
LECCE – Lo sport non è solo competizione, risultato o spettacolo. È educazione, rispetto delle regole, assunzione di responsabilità. È da questa consapevolezza che nasce il secondo appuntamento del progetto Scuola e Legalità, ospitato nell’aula magna del Liceo Scientifico “G. Banzi” di Lecce, che ha visto una partecipazione attenta e numerosa di studenti delle scuole superiori e di primo grado della provincia.
Un incontro che ha trasformato una semplice giornata formativa in un vero momento di cittadinanza attiva, dove il dialogo tra scuola, istituzioni e mondo dello sport ha dato vita a una riflessione concreta sul valore della legalità come fondamento della convivenza civile.
La scuola come luogo vivo di legalità
Ad aprire i lavori è stata la Dirigente scolastica, prof.ssa Antonella Manca, che ha ribadito con forza il ruolo centrale della scuola come presidio di legalità e spazio di confronto. La scuola – ha sottolineato – non può limitarsi alla trasmissione di saperi, ma
deve accompagnare i giovani nella costruzione di una coscienza civica, capace di leggere la complessità del presente e di agire responsabilmente.La legalità, ha ricordato la Dirigente, non è un concetto astratto o distante, ma una pratica quotidiana che si apprende attraverso esempi concreti, relazioni autentiche e il dialogo costante con le istituzioni e il territorio.
Sport come palestra di vita
Il legame tra sport e cittadinanza è stato al centro dell’intervento del Cav. Luigi Renis, Delegato Provinciale del CONI Lecce, che ha definito lo sport una vera scuola di formazione civile. Allenarsi, rispettare le regole, accettare le decisioni arbitrali e riconoscere l’avversario come parte essenziale del gioco significa interiorizzare valori fondamentali come lealtà, autocontrollo e rispetto.
Lo sport, ha spiegato Renis, educa alla gestione delle emozioni e al senso di appartenenza, ed è per questo che la collaborazione tra scuola, istituzioni sportive e comunità diventa essenziale per la crescita dei giovani.
Sicurezza, prevenzione e memoria
Di grande impatto l’intervento del Questore di Lecce, dott. Giampietro Lionetti, che ha offerto agli studenti una lettura profonda del concetto di sicurezza, intesa non come repressione ma come responsabilità collettiva. Attraverso esempi concreti e richiami a tragici eventi che hanno segnato la storia degli stadi italiani, il Questore ha mostrato come oggi la gestione dell’ordine pubblico si fondi soprattutto su prevenzione, pianificazione e cultura delle regole.
Accanto a lui, il Commissario Capo Valerio Tornese, del Commissariato di Nardò, ha accompagnato i ragazzi dietro le quinte della macchina della sicurezza: dalla pianificazione dei rischi al coordinamento tra le forze dell’ordine, fino ai protocolli operativi necessari per garantire eventi sicuri e diritti tutelati.
A completare il quadro, l’intervento della DIGOS di Lecce, che ha sottolineato l’importanza dell’analisi preventiva e dell’intelligence, evidenziando come la sicurezza moderna sia soprattutto capacità di anticipare i problemi, non solo di intervenire quando si manifestano.
Diritto, tutela e inclusione nello sport
Il valore delle regole come garanzia di libertà è stato al centro dell’intervento del prof. avv. Antonio De Mauro, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Lecce, che ha illustrato il ruolo educativo del diritto sportivo. Conoscere le norme – ha spiegato – significa tutelare se stessi e gli altri, dentro e fuori dal campo.
Sulla stessa linea l’intervento dell’avv. Emanuela De Leo, della Commissione Sport del COA Lecce, che ha affrontato temi fondamentali come la tutela dei minori, la parità di genere e l’inclusione, ricordando che lo sport deve essere uno spazio sicuro, libero da discriminazioni e fondato sul rispetto.
Lo sport come opportunità di futuro
Uno sguardo al futuro è arrivato dal prof. Attilio Pisano, Presidente del Corso di Laurea in Diritto e Management dello Sport dell’Università del Salento, che ha illustrato come lo sport sia oggi un sistema complesso, capace di offrire reali opportunità professionali. Una passione che, attraverso una formazione adeguata, può trasformarsi in competenza, responsabilità e sostenibilità.
Dal mondo professionistico, la testimonianza del dott. Donato Provenzano, Stadium Manager dell’U.S. Lecce, ha raccontato la gestione quotidiana di uno stadio di Serie A, mostrando come sicurezza, accoglienza e rispetto delle regole siano il risultato di un lavoro di squadra accurato e costante.
A portare uno sguardo innovativo, l’intervento della dott.ssa Luisa Rizzo, campionessa mondiale di Drone Racing, che ha mostrato come tecnologia, disciplina e passione possano convivere nello sport del futuro, sempre nel rispetto delle norme e della sicurezza.
Il dialogo con i ragazzi e il messaggio finale
Tra i momenti più significativi, il confronto diretto con gli studenti: domande mature su digitalizzazione, uso delle immagini, responsabilità tecnologica e sicurezza hanno dimostrato una generazione attenta e consapevole, pronta a interrogarsi sul rapporto tra innovazione e legalità.
A chiudere l’incontro, l’esibizione della band del Liceo Banzi con La leva calcistica della classe ’68 di Fabrizio De André, un finale simbolico che ha unito sport, vita e crescita personale.
Il progetto Scuola e Legalità si conferma così un modello educativo efficace, capace di parlare ai giovani con il linguaggio dell’esperienza e dei valori condivisi. Un messaggio chiaro: la legalità non è un limite, ma la base su cui costruire il proprio futuro.





