
C’è una linea che non separa, orienta. Non è una meta né una promessa, è un modo di stare nel tempo. Questa settimana, le scritture raccolte si muovono attorno a quella linea, ognuna con il proprio passo.
Orizzontiamoci tra i cerchi
Cerchio 1
Qui le voci entrano nel cuore della traccia. La attraversano, la nominano, la mettono alla prova.
Sono testi che si confrontano con l’orizzonte come spazio, come direzione, come scelta.
– Francesca Ulisse
– Lucia Santucci
– Joseph Zurlo
– Mariangela Potì
Cerchio 2
Non tutte le scritture arrivano nello stesso modo. Alcune seguono un tempo diverso, restando in dialogo con la traccia senza forzarla. Sono presenze che accompagnano, ampliando il campo dello sguardo.
– Nisida Bortone Frainetti
– Maria Emilia Mari
Cerchio 3
Ci sono voci che, questa settimana, scelgono il silenzio. Non come assenza, ma come tempo di ascolto.
Anche questo è un modo di stare dentro la rubrica.
– Antonella Polenta
– Maria Antonietta Caracciolo
– Elisabetta Fioritti
– Giuseppe D’Anna
– Paola Maria Bevilacqua
L’orizzonte non è ciò che si raggiunge.
È ciò che, una volta visto, impedisce di restare immobili.

La prossima settimana
L’11 febbraio ricorre la Giornata Mondiale del Malato.
«Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie, dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via…
( F. Battiato)
non è solo una promessa d’amore, è una dichiarazione di responsabilità.
La prossima parola guida sarà Protezione. Non come difesa che isola, ma come presenza che resta, come cura che non fa rumore, come responsabilità verso la fragilità dell’altro. È una parola che non salva da tutto, ma non si tira indietro. Proteggere non significa allontanare il dolore o fingere che non esista, significa restare, condividere il peso, non sottrarsi quando la fragilità diventa evidente. Da questa idea nasce la parola che guiderà le prossime scritture, Protezione, intesa come presenza concreta, come attenzione che non fa rumore, come responsabilità verso chi attraversa un tempo di malattia o di vulnerabilità.
Una parola che non chiede eroismi, chiede continuità.
Nota editoriale
I testi sono invitati a muoversi dentro questa idea, senza obbligo di riferimenti diretti alla malattia, privilegiando invece gesti, relazioni, scelte, situazioni in cui la protezione prende forma concreta, quotidiana, umana.
I contributi dovranno pervenire martedì 10 febbraio.
Come sempre, la selezione seguirà la linea editoriale della rubrica e la struttura a cerchi adottata in questa uscita.
Scrivere non è riempire uno spazio, è crearne uno.
È un atto di attenzione, di ascolto, di libertà.
La creatività non nasce dall’urgenza di dire tutto, ma dal coraggio di scegliere cosa far emergere, cosa lasciare sullo sfondo, cosa affidare al silenzio.
È in questo equilibrio che la scrittura diventa gesto vivo, non abitudine, e continua a generare senso, settimana dopo settimana.






