Dimissione dei consiglieri camerali a Taranto

Politica & Diritti

Un nuovo commento del Presidente della Camera di commercio di Taranto.

TARANTO -“Come ho già detto, intervengo davvero a malincuore in merito alle infondate e strumentali critiche che vengono mosse alla governance della Camera di commercio di Taranto dai consiglieri dimessisi la scorsa settimana e, in particolare, da Alfonso Cavallo e Pietro De Padova. In effetti, siamo ai limiti del paradosso, considerato che
• Cavallo è stato sinora componente della Giunta camerale proprio in rappresentanza del comparto agricolo e quindi, delegato e direttamente impegnato nel governo dell’Ente per la costruzione delle politica economica a favore dell’agricoltura, e che
• De Padova, sempre in rappresentanza dell’Agricoltura, è stato sinora addirittura il Presidente del consiglio di amministrazione di Subfor, azienda speciale della Camera di Commercio preposta proprio a quelle attività di promozione del territorio che dicono non sono state realizzate.
Sarebbe necessario un preliminare esame di coscienza sul proprio operato e sulla propria incapacità di svolgere ruoli importanti in una pubblica amministrazione, prima di esprimere a mezzo stampa quelle che non esito a definire banalità. Peraltro con modi e toni mutuati dalla peggiore politica, mettendo su una vera e propria cabina di regia finalizzata a delegittimare l’Ente attraverso comunicati “copia e incolla” e la roboante ma vuota elencazione di desiderata che tali restano se non si è in grado di concretizzarli in obiettivi e azioni.
Sia chiaro, prendiamo molto sul serio e condividiamo pienamente un punto: agricoltura, agroalimentare, pesca e turismo sono, come dice Cavallo, “componenti essenziali e fondamentali”, così come lo sono – aggiungo – gli altri comparti rappresentati nella Camera, cioè l’artigianato, l’industria, la cooperazione, le professioni, il sindacato e i consumatori, i servizi e il commercio. Gli Enti camerali funzionano proprio in questo modo: i comparti sono tutti presenti in misura proporzionale alla loro rappresentatività sul territorio. Lo ripeto, perché sembra proprio non sia chiaro: i consiglieri sono nominati dal Presidente della Regione sulla base delle designazioni pervenute dalle Associazioni di categoria. Alcuni di essi, poi, sono eletti dal Consiglio perché facciano parte della Giunta, che è l’Organo di governo della Camera di commercio. Nella nostra Giunta, il settore agricolo è rappresentato da ben 2 consiglieri. Essi hanno il compito di tutelare gli interessi generali del loro comparto, proponendo progetti e soluzioni, costruendo, appunto, le strategie dell’Ente.
Ora, gli ex consiglieri Cavallo e De Padova – sulla cui poco assidua presenza nelle riunioni degli Organi preferisco sorvolare – dovrebbero dire quali proposte e progetti hanno portato alla discussione e anche quando si sarebbero opposti all’approvazione di un bilancio di previsione, che è il principale atto camerale che programma attività e risorse, manifestando il dissenso che esprimono oggi. Accusano la Camera di mancanza di visione strategica, ma la realtà è molto più semplice: la Camera sono anche loro, addirittura preposti allo sviluppo del settore agricolo, loro che avrebbero dovuto fare gli interessi di quel comparto attraverso l’esercizio delle funzioni camerali e che non l’hanno fatto.
Nel 2015, su mia iniziativa, abbiamo insediato in Camera di commercio il “Comitato strategico delle associazioni rappresentative del settore agricolo della Provincia di Taranto”, proprio per creare coesione e dare un impulso significativo al comparto attraverso l’individuazione dei temi e dei progetti da portare avanti. Quale contributo hanno dato i Presidenti Cavallo e De Padova a questo comitato? E, soprattutto, se un contributo vi è stato, chi avrebbe posto ostacoli alla sua discussione e realizzazione? Chi e quando? Espongano fatti, non parole vuote e, innanzitutto, utilizzino le sedi istituzionali deputate per affrontare e risolvere i problemi ancor prima di creare uno strumentale clamore mediatico.
Lo stesso vale per Agromed, argomento per la cui soluzione la Camera di commercio ha coinvolto gli Organi nel massimo della trasparenza. Mi si lanciano accuse generiche di inerzia, si provi, invece, ad argomentare. Ma temo che la capacità di stare sul merito non sia virtù diffusa. Molto più facile, invece, insinuare che vi sia una “casta” che opera nell’ombra e, solo a parole, mostrarsi puri e ribelli.
Da ultimo, abbiamo letto con attenzione le giuste affermazioni sulle eccellenze agroalimentari della nostra provincia, che, tuttavia, i due ex consiglieri riducono ad una mera elencazione. Evidenzio, ma solo a titolo di esempio, che la Camera di commercio di Taranto è stata confermata dal Ministero delle Politiche agricole quale Autorità pubblica di controllo sulle Denominazioni di origine e indicazioni geografiche del settore vinicolo fino al 2021. Un ruolo strategico e gravoso che svolge dal 2008 per le D.O. e dal 2012 per le I.G. Mi sembra una funzione di assoluto rilievo all’interno della filiera agroalimentare, a garanzia della legalità e della qualità. Su questo gli ex consiglieri hanno qualcosa da obiettare?
Insomma, l’Ente è in via di accorpamento con la Camera di commercio di Brindisi, ed a breve il Consiglio sarà comunque sciolto per dar spazio a quello della Camera accorpata. Le eroiche dimissioni condite di comunicati seriali, appaiono quanto meno inutili e ridicole e, a ben leggere, mosse dal chiaro interesse di spostare pesi e numeri nello squallido tentativo di occupare la governance della nuova Camera. Abbiano il coraggio di ammettere che si tratta dell’avvio scorretto di una “campagna elettorale”. Sarebbe molto più etico”.

Taranto, 2 agosto 2018