
Arte culinaria e tradizioni delle nostre nonne
Ci sono ancora le domeniche in cui ti svegli con il profumo del sugo caldo, del pane realizzato in casa, della pasta preparata con le mani delle nostre mamme, delle nostre nonne? Probabilmente la risposta la troviamo attraverso le immagini che vediamo pubblicate su molti profili social, non si corre più dietro i piatti tipici tradizionali, ma si va verso una cucina molto più sbrigativa e pratica.
Portandosi indietro con la mente possiamo ricordare i momenti in cui le nostre madri, nonne, zie erano impegnate in cucina per preparare tanti piatti prelibati, pochi ingredienti e la domenica aveva un significato diverso. Non esistevano pranzi sofisticati, nè ricerche di ingredienti prelibati e preziosi, si cucinava con le cose realizzate nel proprio orto.
Proprio per questo oggi voglio parlarvi di una ricetta molto antica la realizzazione di una pasta fatta in casa denominata soprattutto al sud “I cavatelli”.
Ingredienti per la pasta sono: 500 gr di farina di semola rimacinata, acqua quanto basta e sale.
Il procedimento è semplice in una terrina mescolare con le mani gli ingredienti sopra indicati, fino a formare una pallina. Dopo di che si lascia riposare dai 5 ai 10 minuti, trascorso questo tempo si taglia un pezzo di pasta e si formano delle strisce, una volta realizzato il cordone di pasta si inizia a tagliare a piccoli cubetti. Una volta tagliati i cubetti con due dita della mano si formano una piccola cavità portando le due dita verso di sè.
I cavatelli sono un piatti tipico del sud qualcuno preferisce chiamarli anche gnocchi.
Si possono cucinare in diversi modi con il sugo, con un sughetto di pesce oppure come si preferisce.
Dunque possiamo affermare che la realizzazione di questo piatto tipico del sud è una vera e propria arte culinaria.
Esistono ancora le tradizioni?
In alcuni paesi del sud le vengono ancora rispettate e prese in considerazione, come una sorta di rito, vengono preparati piatti tipici locali, soprattutto in alcune occasioni particolari, festeggiamenti del Santo patrono ad esempio. Questo avviene ancora nei piccoli borghi in cui le tradizioni sono ancora un fulcro importante per le proprie radici.

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