
Diritti, salute e istruzione si incontrano nel modello “Empowering Young Patients”
LECCE – “Educare significa curare”: quando la scuola diventa presidio di normalità per i bambini ospedalizzati, Lecce emerge come modello europeo di eccellenza.
Il 28 febbraio 2026, al Centro Polivalente dei Salesiani, famiglie, docenti, operatorisanitari e istituzioni si sono ritrovati per celebrare un principio fondamentale: la malattia non può fermare il diritto allo studio.
La scuola entra in ospedale: un modello che cambia vite
La Scuola in Ospedale dell’Istituto Comprensivo Alighieri-Diaz è stata selezionata tra le tre migliori pratiche italiane nel progetto europeo Empowering Young Patients (EYP), rete internazionale che valorizza modelli innovativi per gli studenti ricoverati.

Stefano Rossi, Direttore Generale ASL Lecce, ha sottolineato il significato del riconoscimento:«Vedere Lecce premiata a livello europeo conferma che la strada dell’umanizzazione delle cure intrapresa dalla nostra ASL è quella giusta. Curare significa prendersi carico della persona nella sua interezza: salute, relazioni, futuro. La scuola in ospedale è parte integrante di questo percorso».
Questo traguardo colloca Lecce accanto a strutture di riferimento nazionale come l’Ospedale Gaslini e l’Ospedale San Camillo-Forlanini, confermando il valore del modello a livello internazionale.
L’educazione che cura: principi e comunità
La dirigente scolastica Marina Nardulli spiega l’etica che guida il progetto:«La nostra Scuola in Ospedale è il cuore pulsante del nostro impegno civile per l’inclusione. Non è un servizio aggiuntivo, ma una dichiarazione di principio: nessun bambino deve sentirsi

Per Lara Cataldo, Presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Lecce, l’iniziativa è una questione di equità:«Garantire pari opportunità significa abbattere ogni ostacolo, anche quello della malattia. La fragilità non può trasformarsi in isolamento. La comunità ha il dovere di restare accanto, con strumenti concreti e visione politica».Fabio Manni, docente SIO, ricorda il senso pedagogico del progetto:«Empowering significa dare potere. E il potere più grande, per un bambino ricoverato, è quello della normalità: aprire un libro, fare una domanda, sentirsi parte di una classe. È lì che si ricostruisce fiducia».Valentina Luggeri, referente Project School per EYP, aggiunge la prospettiva internazionale:«Il network europeo Empowering Young Patients ci consente di condividere e replicare buone pratiche. Non si tratta solo di esportare un modello, ma di costruire una comunità educante internazionale capace di innovare e contaminarsi».Infine, la Dott.ssa Roberta Tornese sottolinea l’integrazione tra sanità e istruzione:«L’approccio educativo integrato è parte del protocollo di cura. L’empatia non è un elemento accessorio: è uno strumento clinico essenziale. Quando un bambino si sente ascoltato e valorizzato, anche il percorso terapeutico acquista maggiore forza».
Sanità e scuola: un’alleanza strategica
Le dichiarazioni dei protagonisti ribadiscono un concetto chiave: scuola e sanità non procedono in parallelo, ma camminano insieme. La scuola in ospedale diventa presidio di normalità, strumento di resilienza e leva psicopedagogica a tutela del benessere del minore.
Cinema e creatività: strumenti di cura e inclusione
La giornata ha alternato interventi istituzionali a laboratori didattici, con la proiezione di cortometraggi per i bambini. La cooperativa Il Nuovo Fantarca ha guidato i ragazzi nella visione e discussione dei film, trasformando il cinema in strumento di espressione.

Una rete che fa sistema
Il successo del modello leccese nasce da una collaborazione strutturata tra istituzioni scolastiche, sistema sanitario e terzo settore. Tra i principali partner:
JA Italia – educazione imprenditoriale e sociale dei giovani
ASL Lecce – integrazione della didattica nei protocolli di cura
Ufficio Scolastico Regionale Puglia – Scuola in Ospedale
Cuore e Mani Aperte – supporto relazionale e clownterapia
Il Nuovo Fantarca – percorsi educativi legati al linguaggio cinematografico
Oratorio dei Salesiani di Lecce – luogo di incontro e apertura alla comunità
Un modello europeo di welfare educativo
L’esperienza leccese dimostra che integrazione tra dimensione clinica ed educativa non è solo possibile: è necessaria. La scuola in ospedale diventa presidio avanzato di diritto allo studio, tutela della salute e inclusione sociale.Come ricorda Stefano Rossi:«Curare significa prendersi cura della persona nella sua interezza».E come conclude l’evento:«Educare, quando fatto con responsabilità e visione, significa davvero prendersi cura. Cura e istruzione camminano insieme, e il futuro dei bambini non può attendere».






