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Contro l’indifferenza

Contro l’indifferenza - Dante e Beatrice

Memoria, scelta e responsabilità da Dante alla Shoah

di Michela Cinquilli

Contro l’indifferenza – La Giornata della Memoria non è soltanto un esercizio di ricordo, ma una chiamata alla responsabilità morale e spirituale. In questo senso, il dialogo tra Dante, la Bibbia e la storia contemporanea diventa sorprendentemente unitario.

Nel Canto III dell’Inferno, Dante condanna gli ignavi, coloro che non seppero scegliere tra il bene e il male. Non li colloca neppure all’Inferno vero e proprio: sono rifiutati da tutti perché, nel momento decisivo, preferirono l’indifferenza alla responsabilità. La loro colpa è l’assenza di una presa di posizione etica.

Questa condanna trova un’eco potentissima nella Bibbia, nel libro dell’Apocalisse (3,15-16), dove Dio afferma:
“Poiché non sei né freddo né caldo, ma tiepido, sto per vomitarti dalla mia bocca.”

Dal punto di vista teologico e spirituale, il “tiepido” non è il peccatore consapevole, ma colui che vive una fede comoda, priva di passione e di scelta. Il tiepido evita il conflitto, si adatta, non prende posizione. Per questo è rifiutato: perché rinuncia alla verità e alla responsabilità, scegliendo una neutralità che, di fatto, favorisce il male.

Dante e la Bibbia condividono quindi un messaggio radicale: l’indifferenza è una colpa, non una posizione neutra. È proprio questa indifferenza che ha permesso, nella storia, il compiersi di tragedie come la Shoah. Accanto ai carnefici, infatti, vi fu una moltitudine di “tiepidi”: persone che sapevano, vedevano, ma tacquero.

In questo quadro si inserisce in modo particolarmente significativo l’esperienza di condivisione con l’associazione “I Pitigliani – Centro Ebraico di Roma” e con Anna Orvieto, curatrice del libro Memorie di Famiglia. Attraverso il racconto delle storie familiari, la memoria diventa incarnata, viva, concreta. Non è più solo storia studiata, ma relazione umana, ascolto, responsabilità.

Questa condivisione rappresenta l’esatto opposto dell’atteggiamento degli ignavi e dei tiepidi: è una scelta attiva di testimonianza, un atto di resistenza all’oblio. In un tempo in cui la società talvolta ripropone scenari nefasti di esclusione, violenza e disumanizzazione, mantenere viva la memoria significa prendere posizione.

Questo giudizio trova un’eco potente nella Bibbia, nel libro dell’Apocalisse, quando Dio si rivolge ai “tiepidi”: «Poiché non sei né freddo né caldo, ma tiepido, sto per vomitarti dalla mia bocca» (Ap 3,15-16). Dal punto di vista teologico e spirituale, il tiepido non è chi sbaglia consapevolmente, ma chi sceglie la comodità, l’adattamento, la neutralità. È colui che evita il conflitto per non compromettersi.

La Giornata della Memoria, allora, non chiede solo di ricordare il passato, ma di scegliere nel presente.

Dante, la Bibbia e la storia ci consegnano la stessa lezione: non essere tiepidi, non essere ignavi, perché il silenzio e l’indifferenza sono terreno fertile per il ritorno del male.

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