
Pietro Antonio D’Elia, scomparso all’età di 76 anni, con il suo presepe meccanico
Toritto – Pietro Antonio d’Elia, l’umile artigiano torittese quanto grande nell’ingegno e nel dare vita a bielle, manovelle, ruote dentate, scenari surreali mozzafiato con un unico obiettivo: glorificare la grandezza del Creato, ha lasciato improvvisamente la vita terrena all’età di 76 anni.
Tra l’incredulità e il senso di smarrimento della gente vicina e lontana.
Nel dicembre scorso, la comunità aveva celebrato con orgoglio il 50° anniversario della Grotta Incantata, rendendo omaggio al suo creatore con una festa pubblica e una targa commemorativa della città di Toritto.
Ideatore, instancabile costruttore de “La Grotta incantata”, un presepe meccanico permanente animato da sofisticati meccanismi che si autoalimentava di personaggi e contesti territoriali di anno in anno, rappresenta da oltre 50 anni il piccolo comune di Toritto e i suoi abitanti; una vera e propria macchina narrativa della fede.
I personaggi, tantissimi e tutti costruiti a mano con abilità non comuni sono distribuiti su di una superficie di 150mq e alimentari da un centinaio motorini, non sono frutto del suo ingegno inusitato perchè non intenzionati a primeggiare in abilità, tutt’altro.
L’opera tutta di Pietro Antonio si prefiggeva di trasmettere al visitatore gli autentici valori del presepio, della fede Cristiana, il ritrovare la speranza laddove sembrava smarrita. Tutto è costruito in una cornice di fede cristiana.
Una missione, quella di Pietro Antonio, umilmente al servizio del Buon Pastore
“Ci piace ricordarlo” è stato il commento di molti cittadini visibilmente commossi, “nell’immediato futuro vegliare sul suo’ Presepe incantato per continuare a mitigare la ’sete’ di quiete interiore che hanno sempre espresso i pellegrini e visitatori”.
Si discute in paese per la scomparsa di Pietro Antonio
Forse, è il commento di molti, se taluni grandi della terra, artefici di disumani conflitti, avessero percorso la strada di ”San Crispino”, la strada che conduce alla Grotta incantata, avrebbero ’assaporato’ la bellezza del vivere giorno dopo giorno il valore pace, interiore e tra i popoli.
Qualche voce vorrebbe che si chiedesse al Prefetto una deroga sui tempi necessari (anni 10 dalla scomparsa) per intitolare un pezzo del paese a Pietro Antonio D’Elia entrato nella storia del piccolo Comune pede-murgiano, Toritto.
Ai cittadini tutti il compito di custodire, proteggere e valorizzare la Grotta Incantata, è il sentimento comune che si coglie nella comunità torittese, affinché Pietro Antonio continui a raccontare una grande storia fatta di fede, pazienza, ingegno e smisurato amore per il proprio territorio.
di Vincenzo SERVEDIO
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