
Roma, nella chiesa di San Lorenzo in Lucina compare l’angelo con il volto di Giorgia Meloni!
di Gregorio SCRIBANO
Angelo con il volto di Giorgia Meloni – L’acqua che diventa vino, i pani e i pesci che si moltiplicano… Miracoli così oggi non li compie più nessuno, neppure i Santi.
A Roma, invece, succede qualcosa di molto più modesto ma ugualmente sorprendente: un cherubino diventa premier. Non per elezioni anticipate, ma per “restauro creativo”.
Nella basilica di San Lorenzo in Lucina, dove il tempo dovrebbe sedimentare la storia e non aggiornarla, un angelo qualunque ha deciso di uscire dall’anonimato, cambiando volto: quello di Giorgia Meloni.
In un Paese dove tutto cambia faccia continuamente, persino gli affreschi sentono il bisogno di un “upgrade” iconografico che neanche Photoshop avrebbe saputo realizzare con più stile del pennello vintage di Bruno Valentinetti, sacrestano e decoratore, come recita la scritta in latino notarile apposta sull’affresco: “Instauratum et exornatum, Bruno Valentinetti AD MMXXV” (“restaurato e decorato da Bruno Valentinetti nel 2025”).
Più che una firma, un atto d’amore per Giorgia Meloni!
L’angelo, ora alato e politicamente identificabile, regge un cartiglio con lo Stivale.
E mentre i cittadini attendono risposte su tasse, salari e pensioni, scoppia, inevitabile e puntuale, la polemica politica.
Il PD invoca la Soprintendenza, il Codice dei beni culturali, i criteri scientifici, l’autenticità violata. Insomma, l’angelo va ricondotto alla sua condizione originaria: generico, neutro, possibilmente ignaro dei sondaggi. Perché il patrimonio culturale non si tocca, soprattutto se sembra avere un’opinione.
Da destra arriva la contro-omelia: delirio mistico, ossessione, Meloni vista ovunque, persino tra le nubi celesti. E poi la stoccata finale, già degna di antologia: la sinistra che disquisisce “sul sesso degli angeli, anzi, sul volto”.
In fondo, però, la questione potrebbe essere risolta con un altro restyling: dipingere sul volto dell’altro angelo, di fronte al cherubino melonizzato, quello di Elly Schlein.

E che la par condico sia con tutti loro: amen!
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