
Una esibizione straordinaria, al di sopra di ogni possibile facile schema interpretativo, è quella presentata giovedì 12 marzo al teatro Petruzzelli nell’ambito della stagione 2026 della storica Camerata Musica Barese oggi rinnovata nello staff artistico.
Qui non c’erano né direttori d’orchestra, né compagini cameristiche o sinfoniche ma solo un duo violino-pianoforte affidato alle mani veramente extra/ordinarie di Maxim Vengerov e Polina Osetinskaja, dato che il famoso violinista-concertista invitato a Bari dal direttore artistico Dino De Palma (anch’egli ottimo violinista nato e cresciuto in Puglia) era noto per il suo spessore internazionale.
Quindi un programma ben studiato e opportunamente scelto per il folto pubblico barese, programma concertistico che da Schubert a Stostakovich a Brams ha messo in evidenza tutte le caratteristiche di Vengerov: un super-interprete il quale con raffinata musicalità, espressività contenuta, precisione di intonazione, arcate sempre in accordo col fraseggio, elegante posizione sul violino etc. etc., ha mostrato a noi tutti la meritata fama che lo accompagna da tanti anni e in giro per il mondo.
Mentre si esibiva in tale maniera sempre stupendamente accompagnato dalla bella e brava pianista russa Polina Oserinskaya, noi andavamo indietro con la memoria per cercare qualche altro violinista di fama e valore internazionale degno ‘rivale’ di Vengerov. I nomi? Tralascio gli asiatici che non ci aggradano più di tanto, e cito solo alcuni a cominciare da Janine Jansen, Davis Garrett, Gil Shaham, Hilary Hahn e tra gli italiani, ma a debita distanza, Gibboni e la Dego. Un recital il suo degno veramente di solida memoria!
di Pierfranco Moliterni
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