
di Maria Cuono
L’analisi politica e la realtà economica
Recentemente, la Premier Giorgia Meloni, in un’intervista su RTL, ha ribadito che l’Italia non è in guerra, ma ha espresso una profonda e condivisibile preoccupazione per le ripercussioni interne, specialmente per le speculazioni economiche che colpiscono i cittadini. È una riflessione che ci tocca da vicino: la guerra non si combatte solo con le armi, ma si insinua nelle nostre vite attraverso l’incertezza e il rincaro della vita, minacciando la stabilità delle famiglie e, di riflesso, dell’intero comparto culturale.
La penna di Maria Cuono: Un invito alla Pace
In questo scenario, la mia missione come giornalista e scrittrice si fa più urgente. La mia penna vuole essere un invito costante alla pace tra le popolazioni. Se la speculazione cinica cerca di trarre profitto dal caos, l’arte deve rispondere con la gratuità della bellezza e la forza del messaggio umano. Il teatro e la musica sono le armi migliori per disarmare gli animi: sul palcoscenico non esistono nemici, ma solo esseri umani che condividono lo stesso battito del cuore.
Cultura e Istituzioni: Un fronte comune
Dobbiamo sensibilizzare il mondo intero. Se da un lato il Papa invoca la pace con la forza della fede e le istituzioni lavorano per proteggerci dalle derive economiche, noi comunicatori dobbiamo alimentare lo spirito. Proteggere l’artista e il suo “tempio” significa proteggere la nostra identità e la nostra capacità di sognare un futuro senza conflitti.






