
LETTERA A C. FIRENZE, 25 GENNAIO 2026
Caro C.,
il Cilento è da sempre una terra complessa, segnata dal progressivo declino dei valori contadini e civili, soffocati da una politica miope, arrogante e distante dai bisogni reali dei cittadini. Una politica che, invece di servire la comunità, finisce per dominarla.
Tu, pur non distinguendoti per particolari meriti culturali, sei stato chiamato ad accompagnare un percorso di crescita e di elevazione collettiva. Eppure, invece di sostenere iniziative di valore, ti opponi a progetti meritori e promuovi iniziative “personali” – o quelle dei tuoi amici – che appaiono mediocri e funzionali solo a compiacere i potenti di turno, sprecando ingente denaro pubblico.
Il Cilento, oggi, sta scrivendo pagine importanti e destinate a lasciare il segno: La Scuola Empatica, il Premio Internazionale Cilento Poesia, il Centro Contemporaneo delle Arti, il Paese della Poesia, il Paese degli Aforismi, la Piramide Culturale. Di fronte a tutto questo, tu rispondi con negazionismo e ostracismo (e finte aperture…).
A questo punto, caro C., resta una sola scelta possibile, se davvero tieni al bene della nostra terra: fare un passo indietro. Dimetterti, per il bene del Cilento, della sua Arte e dei suoi figli.
M.
P.S.
La cultura non si amministra come un favore da concedere agli amici né si governa con il silenzio e l’esclusione. O la si serve con coraggio e visione, oppure si abbia l’onestà di farsi da parte.





