Principale Arte, Cultura & Società Giovani Donne, Uomini Maturi: Assia Penta Racconta la Rivincita dei Gentleman

Giovani Donne, Uomini Maturi: Assia Penta Racconta la Rivincita dei Gentleman

Il nuovo volto delle relazioni secondo Assia Penta

C’è un fenomeno silenzioso ma sempre più evidente che sta ridefinendo le dinamiche sentimentali contemporanee: molte giovani donne scelgono uomini più grandi. Non si tratta soltanto di una questione anagrafica, ma culturale, emotiva, simbolica. Secondo la scrittrice Assia Penta, che si prepara a raccontare questa trasformazione in un nuovo libro interamente dedicato al tema, il motivo è chiaro: “Le ragazze cercano stabilità, educazione emotiva, protezione. Cercano un uomo che sappia corteggiare”.

Un’affermazione che apre scenari complessi. Perché se da un lato emerge la figura dell’uomo maturo, capace di ascolto e presenza, dall’altro si delinea il ritratto di una generazione maschile più giovane spesso disorientata, distante dal concetto stesso di corteggiamento e relazione.

Ma cosa sta accadendo davvero? E quali sono le implicazioni sociali e psicologiche di questo cambiamento?

Abbiamo rivolto alcune domande ad Assia Penta.

Intervista ad Assia Penta

Perché oggi tante giovani donne sembrano preferire uomini più grandi?

“Perché trovano in loro ciò che spesso manca nei coetanei: attenzione, rispetto, capacità di dialogo. Il gentleman non è morto, ma è diventato raro tra i più giovani. E quando una ragazza incontra un uomo che sa ascoltare, che sa aspettare, che sa corteggiare senza bruciare le tappe, si sente vista. E oggi sentirsi vista è rivoluzionario.”

Lei parla di corteggiamento come valore perduto. Cosa intende?

“Il corteggiamento è tempo, cura, gradualità. È conquista reciproca, non consumo. Oggi viviamo relazioni veloci, spesso superficiali. Molti ragazzi sono cresciuti in una cultura che confonde l’affermazione di sé con il possesso dell’altro. E quando l’altro non risponde alle aspettative, scatta la frustrazione.”

In questo quadro, lei collega anche il tema dei femminicidi. In che modo?

“Il femminicidio non nasce dal troppo amore, ma dal bisogno di controllo. Quando la donna viene percepita non come soggetto pensante, ma come oggetto da possedere, qualsiasi autonomia diventa una minaccia. In alcuni casi estremi, la violenza è il tentativo patologico di annientare ciò che si teme.”

Lei ha parlato di un legame simbolico tra la donna e la figura materna. Può spiegare meglio?

“La donna, per alcuni uomini irrisolti ed emotivamente fragili, richiama inconsciamente la figura della madre: accogliente e rassicurante, ma anche capace di dire no. Quando arriva un rifiuto, non viene vissuto come parte naturale di una relazione, ma come un abbandono profondo. In casi estremi, la violenza diventa il tentativo distorto di reagire a quella ferita interiore.”

Il suo prossimo libro cosa si propone di fare?

“Voglio accendere un dibattito. Non è una guerra tra generazioni né tra sessi. È una riflessione su come stiamo educando i nostri figli al sentimento, alla gestione del rifiuto, al rispetto dell’autonomia femminile.”

Il fenomeno delle relazioni con differenza d’età oggi assume un significato preciso: non è solo attrazione per l’esperienza, ma ricerca di profondità emotiva e di una mascolinità più consapevole.

Il libro di Assia Penta si preannuncia come un’analisi lucida e provocatoria di una società che cambia, tra nuove fragilità maschili e nuove consapevolezze femminili.

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