Principale Ambiente & Salute No alla festa del Primo Maggio al Parco Archeologico!

No alla festa del Primo Maggio al Parco Archeologico!

Il Coordinamento Rimboschimento di Taranto vuole difendere il Parco area verde del parco delle Mura Greche

In relazione al periodico evento della Festa dei Lavoratori del Primo Maggio, celebrato nella nostra Città nel Parco Archeologico delle Mura Greche (oggi anche area a verde cittadina che il CO.RI.TA., in uno al Museo Laboratorio della Fauna Minore dal 2012 ha eletta a laboratorio per l’incremento della flora e della biodiversità) stiamo prendendo contatti con l’Amministrazione cittadina perché non si autorizzino per quest’anno e per quelli a venire tali eventi, durante i quali le diverse forme d’inquinamento (acustico, lavori vari, rifiuti d’ogni sorta, eliminazione e calpestio della flora spontanea…) possano arrecare danni significativi a tale ecosistema cittadino e alla sua biodiversità.

La legge nazionale n° 157/92 e il D.M. n”459/22 sui Criteri Ambientali Minimi del Verde Pubblico (CAM) tutelano in particolare anche i nidi degli uccelli, numerosi in tale periodo e in tutto il territorio nazionale, al punto che la distruzione anche di un solo nido può configurare un reato penale, specie se in presenza anche di nidiacei.

I dati degli Atlanti Ornitologici riportano quasi un centinaio di uccelli che nidificano nelle nostre città, particolarmente gli insettivori che nel caso del Parco Archeologico dovrebbero essere rigorosamente tutelati per l’annosa e fastidiosa presenza di un numero eccessivo di zanzare di cui spesso e volentieri si lamenta il locale Comitato Civico del Quartiere Solito-Corvisea.

Ed è utile ricordare ancora una volta che l’eliminazione in toto della vegetazione erbacea dal sito compromette comunque l’habitat, a prescindere che il nido sia presente sulla pianta, ed è questo anche un problema per gli insetti pronubi che vivono nel nostro Parco. Abbiamo notato infatti che in questa area a verde vivono ormai esapodi dei diversi Ordini, lepidotteri, ditteri, emitteri, ortotteri e un numero considerevole di altri alati pronubi utilissimi per l’impollinazione quali api, apidi, api solitarie e bombi, attività questa di cui si giova anche la nostra agricoltura.

Diverse le piante più “attrattive” per questi insetti laboriosi, tra le quali specialmente il Treucrium fruticans, un arbusto vigoroso e sempreverde dai delicati fiori di colore dall’azzurro pallido al lilla, la cui presenza riteniamo oggi indispensabile in ogni area a verde o giardino. Ma i danni alla biodiversità nel Parco Archeo non si fermerebbero qui, se la scienza non ci avesse informato anche di quelli derivanti dalle vibrazioni e dalle frequenze sonore estreme della musica prodotta in tale occasione e “sparata” verso la stessa vegetazione e gli insetti.

Quest’ultimi, attraverso sofisticatissimi sensori uditivi, detti “sensilli”, possono risentirne con incontrollate reazioni d’allontanamento dal Parco, compromettendo in tal modo la cooperazione con le piante e la biodiversità, ponendo in essere anche alterazioni del comportamento, addirittura con inibizione sulle abitudini alimentari e sulle reazioni di difesa da eventuali predatori, finendo poi con possibili effetti negativi e prolungati sulla loro capacità riproduttiva : quanto agli effetti del grande fracasso sonoro sulla vegetazione del nostro Parco Archeo è questione certo altrettanto pregnante che attraverso la TV lasceremmo volentieri al nostro prof. Stefano Mancuso, per quanto di Sua preziosa competenza. Per concludere, leggi, regolamenti e decreti a parte, saremo in grado di scuotere ancora la ragione accendendo finalmente la fiaccola dell’ecologia?

Valentino Valentini

CO.RI.TA. (Comitato Rimboschimento Taranto)

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