
L’accessibilità: fondamento di una società civileL’accessibilità rappresenta un vero e proprio patto di civiltà, un principio imprescindibile per costruire comunità inclusive e responsabili.
Guardando al futuro delle nostre città e superando il solo concetto di “smart city”, i pensatori più autorevoli sottolineano l’importanza di una società che si sviluppi dal basso, rendendo i cittadini realmente protagonisti e responsabili del proprio ambiente urbano.
L’incontro dell’OCAM e le criticità emerse
Questa riflessione trova concretezza nell’incontro tenutosi ieri sera presso il salone del Dipartimento di salute mentale, in occasione della riunione mensile dell’OCAM, Osservatorio Civico per l’Accessibilità e la Mobilità. Tra i punti centrali discussi, è emersa la segnalazione di una cittadina di Lama che ha denunciato l’assenza di scivoli sui marciapiedi nei cantieri della BRT e la presenza di ostacoli, come pali che obbligano a percorsi difficili e tortuosi.
La mancanza di azioni preventive in fase di progettazione e costruzione giustifica pienamente tale osservazione, che viene richiamata anche nelle premesse del protocollo dell’osservatorio.
PEBA: uno strumento per una comunità accessibile
Ad oggi, diversi comuni della provincia jonica, tra cui Taranto, Pulsano, Grottaglie, Palagiano, Castellaneta, Crispiano, Ginosa, Sava e altri, hanno approvato i PEBA (Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche), ma sempre o non completamente attuati.
Questi strumenti non solo migliorano la qualità della vita dell’intera comunità, ma sono rivolti in particolare a tutte le persone con ridotte capacità motorie e sensoriali, nonché a molte altre categorie considerate vulnerabili rispetto a mobilità, accessibilità e sicurezza in spazi pubblici e privati, come anziani e bambini
Domande e proposte: quale impegno per il futuro?
Nonostante questi passi avanti, resta aperta la domanda dei cittadini: se già in fase di costruzione la BRT presenta tali criticità, quale sarà l’impegno concreto del Comune per garantire un’effettiva accessibilità?
Sabato prossimo 14 febbraio sit-in sotto Palazzo di Città, tanto per essere visibili.
.L’’Ocam, promosso dall’associazione Dis-Educazione di Marco D’Andria con l’adesione al CSV (Centro servizi volontariato) rappresenta un punto importante per la promozione di eventi che abbatta insieme alle barriere anche il muro dell’indifferenza, di chi dice che sono pochi i “disabili”, per sminuire il problema
Idiozia latente, in primis i disabili sono persone e come dice Marco D’Andria nel suo profilo FB: “La parola che boicotterò nel 2026 sarà, DISABILI!”
E poi come si fa a dire che sono pochi? Forse, come anche i malati di Alzheiumer, le persone disabili o meglio ancora “DISABILITATE” in una città impraticabile restano a casa e diventano invisibili.
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