
Lieti di annunciare l’uscita imminente del volume Empatismo (Genesi editrice: 2026)
QUARTA DI COPERTINA
Esce il nuovo volume – Nel 2026 l’Empatismo raggiunge la sua piena maturità: diventa poetica della responsabilità emotiva, pratica quotidiana e misura della sensibilità personale. Siamo nel Rinascimento Empatico, con epicentro Firenze (e il Caffè Letterario Giubbe Rosse), dove le strade e i palazzi respirano un’arte dell’ascolto e del sentire condiviso.
L’empatia non è più un principio astratto: è azione, dialogo, presenza. La scrittura si fa essenziale, scarnificata, e l’Io vulnerabile si specchia nell’altro senza timore. Ogni parola è ponte tra anime, ogni silenzio custodisce comprensione. Il limite del linguaggio non è barriera, ma occasione per approfondire la percezione dell’umano.
L’Empatismo si oppone all’emotività spettacolarizzata, difendendo la complessità del sentire contro la semplificazione narcisistica della modernità e il “Medioevo Tecnologico”. Gli artisti non scolpiscono, adesso, solo marmo o versi: plasmano emozioni, invisibili come l’anima stessa, con mani delicate, come maestri rinascimentali del sentire.
L’Io Poroso, che aveva già scalzato l’Io Lirico, diventa un Io Filéico, permeabile al mondo, aperto al dialogo e all’incontro. Nascono nuove tecniche sperimentali artistiche: Correlativo empatico, Enjambement empatico, Metafora empatica, Dislocazione empatica.
Oltre all’allargamento alla natura e alla tecnologia, la Seconda Fase dell’Empatismo propone due nuovi Manifesti: il dialogo tra religioni e la difesa delle minoranze, mentre trentadue “tesi” consolidano l’estetica empatica contro l’estetica narcisistica.
Firenze incarna la rinascita del sentire, Milano la paralisi moderna: Narciso perde la sua bellezza, l’egoismo si svela brutto, contrariamente a Unus, l’Artista Totale ricomposto. Poeti e artisti consolidano le figure chiave dell’Empatismo maturo, trasformando ogni gesto, ogni parola e ogni silenzio in atto di responsabilità emotiva.
L’Empatismo non è solo arte: è vita, incontro e cura dell’anima, ponte tra individui e comunità. È la nuova forma del Rinascimento, dove l’Io si apre senza paura, e il mondo diventa abitabile perché condiviso.
In copertina: Massimo Orsini, “Manifesto nascosto”
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