
Il ciclone Harry si è formato a causa di una combinazione di fattori atmosferici tipici del Mediterraneo, sempre più frequenti negli ultimi anni. Questo tipo di fenomeno è simile ai “medicane”, cicloni mediterranei
I danni del ciclone – Al Sud il cambiamento climatico sta rendendo più frequenti eventi estremi, aumentando bombe d’acqua, frane, alluvioni lampo e mareggiate, cui si alternano periodi di siccità prolungata a piogge violente in poco tempo.
Il ciclone Harry ha provocato gravi conseguenze su ampie aree della Sicilia
Numerose abitazioni hanno subito allagamenti, con ingenti perdite per famiglie e attività produttive, in particolare nei settori agricolo e commerciale. Il dissesto idrogeologico ha colpito maggiormente le aree urbane e interne e le coste, aggravando situazioni di rischio note da anni ma mai risolte in modo strutturale.
E’ stato un evento meteorologico estremo che ha moltiplicato le criticità preesistenti ed ha trasformato l’emergenza climatica in emergenza sociale, economica e culturale.
La Sicilia oggi chiede attenzione, non compassione!
Gli eventi drammatici causati dall’uragano Harry, dalle frane, ai crolli a territori già fragili come Niscemi, non sono episodi isolati, ma il segnale evidente di una vulnerabilità strutturale che non può più essere ignorata.
L’isola da sempre crocevia di civiltà, bellezza e storia, paga da troppo tempo il prezzo di interventi tardivi, manutenzioni insufficienti e politiche emergenziali che arrivano solo dopo il disastro. Ogni frana, ogni edificio che cede, ogni comunità isolata è simbolo di responsabilità collettive disattese.
Occorre investire nella prevenzione, nella sicurezza, nella tutela del territorio e delle persone. Riconoscere che il Sud non è un problema, ma una risorsa unica.
Ignorare oggi la Sicilia vuol dire condannarla a nuove emergenze domani. Prendersene cura, invece, è un atto di giustizia per il suo futuro e quello dei Siciliani.
Dott.ssa Melinda Miceli critico d’arte
foto Wired Italia
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