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II faIIace stereotipo deII’inutiIe

II faIIace stereotipo - locandina

L’importanza degli studi classici nel fronteggiare le sfide del futuro

di Antonello Liuzzi 

II faIIace stereotipo deII’inutiIe – Si è svolta il 23 gennaio nell’Aula magna del Liceo, “Canudo-Marone ITI Galilei” la Lectio magistralis, che ha visto come Relatrice il Magistrato ordinario presso la Procura di Bari dott.ssa Silvia Curione, ex allieva del liceo classico di Gioia del Colle, il “Virgilio”, all’ incontro hanno partecipato gli studenti, le autorità civili e militari e la comunità gioiese, e un gruppo di ex studenti che hanno ricordato con affetto i momenti di crescita personale e accademica, le sfide affrontate e le conquiste raggiunte.

In un’epoca dominata dalla velocità dell’innovazione tecnologica e dalla ricerca di competenze immediatamente spendibili sul mercato del lavoro, gli studi classici vengono spesso relegati a un ruolo marginale, etichettati come “inutili” o superati. Si tratta di uno stereotipo fallace, che ignora il valore profondo e attuale della formazione umanistica.

Lo studio delle lingue e delle culture classiche non rappresenta un esercizio nostalgico rivolto al passato, ma una palestra intellettuale capace di sviluppare strumenti critici indispensabili per comprendere il presente e affrontare il futuro. Analisi dei testi, rigore logico, capacità argomentativa, consapevolezza storica e attenzione al linguaggio sono competenze trasversali che risultano oggi più che mai decisive, anche – e soprattutto – nei contesti più innovativi.

In un mondo segnato da crisi globali, trasformazioni sociali rapide e dilemmi etici complessi, la conoscenza del pensiero classico offre chiavi di lettura fondamentali.

I grandi interrogativi che attraversano la filosofia, la letteratura e la storia antica – sul potere, sulla giustizia, sull’identità, sul rapporto tra individuo e comunità – continuano a interpellarci e a fornire strumenti per una cittadinanza consapevole e responsabile.

Rivalutare gli studi classici significa quindi superare una visione riduttiva dell’educazione, fondata esclusivamente sull’utilità immediata, per riconoscere il valore di una formazione capace di formare menti flessibili, critiche e creative. Non un sapere “inutile”, ma un sapere essenziale: perché il futuro non si costruisce solo con nuove tecnologie, ma con la capacità di pensare, interpretare e scegliere.

Il liceo classico deve continuare a adattarsi e a rispondere alle sfide della società contemporanea, mantenendo viva la sua missione di educare cittadini consapevoli e critici.

L’interazione con altre istituzioni educative, la promozione di progetti interdisciplinari e l’integrazione di nuove tecnologie possono rappresentare opportunità per arricchire ulteriormente l’offerta formativa.

Il centenario del liceo classico diventa così non solo un momento di celebrazione, ma anche un’occasione di riflessione collettiva. È il tempo per riconoscere il valore di un modello educativo che ha saputo resistere alla prova del tempo, formando generazioni di studenti e cittadini attivi, responsabili e culturalmente attrezzati.

Attraverso il racconto delle esperienze di chi ha vissuto le sue aule, il liceo classico continua a rinnovare la propria identità e a ispirare il futuro, confermandosi come un faro di cultura e conoscenza per le generazioni che verranno.

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