
Oggi la liquidazione arriva anche dopo anni!
di Gregorio Scribano
La Corte Costituzionale chiede – Dopo una vita di lavoro, che l’attuale governo Meloni, nonostante le promesse elettorali, ha portato oltre i 67 anni, c’è anche la beffa di incassare la liquidazione dopo anni dalla pensione e per giunta a rate!
Forse è bene ricordare a lor signori che la liquidazione non è un premio, né una concessione dello Stato. È salario. Salario differito, maturato anno dopo anno durante una vita di lavoro. E proprio per questo non può essere trattato come una voce qualsiasi di contabilità pubblica.
Con l’ordinanza n. 25 del 2026 la Corte costituzionale ha riaperto una questione che da anni riguarda milioni di dipendenti pubblici: i tempi di pagamento del trattamento di fine servizio (Tfs). Il sistema attuale, introdotto nel 2010 durante la crisi del debito sovrano, prevede attese lunghe e pagamenti diluiti nel tempo. Oggi la liquidazione inizia ad arrivare nove mesi dopo la cessazione dal lavoro e, se l’importo supera determinate soglie, viene suddivisa in due o addirittura tre rate distribuite negli anni successivi.
Il risultato è paradossale: un lavoratore che ha maturato una certa somma durante tutta la sua carriera può dover attendere anni prima di riceverla integralmente.
La Corte non ha dichiarato subito illegittimo il sistema, ma ha compiuto un passo decisivo: ha stabilito che questo meccanismo non può restare in vigore indefinitamente. Governo e Parlamento dovranno intervenire entro il 14 gennaio 2027 per riportare la normativa entro limiti compatibili con la Costituzione. In caso contrario, la Consulta potrebbe intervenire direttamente.
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