
Intervento critico dell’esponente Barese di IO SUD , Nino Monterisi, sul progetto “ Bari in progress” avviato dalla Amministrazione Comunale.
L’articolo cerca di sollevare questioni importanti e di stimolare un dibattito pubblico sulla gestione dei fondi pubblici e sulla pianificazione urbana.In generale,
Ecco il testo.
Ciò che appare nella foto non sono le macerie di una palazzina crollata a Bari, precisa Nino Monterisi , ma l’accumulo delle chianche e delle basole depositate su tre isolati di via Argiro,una delle strade fino a qualche mese fa tra le più importanti e produttive per lo shopping a Bari.
C’è da chiedersi, prima di ogni cosa, perché intervenire su una strada ove ancora oggi la pavimentazione risulta in buono stato di conservazione, realizzata appena qualche anno fa con una strategia innovativa. Fu eseguita una gettata di asfalto speciale, stampato a pressione, al fine di farla apparire come una distesa uniforme di mattonelle assemblate a spina di pesce rendendo il risultato gradevole e funzionale.
La risposta al perché è chiara. Vi è la necessità di spendere, in tempi brevi, centinaia di milioni di euro rivenienti dall’ormai famoso “ Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza “ ( PNRR ) . Questo programma di finanziamenti europei si sta dimostrando, per certi versi, una sciagura per quegli amministratori che si sono trovati all’improvviso le casse piene di soldi ; Una quantità di denaro tale che induce, cosi come succede a Bari, il sindaco, gli assessori ed i tecnici, all’affanno emotivo. Probabilmente al loro posto saremmo stati anche noi incapaci di ottimizzare tante risorse, ma ci auto assolviamo per un fatto inconfutabile, non ci siamo candidati ad amministrare la città; Al contrario , sta a coloro che non hanno avuto il timore, ma piuttosto la presunzione di sentirsi all’altezza di farlo, dare oggi conto della corrente oggettiva inadeguatezza. La situazione in atto è talmente grottesca che la prima conseguenza che balza agli occhi dei cittadini pensanti è l’immagine di una città ove, in progress, vi è un programma confuso e deludente che porterà purtroppo ad uno spreco di danaro pubblico ed opere mal realizzate.
Per dare il segno di cosa si tratta in termini di spesa prevista solo per una parte di opere in cantiere è utile evidenziare alcune cifre: Rigenerazione di via Argiro, 4.4 milioni di euro; via Postiglione e strade limitrofe al piazzale Locchi 4.5 milioni ; via Manzoni, 6.8 milioni ; nuovo piano trasporti BRT. (Bus Rapid Transit ), 160 milioni ; Nuove case popolari rione San Pio,15 milioni ecc .
Di tutto ciò la fine dei lavori per via Argiro dovrebbe essere certificata entro la fine di giugno di quest’anno,il resto del programma entro fine anno 2026.
E’ del tutto evidente che questo è materialmente impossibile per una serie di motivi :
Non abbiamo in loco imprese organizzate per realizzare in così poco tempo lavori di questa entità, infatti dopo l’appalto affidato alla soc. Cobar ( …ospedale Covid Fiera del Levante, Teatro Petruzzelli ecc.) sono stati autorizzati in tutta fretta, solo per i lavori di via Argiro, 16 sub appalti affidati ad imprese minori che necessariamente hanno bisogno di essere coordinate da una iper esperta e super attiva direzione lavori .Tutto il progetto è invece di competenza degli Uffici comunali che a Bari, come è noto, non hanno la prerogativa di essere strutturati per gestire una massa di opere di tale entità e complessità .
Al contrario di quanto afferma l’assessore Domenico Scaramuzzi, lo stato dell’arte fa supporre la mancanza di un piano di coordinamento efficace, anche in riferimento alle norme sulla sicurezza sul lavoro, per cui, in analogia con quanto descritto nel libro della Genesi (11, 1-9), la realtà cui stiamo assistendo è una sorta di Torre di Babele in chiave attuale.
Non vi è dubbio, e ce ne dispiace, che il tutto pesa sulle spalle del Assessore alla Cura del Territorio, con delega Opere Pubbliche, Reti, Mobilità Sostenibile e che in funzione delle deleghe assunte parrebbe dovesse essere un tecnico, mentre, al contrario, è un rispettabile avvocato amministrativista cui sarebbe più consona le gestione dei contratti, e degli atti della complessa rendicontazione delle opere ai fini del PNRR.
La difficoltà di gestire tutte le opere è nei fatti, per cui, poiché i soldi ci sono, la “gatta da pelare “ ovvero l’onere della gestione tecnica burocratica esecutiva, della sicurezza e quant’altro è stato “ scaricato “ tutto sulla impresa appaltatrice dei lavori.
Il fatto preoccupante è che già dal mese di ottobre dello scorso anno, via Argiro è diventata un incubo per residenti e commercianti.
Tra ritardi e disorganizzazione c’è chi è rimasto completamente isolato dalle opere di recinzione del cantiere e sta subendo non un semplice disagio, ma una vera e propria violenza che si protrae da troppo tempo,senza lasciare intravedere una data credibile che possa porre fine a questo tormento, peraltro tutti lamentano la assenza di interlocuzione concreta con il Sindaco Vito Leccese che nei fatti sembra ancora preferire la figura di “capo di gabinetto “ ruolo che gli è confacente avendolo sostenuto per ben dodici anni al servizio dei suoi predecessori. Anche per questa ulteriore criticità molti imprenditori di via Argiro si dimostrano sempre più irritati e tanto meno sono in grado di tranquillizzarli gli interventi dell’assessore allo Sviluppo Locale, Blue Economy, Turismo e Marketing Territoriale ecc . ecc . Pietro Petruzzelliche cerca di mitigare il disagio prospettando scenari futuri surreali che, a suo dire, compenseranno gli incassi vanificatisi nel periodo natalizio, e che oggi accumulano perdite ,raggiungendo in alcuni casi finanche il 70% . È noto che l’assessore Petruzzelli è un grande amante delle maratone, corre da sempre, ed è profondamente passionale, così anche per via Argiro lui rincorre un sogno , ma data la situazione in questo caso rischia di essere inseguito proprio dai commercianti svegli di quella strada, e chissà con quali intenzioni.
Comiche a parte, come movimento che rappresenta i cittadini che hanno a cuore lo sviluppo organico del territorio condividiamo appieno le preoccupazioni per le quali purtroppo non intravediamo una ragionevole risoluzione ed è perciò che ci appelliamo costantemente ai consiglieri di opposizione affinché vigilino “ più da vicino ” le tante iniziative in corso e svolgano la funzione di interfaccia tra l’istituzione Comunale ed i cittadini onde evitare che questi ultimi restino spettatori passivi di metamorfosi del territorio non condivise, o peggio, sgradite.
A nostro avviso, ai commercianti di via Argiro deve essere riconosciuto comunque un ristoro,non si può pretendere che gli imprenditori continuino a pagare tutto quanto richiesto in tema di tasse locali (occupazione suolo Publico, insegne, pubblicità, ecc.) Una ipotesi potrebbe essere proprio l’esonero dal pagamento di queste tasse per un congruo numero di anni.
La scomparsa dello shopping è però solo la metà del dramma, l’altra metà riguarda il progetto per il quale il risultato risulta scarso certamente dovuto essenzialmente ai tempi a disposizione estremamente ridotti. Se non vi fossero le scadenze coercitive del PNRR, con maggiore tempo a disposizione, sarebbe stato più utile utilizzare le risorse per risanare un territorio più vasto e disastrato per esempio la vicina piazza Umberto che versa in uno stato di eccessivo degrado.
Non è intenzione del nostro movimento mortificare chi si è cimentato con la fantasia per realizzare i rendering più stupefacenti, ma paragonare il risultato, come dichiarato in conferenza stampa dagli assessori, e definire la futura via Argiro una “ rambla mediterranea” simile alla celebre rambla di Barcellona, a noi appare un po’ più che azzardato, a meno che l’intenzione fosse di eseguire un modello in scala ridotta, diciamo un riassunto del famoso viale alberato pedonabile di Barcellona ricco di chioschi , negozi ed artisti di strada, ma è colpa nostra peccare di fantasia.
Non vogliamo essere “uccelli del malaugurio” ma già l’osservare la pavimentazione centrale, nel primo isolato, in fase di completamento ha generato qualche perplessità non solo ad un gruppo di tecnici “antichi “ e per questo esperti di urbanistica, ma anche a noi che esperti non siamo, ma sufficientemente pragmatici per capire che le passeggiate iconiche su quel pavimento di chianche, saranno complicate per disabili, carrozzine, passeggini e tacchi a spillo.
A parte queste, e tante altre possibili riflessioni critiche , pensiamo che tra le tante irragionevolezze che la politica contiene nelle proprie regole è che chiunque può candidarsi , anche senza avere ne arte né parte, quindi poiché come dicono a Napoli “ Ccà nisciuno è fesso” se c’è in generale una responsabilità per la mala gestione, e nella attuale circostanza, di una incapacità per gestire questa straordinaria disponibilità economica, la colpa è anche di noi cittadini ed in particolare degli elettori che non danno valore al voto. La storia dimostra che c’è sempre chi, per scelte scellerate di altri ne paga le conseguenze.
Al momento a pagare le conseguenze per il progetto “ “ Bari in progress” sono i commercianti di via Argiro, ma tempo al tempo, se il modo di procedere resta uguale,capiterà anche il nostro turno.
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