
Rocco Scotellaro tra la poesia e la pedagogia
Rocco Scotellaro ben conosciuto come il poeta di terra lucana precisamente di Tricarico, affonda le sue radici non solo nelle poesia ma si occupa principalmente di storia e politica del suo amato sud.
Rocco nasce a Tricarico il 19 Aprile 1923 da una famiglia di piccoli artigiani, fin da subito la sua vita fu segnata dagli anni in cui dovette accettare di entrare nel convento per studiare, i primi anni ha studiato presso il convento di Sicignano degli Alburni, subito dopo in quello di Cava dei Tirreni.
E’ stato fin dai tempi dell’adolescenza e subito dopo la morte del padre, interessato al mondo della politica, infatti all’età di 23 anni diventa sindaco del suo paese, concentrandosi soprattutto su i temi che riguardavano le lotte e i diritti dei contadini.
La politica di pari passo con la scrittura
Rocco nonostante la sua giovane età non ha mai messo da parte nè la scrittura nè la politica, portando sempre avanti le sue idee e i suoi progetti.
Nelle sue opere infatti è possibile notare tutto l’amore per il suo amato sud, in effetti molte poesie come “l’uva puttanella”, ” Contadini del sud”, richiamano la semplicità, l’ulmiltà e l’amore per la propria terra.
La politica è stata per lui un processo del tutto naturale e morale, con onestà e determinazione ha portato sempre avanti i diritti dei contadini, le preoccupazioni, cercando di portare sul tavolo politico istituzionale anche delle soluzioni concrete.

Probabilmente la sua onestà lo portò a gravi problemi tanto che nel suo secondo mandato da sindaco socialista a Tricarico nel 1950 fu arrestato per mancata irregolarità, tutto questo ovviamente era solo per creargli ostacoli e accuse infondate.
Dopo poco tempo queste accuse si rivelarono false e fu assolto dalla pena.
L’arresto per lui fu qualcosa di devastante, tanto che decise di lasciare definitivamente la politica perdendo piena fiducia, per lui era crollato tutto il sistema politico e morale.
Deluso da tutto quello che era successo, rifugia i suoi pensieri nella scrittura, i suoi versi subiscono un mutamento, non sono più verso un’apertura ma creano strofe amare e piene di malinconia.
Tre anni dopo il poeta nonchè il grande pedagogista ci lascia a soli 30 anni per un arresto cardiaco, molte sono le supposizioni, molto stress, molta preoccupazione e delusione dopo l’arresto, la malinconia che ha pervaso la sua animao probabilmente il suo cuore non ha retto alle ingiustizie subite.
Oggi Rocco è un poeta che viene ricordato e srtudiato come poeta e pedagogista del Novecento, il suo nove viaggia affianco ai grandi nomi come Carlo Levi, Cesare Pavese e molti altri, il suo contributo oggi resta affianco dei più deboli, di chi non riesce a ribellarsi verso le istituzioni e alla classe politica.






