
di Vincenzo Servedio
TORITTO – Siamo agli ultimi giorni per la campagna Referendaria sulla Giustizia del 22 e 23 marzo 2026.
NO e SI si confrontano, anche se in un clima elettorale lontano dalle effervescenze che caratterizzano puntualmente le politiche e/o amministrative, con i tabelloni elettorali ancora vuoti di manifesti.
Le ragioni del NO sono state pubblicamente esposte nel mese di febbraio nel corso di una discussione presso il Piccolo Teatro di ”San Giuseppe”. , con la partecipazione di autorevoli relatori tra i quali i Magistrati Roberto Rossi e Maria Azzurra Guerra, alla presenza di un attento pubblico in gran parte della base del Pd.
Recentemente ed unitariamente sono scesi in campo con un documento impegni politici e sindacali presenti sul territorio comunale : il PSI, sez. Bettino Craxi e la componente Socialista della O.S. Cisal Scuola; cittadini comuni impegnati nel sociale.
Un articolato documento che spiega le ragioni del SI alla Riforma Costituzionale sulla Giustizia proposta dall’attuale compagine governativa.
Il documento, dopo aver espresso sinteticamente le ragioni di diritto per un SI consapevole, si sofferma sui clamorosi casi di ‘malagiustizia’; ricorda la persecuzione giudiziaria del leader Socialista Bettino Craxi, condannato sull’ assioma “non poteva non sapere”. Uno spaccato anche sulla vicenda conosciuta in tutt’Italia e direi anche otre frontiera, de “La famiglia del bosco”; richiama con gli interventi del Ministro Salvini, della premier Meloni e del Ministro della Giustizia Nordio.
Di seguito il documento che invita a votare SI per “una Giustizia giusta, moderna ed equilibrata”
REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA
Il 22 e 23 marzo 2026 gli italiani saranno chiamati a esprimersi, mediante referendum confermativo, sulla riforma costituzionale della Giustizia. È un appuntamento storico. .
IL SI RAPPRESENTA LA SCELTA COERENTE CON I PRINCIPI COSTITUZIONALI E CON LE ESIGENZE DI UNA GIUSTIZIA MODERNA ED EQUILIBRATA
IL SI PER UNA GIUSTIZIA GIUSTA
Abbiamo bisogno di una Giustizia più equa e credibile, un giusto processo in cui le parti- accuse e difesa- siano in condizione di parità davanti a un giudice terzo, imparziale e libero, un CSM non più in balia delle correnti e quindi di fatto della politica, un procedimento disciplinare in cui chi sbaglia viene sanzionato.
Mai più casi come quelli del pastore Zuccheddu dopo 33 annidi carcere dichiarato innocente per non aver commesso il fatto; Gullotta in cella per 22 anni da innocente; Massaro , 22 anni in carcere da innocente; Enzo Tortora, B. Craxi (ricordate la sua condanna: ”non poteva non sapere) e ancora recentemente il caso de: “La Famiglia del Bosco”, con i suoi tre figli strappati ai genitori e su cui sono intervenuti, tra le tante voci , il Ministro Salvini che ha levato la sua indignazione anche come padre di famiglia, la premier Meloni, Il Ministro della Giustizia Nordio.
“La famiglia del Bosco”, una straziante quanto assurda vicenda, tutta italiana, dell’attuale sistema giudiziario, che necessita urgentemente e inderogabilmente di un SI alla Riforma sulla Giustizia proposta agli Italiani con il Referendum confermativo del 22 e 23 marzo 2026.
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