Principale Arte, Cultura & Società Arte o vandalismo? I murales di Altamura e il silenzio delle istituzioni

Arte o vandalismo? I murales di Altamura e il silenzio delle istituzioni

Muraless che imbrattano saracinesce, muri di edifici; perché non utilizzare la loro arte nei claustri a vivacizzare il centro storico con ujn progetto innovativo - REDAZIONE ALTAMURA - ALTA MURGIA

Arte o vandalismo? - Murales in Piazza don Tonino Bello ad Altamura,Street art di giovani graffitari
Murales in piazza don Tonino Bello, Altamura

Come giudicare la “Street Art”,  i  murales dei giovani artisti, graffitari, writers,  che imbrattano pareti di strutture private,  piazze ed edifici  pubblici? Occorre una norma per tutelarli?

Piazza don Tonino Bello

Arte o vandalismo? – I muri del centro storico, delle aree marginali del centro urbano e della periferia di Altamura raccontano una storia che si ripete ogni giorno. Pareti lisce, spazi urbani anonimi, superfici private e pubbliche diventano, a vista d’occhio, tele improvvisate. Qui graffitari e writer trovano terreno fertile per lasciare il proprio segno, trasformando la città in una galleria a cielo aperto — spesso senza alcuna autorizzazione.

È innegabile: alcune di queste realizzazioni colpiscono per fantasia e abilità tecnica. Colori vibranti, figure visionarie, immagini che sembrano emergere dal subconscio di giovani autori armati di semplici bombolette spray. Talvolta si ha l’impressione di trovarsi di fronte a un talento acerbo, a un artista che cerca spazio en plein air perché non ha altri mezzi per esprimersi. Un ragazzo giovanissimo che sogna di essere un Caravaggio moderno, un Leonardo dei nostri giorni.

Via Giandomenico Falconi

Ed è proprio questa narrazione romantica che spesso finisce per giustificare tutto.

Ma qui nasce il problema

Perché l’arte, quella vera, non nasce dall’imposizione né dalla violazione. Non può prescindere dal rispetto dei luoghi, della storia e della collettività. Un muro “vergine” non è una tela libera: è patrimonio urbano, è proprietà privata o pubblica, è identità condivisa.

La maggior parte di questi interventi avviene di notte, quando la città dorme. Tra l’una e le quattro del mattino, nel silenzio più profondo, Altamura viene lentamente trasformata. Non da un progetto culturale, non da un’iniziativa artistica regolamentata, ma da azioni individuali e clandestine. Un vero e proprio stillicidio quotidiano.

Il risultato? Secondo chi osserva, quelle immagini possono apparire come opere d’arte o, al contrario, come semplici imbrattamenti che deturpano muri storici, abitazioni private, serrande, edifici pubblici. Ma al di là del giudizio estetico, resta un fatto incontestabile: si tratta di atti abusivi.

E mentre i muri si riempiono di scritte e disegni, le autorità municipali tacciono.

Perchè non  utilizzare la loro arte  nei claustri dipingendo momenti di vita vissuta in quei luoghi? Manca un collante per vivacizzarli. Oggi sembrano luoghi spenti

Nessun controllo sistematico, nessun piano di prevenzione, nessuna sanzione efficace. Nessuna distinzione chiara tra street art autorizzata e vandalismo. Nessun progetto che indirizzi i giovani artisti verso spazi legali e dedicati. Il messaggio che passa è pericoloso: tutto è permesso, tutto è tollerato.

Così Altamura rischia di perdere decoro, identità e rispetto delle regole, sacrificati sull’altare di una falsa idea di libertà artistica.

Piazza don Tonino Bello

Denunciare questo fenomeno non significa essere nemici dell’arte o dei giovani. Significa chiedere regole, responsabilità e presenza istituzionale. Significa pretendere che chi governa la città non resti a guardare mentre il patrimonio urbano viene progressivamente compromesso.

L’arte va tutelata. La città va rispettata. E il silenzio delle istituzioni non è più accettabile.

Giovanni Mercadante, autore

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