
Il rugby a Santeramo In Colle, il comune più alto della provincia di Bari, è atto di generosità ed un potente strumento di inclusione
Il Rugby per Santeramo, uno sport per la vita di Roberto Traetta. Il rugby è una disciplina nobile, giocata da gentiluomini dal fisico possente. Come Donato Iacobellis, classe ’65, cultore dell’ arte e della bellezza. Lui è una figura chiave nel panorama rugbistico di Santeramo in colle, insieme ad altre personalità non meno decisive. La sua carriera affonda le radici nel 1983, quando giovanissimo viene reclutato nelle file della formazione locale nascente, la “Fiamma Rugby”, con sede negli spazi del partito politico MSI, più per necessità materiali che per affiliazioni ideologiche.
Negli anni, la squadra cambia nome: diventa “Nuova Rugby Santeramo”, per chiamarsi in tempi più recenti e definitivamente “Rugby Union Santeramo”. Nel decennio Ottanta, il debutto di Donato è sul campo come rugbista super motivato. Gioca per anni per poi ritirarsi per qualche tempo. Riprenderà con più vigore nel 2001, alternando il ruolo di giocatore con quello di allenatore; ma dal 2007 al 2025 la sua maturazione tecnica evolverà fino a essere considerato da tutti solo “mister”.
La tradizione locale legata a questo sport la si deve alla sua passione incontenibile che dura da più di 40 anni, e anche alla caparbietà di amici insostituibili e pieni di entusiasmo che lo hanno sostenuto. Come non citare un altro Donato (Fraccalvieri), detto l’australiano, perché vissuto dall’altra parte del globo dove aveva cominciato a praticare il rugby, purtroppo scomparso nel 2023.
Iacobellis ha lavorato e continua a impegnarsi per lo sviluppo culturale del rugby murgiano nonostante i fisiologici alti e bassi della vita, coadiuvato da Giuseppe Porfido per le sue rare doti gestionali e organizzative, e da Raffaele Tritto, collante tra tutte le anime del club.
Da quest’anno è nel direttivo della formazione, impegnato a deliberare bilanci, tesseramenti e organizzazione partite perché il nuovo coach è Pierluca Bagiolini, suo degno erede. Come dire: rimane nel “gioco” pur non giocando. A modo suo, Donato cresce senza eclissarsi, rimanendo una presenza stabile dietro le quinte. Un saldo punto di riferimento per le nuove leve, affiancato anche da Peppino Laudisa e Rocco Maiullari, storici dirigenti che supportano ancora la squadra nonostante la loro veneranda età. Il rispetto per Donato non è opzionale ma è un pilastro della convivenza che va oltre gli scontri di una partita. Da questo principio basilare, discendono valori fondanti come il gioco di squadra, l’ elaborazione della sconfitta, l’autocontrollo, la disciplina, il sostegno reciproco, il coraggio, la lealtà, che fanno dello sport un momento essenziale di crescita e benessere relazionale.
Per queste ragioni, a Santeramo il rugby è molto di più di una competizione sportiva: è atto di generosità, strumento potente di inclusione per ragazzi rumeni, georgiani, marocchini e albanesi, e di riscatto sociale per adolescenti in difficoltà. Ognuno trova leggerezza, benessere e voglia di affermarsi attraverso la pratica agonistica, abbattendo barriere sociali, culturali e geografiche. Per Iacobellis la squadra è dunque una grande famiglia allargata che mantiene partnership fruttuose con i servizi sociali della città, offrendo chance ai giovani provenienti da contesti svantaggiati. Allora, è giusto vivere il rugby come alternativa all’emarginazione, che insegna a rialzarsi dopo ogni caduta.
Sport duro, adrenalinico, entusiasmante, ma con ancoraggi etici molto sentiti e messi in pratica.
Roberto Traetta
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