scelto di aprire le porte ad altre personalità meritevoli”.
“La decisione di revoca degli organismi collegiali, e dunque del Css, andava presa entro il 5 dicembre, ossia a sei mesi dalla fiducia del mio Governo al Parlamento (5-6 giugno 2018) – precisa -. Ringrazio tutti i componenti uscenti del Css, di cui mi preme sottolineare l’indiscutibile valore tecnico-scientifico, ma è tempo di dare spazio al nuovo”.
“Sono sicura che alcuni componenti del Css possano essere nuovamente nominati, di certo non i vertici, che devono avere la fiducia e la piena sintonia con il ministro in carica”, aggiunge il ministro..

Nominato da Beatrice Lorenzin con decreto del 1 dicembre 2017, il Css si era insediato il 20 dicembre 2017. Il Consiglio è composto da trenta componenti di nomina, in carica per tre anni e individuati “in base alle loro altissime competenze nelle discipline in cui si articola la sanità pubblica italiana”, oltre ai componenti di diritto (oltre allo stesso ministero, Aifa, Iss, Centro nazionale sangue, Centro nazionale trapianti), in base all’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 44, nonché quelli di cui all’articolo 8 del decreto legislativo del Capo Provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233.
I componenti di nomina del Consiglio superiore di sanità normalmente durano in carica tre anni a decorrere dalla data del decreto di nomina. Il gruppo era presieduto da Roberta Siliquini, ordinario di Igiene all’Università di Torino. E, a quanto si apprende, gli esperti finora non avevano avuto modo di incontrare il ministro Grillo.

LE REAZIONI – Un atto “nelle prerogative del ministro della Salute, ma irrituale. Spiace molto per la modalità, ovvero essere stati informati con una lettera, senza aver avuto modo di incontrare il ministro nei sei mesi del suo mandato, considerato che siamo l’organo di consulenza tecnico scientifica del ministro”, commenta Roberta Siliquini, ordinario di Igiene all’Università di Torino nonché ormai ex presidente del Gruppo di 30 fra scienziati e ricercatori, recentemente ridottosi a 28 per le dimissioni di due componenti a causa di impegni all’estero. In questi mesi di silenzio da Lungotevere Ripa, “il Css è andato avanti con l’ordinaria amministrazione. Non abbiamo mai incontrato il ministro, nonostante l’avessimo chiesto più volte, fin dalla sua nomina”. La studiosa non nasconde l’amarezza per il mancato riconoscimento, anche formale, del lavoro del ‘suo’ gruppo. “Ho scritto ai componenti per ringraziarli del grandissimo lavoro di questi 4 anni. Ho lavorato – sottolinea Siliquini – con grandissimi ricercatori, personalità di spicco della medicina e menti eccellenti. Il Css ha lavorato molto bene – rivendica – e credo che alcuni dei nostri lavori siano stati di rilievo per il nostro Paese”.

“In pratica, il nostro mandato si è concluso con un paio d’anni d’anticipo”, commenta Bruno Dallapiccola all’Adnkronos Salute. Per il genetista si tratta di una “sorpresa”: “La notizia – spiega – ci è stata comunicata stamani dalla segretaria. E’ nelle facoltà del ministro decidere in questo senso. E in effetti ognuno di noi lavora con la sua squadra; noi – ricorda – eravamo stati nominati da Beatrice Lorenzin”. Che dire allora? “Siamo sempre a disposizione se qualcuno ha bisogno di noi, altrimenti va bene lo stesso”.

“Prendo atto della decisione del ministro, fiero di aver servito il Paese lavorando con i maggiori scienziati italiani nel settore della sanità, in una esperienza che reputo formativa e costruttiva”, è il commento di Giuseppe Novelli, rettore dell’università Tor Vergata di Roma, che aggiunge: “Per me è stata un’esperienza molto formativa, lavorare fianco a fianco con persone di così alto livello scientifico è stato costruttivo e interessante. In questi mesi abbiamo lavorato per il Paese”.

“Questa mattina – commenta all’Adnkronos Salute il farmacologo Silvio Garattini, dell’Istituto Mario Negri – è arrivata la mail dalla segreteria del Css, per comunicare che il ministro della Salute Giulia Grillo ha deciso di terminare in anticipo il mandato dei componenti non di diritto. Il ministro ne ha la facoltà e ha ritenuto di esercitarla: io non so quale possa essere il motivo, nei circa 15 anni in cui sono stato componente del Css, non è mai successo. Spiace solo che il ministro non ci abbia mai incontrato”.

“Non ho mai avuto modo di incontrare il ministro della Salute Giulia Grillo. E la sua decisione” di terminare in anticipo il mandato dei componenti non di diritto del Consiglio superiore di sanità (Css) “non ci è stata anticipata, è arrivata un po’ ‘out of the blue’. Penso che sia intuitivo che è una sorpresa, e le sorprese non sempre hanno un carattere positivo. Forse vorremmo sapere se abbiamo fatto qualcosa che non andava bene, come tutti gli scolari quando il professore toglie loro qualcosa. Ma magari è solo un avvicendamento: cambiano i capi, cambia la squadra. In questo senso non è una sorpresa al 100%”. Anche il cardiologo Antonio Colombo commenta così all’AdnKronos Salute la notizia dell’azzeramento dei componenti, fra i quali figurava anche il suo nome.

“E’ arrivata una email con un allegato e una lettera firmata da un assistente del ministro che comunicava che la nostra funzione era terminata – racconta – Del resto è nelle facoltà del ministro farlo e accetto tutto questo. Sono contento di aver lavorato in questi anni e di aver affrontato anche problematiche non usuali per la mia professione, come alcuni aspetti delle Scuole di specializzazione in psicologia, o altri legati all’odontoiatria, al porto d’armi, all’interruzione di gravidanza. Ho nuotato poi in acque a me più note, fornendo per esempio la mia opinione più esperta su un protocollo circa le cellule staminali per la vasculopatia periferica. Ma diciamo che l’esperienza è servita a farmi entrare anche in problematiche che noi specialisti non affrontiamo. Interagire con gli altri membri del consiglio è stato positivo e sono contento di aver fatto parte di questo e di aver fatto spero bene”.

“Mi auguro – conclude – che i nostri successori portino avanti il lavoro bene, come senz’altro confido faranno. Io onestamente non voglio fare nessuna polemica. Abbiamo fatto quel che dovevamo fare ed è giusto che ora lo facciano altri. Non mi sento amareggiato. Mi sarei aspettato anzi che il nostro incarico venisse terminato prima”, subito dopo l’insediamento del nuovo titolare della Salute. “Però magari c’erano altre priorità nell’agenda del ministro”.