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Gravina in Puglia tra le finaliste per Capitale della Cultura 2028: intervista a Christian Divella

Gravina in Puglia attende con trepidazione la conferma a Capitale della cultura italiana 2028 - REDAZIONE ALTAMURA - ALTA MURGIA

Christian Divella, Ambasciatore di Gravina Capitale della Cultura italiana 2028, figura importante
Dott. Christian Divella (Photocredit by Nino Cammisa)

La città murgiana tra le dieci finaliste nazionali: entusiasmo dopo l’audizione al Ministero della Cultura. L’ambasciatore del progetto racconta la forza del territorio e della candidatura.

È ancora palpabile l’entusiasmo per l’audizione svoltasi a Roma nei giorni 26-27 febbraio scorso nell’ambito dello sprint finale per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028. Per comprendere meglio il clima e le aspettative che accompagnano questa candidatura abbiamo raccolto riflessioni e impressioni di Christian Divella, nominato, insieme ad altri sei gravinesi,  ambasciatore dall’agenzia  specializzata “Panspeech”  a cui è stato affidato il progetto di redazione del dossier di  candidatura.

L’ambasciatore della candidatura appare visibilmente soddisfatto e racconta con entusiasmo l’esperienza vissuta davanti alla commissione giudicatrice del Ministero della Cultura.

«La città – esordisce Divella – si è presentata compatta, con una task force ben strutturata e determinata a mettere in evidenza le peculiarità di un territorio che vanta una storia millenaria e un patrimonio culturale straordinario, che dev’essere considerato un “continuum storico e paesaggistico e antropologico con la città di Matera, Capitale della cultura europea 2019”.

Ponde acquedotto a Gravina in Puglia
Ponte acquedotto, photocredit by Carlo Centonze                      

La delegazione gravinese ha dimostrato grande compattezza. A rappresentare la comunità cittadina erano presenti il sindaco dr. Fedele Lagreca e il coordinatore del progetto Ignazio Lovero, insieme ai membri del comitato promotore e agli ambasciatori incaricati di diffondere la candidatura attraverso una fitta rete di relazioni. Tra questi figuravano Mariarita Costanza, Alessandra Costantiello, Davide Parrulli, Vincenzo Forzati, Carmen Squeo, Maurizio Cimino ed Ezio Spano, guida turistica.

Particolarmente significativa è stata anche la presenza di studenti rappresentanti l’Istituto tecnico Bachelet il Liceo scientifico Tarantino, accompagnati dai rispettivi docenti,  che hanno preso parte alla trasferta romana testimoniando il coinvolgimento delle nuove generazioni nel progetto culturale.

Il racconto della città e del suo patrimonio

A sostenere la candidatura erano presenti anche numerosi rappresentanti istituzionali e amministratori locali. Accanto alla delegazione gravinese hanno partecipato sindaci della Basilicata e della Calabria, oltre ai rappresentanti dei Comuni del Parco Nazionale dell’Alta Murgia con la presenza  del commissario straordinario dello stesso Ente  Nicola Loizzo e il governatore della Regione Puglia Antonio Decaro, il cui intervento – sottolinea Divella – è stato particolarmente incisivo.

L’audizione si è svolta secondo il format previsto dal Ministero: trenta minuti per la presentazione del dossier e altrettanti per le domande della giuria. Gravina ha illustrato un progetto che punta a valorizzare il patrimonio storico, culturale e paesaggistico della città e dell’intero territorio murgiano, promuovendo la cultura come motore di sviluppo sociale ed economico.

Tra i momenti più intensi della presentazione, Divella ricorda l’intervento dell’ex sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri , che ha evidenziato il forte legame storico e antropologico tra i due territori, uniti da un paesaggio rupestre simile e da una storia millenaria che affonda le radici negli insediamenti scavati nella roccia calcarenitica.

La narrazione della candidatura ha ripercorso la lunga stratificazione storica della città: dalle testimonianze dell’epoca peuceta con siti come Pietramagna e Silvium fino al Medioevo e alla contemporaneità. Un patrimonio che trova espressione anche nei simboli architettonici più rappresentativi, come il suggestivo ponte acquedotto Madonna della Stella, noto anche come ponte Orsini, spettacolare viadotto settecentesco che attraversa la gravina.

Grande emozione ha suscitato anche il monologo della quindicenne Micaela, che ha raccontato con parole intense la città che i giovani immaginano per il futuro. A sostenere la candidatura era presente anche il vescovo della diocesi di Gravina-Altamura-Acquaviva delle Fonti, monsignor Giuseppe Russo.

Sono  intervenuti anche i tecnici dell’agenzia “Panspeech” che ha curato il dossier della candidatura, insieme all’imprenditore Michele Andriani in rappresentanza delle imprese territoriali.

Tradizioni, eventi e sfida finale

Il percorso verso il titolo entra ora nella fase decisiva: tra le dieci città finaliste selezionate dal Ministero della Cultura, Gravina ha avuto l’opportunità di illustrare il proprio dossier durante le audizioni pubbliche svoltesi a Roma. La proclamazione della città vincitrice è prevista per il 27 marzo 2026 e comporterà anche un finanziamento statale di un milione di euro per la realizzazione del programma culturale.

Divella guarda con fiducia all’ultimo passo del percorso: «La prima vittoria l’abbiamo già raggiunta. Finora abbiamo lavorato senza campanilismi, grazie al sostegno di tanti attori del territorio. Ora attendiamo con fiducia il verdetto finale».

Gravina rupestre
Gravina rupestre, photocredit by Carlo Centonze

Tra i punti di forza della candidatura, l’ambasciatore sottolinea anche i  quattro grandi eventi identitari che ogni anno richiamano migliaia di visitatori. Tra questi Gravinae Nativitas, Passio Christi, suggestiva rievocazione sacra ambientata negli scenari rupestri della città;  il Corteo storico di Giovanni di Monfort;  la manifestazione Historia – corteo multiepoca e le iniziative culturali diffuse durante tutto l’anno. La sola manifestazione Gravinae Nativitas ha accolto l’anno scorso oltre 20.000 persone.

Non manca infine il riferimento al sostegno del tessuto imprenditoriale locale: «Ringraziamo i numerosi sponsor e imprenditori del territorio che hanno creduto nel progetto – conclude Divella – dimostrando che la collaborazione tra comunità vicine può diventare una forza straordinaria»

Gravina guarda al futuro forte di una naturale continuità storica e antropologica con la vicina Matera, un legame evidente nel paesaggio rupestre, nella storia e nel patrimonio culturale condiviso. Il titolo di Capitale della cultura pugliese 2027 è già un traguardo importante; se dovesse arrivare anche quello nazionale, con Capitale italiana della Cultura 2028, si aprirebbe una nuova stagione di crescita e valorizzazione per l’intero territorio murgiano.

La candidatura di Gravina in Puglia rappresenta già oggi molto più di una competizione: è il segno concreto di una comunità unita, capace di fare squadra e di raccontare con orgoglio la propria identità culturale. Un percorso che, comunque vada, ha già rafforzato il senso di appartenenza e la visibilità nazionale della città.

Giovanni Mercadante, autore

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