
Dal Salento alla medicina – Maglie – Il microbiota non è più solo un tema da laboratorio, ma uno dei pilastri su cui si sta costruendo la medicina del domani. A dimostrarlo è stato l’incontro ospitato ieri al MAITO di Maglie, promosso d

alla FIDAPA Terra d’Otranto, guidata dalla presidente Maria Rita Canitano. Un appuntamento di grande spessore scientifico e istituzionale che ha messo in dialogo ricerca, sanità pubblica e politiche territoriali, con uno sguardo concreto sulla prevenzione e sulla qualità della vita.
A condurre la serata è stato il giornalista Marco Renna, che ha accompagnato il pubblico in un percorso chiaro e accessibile, capace di tenere insieme divulgazione scientifica e visione strategica. La partecipazione del vicepresidente della Regione Puglia Cristian Casili, dell’onorevole Claudio Stefanazzi e del sindaco di Maglie ha rafforzato il valore dell’iniziativa, confermando come il tema del microbiota sia ormai centrale nel confronto tra scienza e istituzioni.
Un unico equilibrio: ambiente, suolo e salute umana

Tra gli interventi istituzionali, quello del vicepresidente regionale Cristian Casilli ha offerto una chiave di lettura originale e trasversale. Forte della sua doppia esperienza di amministratore pubblico e ricercatore agronomo, Casili ha proposto una visione sistemica del microbiota, inteso come principio comune che attraversa ambiti solo apparentemente lontani.
Il parallelismo tra la salute del suolo e quella dell’uomo ha rappresentato uno dei passaggi più significativi: così come la biodiversità microbica del terreno determina la qualità delle colture, allo stesso modo l’equilibrio del microbiota umano influisce sul benessere complessivo dell’individuo. Una prospettiva che rafforza il legame tra salute ambientale e salute pubblica e che suggerisce nuovi orizzonti anche per le politiche sanitarie e territoriali.
Dalla ricerca alla legge: la sfida della medicina personalizzata
Sul piano normativo è intervenuto l’onorevole Claudio Stefanazzi, illustrando i contenuti della Proposta di Legge n. 2140, dedicata alla Medicina Personalizzata del Microbiota. Un testo che punta a colmare la distanza tra ricerca scientifica e pratica clinica,

prevedendo l’istituzione di un Centro Nazionale di ricerca sul microbiota.
L’obiettivo è superare l’approccio generalista basato su probiotici standardizzati, spesso utilizzati senza una reale personalizzazione, per arrivare a terapie costruite sulle caratteristiche biologiche individuali. Un passaggio ritenuto fondamentale per garantire sicurezza, efficacia e reale validazione scientifica in un settore in rapidissima evoluzione.
Il microbiota come “regista invisibile” della vita
Cuore scientifico e culturale della serata è stato l’intervento dell’immunologo Mauro Minelli, che ha offerto una visione ampia e rigorosa, ma al tempo stesso chiara e coinvolgente, del ruolo del microbiota nella vita umana. Minelli ha definito il microbiota come un vero e proprio centro di regia dell’organismo, capace di influenzare metabolismo, sistema immunitario e funzioni neurologiche.
Un concetto chiave è quello dell’identità biologica: il microbiota rappresenta una sorta di impronta personale, unica e irripetibile. Nemmeno i gemelli omozigoti condividono la stessa composizione microbica, a dimostrazione di quanto questo ecosistema interno sia dinamico e profondamente individuale.
Grazie alle moderne tecniche di metagenomica, oggi non ci si limita più a “contare” i microrganismi presenti, ma si è in grado di comprenderne le funzioni e le interazioni. Questo permette interventi mirati quando l’equilibrio si altera, passando da un approccio empirico a una vera terapia di precisione. Probiotici personalizzati, prebiotici e post-biotici diventano così strumenti terapeutici capaci di correggere specifici deficit funzionali.
Minelli ha inoltre sottolineato il ruolo centrale dell’intestino come snodo sistemico, in dialogo costante con il sistema immunitario e quello nervoso. Un asse decisivo che incide su patologie complesse come la sclerosi multipla, il diabete e persino sull’efficacia delle terapie oncologiche, aprendo scenari clinici di grande rilevanza.
Il microbiota e la salute della donna
In linea con la missione della FIDAPA, ampio spazio è stato dedicato alla salute femminile.

Il microbiota è stato descritto come un vero “custode” dell’equilibrio ormonale e della gravidanza, con particolare attenzione all’estroboloma, l’insieme dei batteri coinvolti nel metabolismo degli estrogeni.
Alterazioni di questo delicato equilibrio possono influire sulla fertilità e favorire patologie come l’endometriosi o la sindrome dell’ovaio policistico. È stato inoltre evidenziato come un microbiota sano rappresenti una barriera protettiva contro il parto prematuro e costituisca il primo patrimonio immunitario trasmesso al neonato nei primi mille giorni di vita.
Partecipazione, confronto e una nuova idea di longevità
L’incontro ha registrato una partecipazione ampia e attenta. Il dibattito finale, intenso e partecipato, ha visto il pubblico confrontarsi a lungo con il professor Minelli, segno di un interesse crescente verso un tema che tocca direttamente la salute quotidiana.
A chiudere la serata, una riflessione condivisa sul concetto di longevità: prendersi cura del microbiota significa investire nella propria “pensione biologica”, con l’obiettivo non solo di vivere più a lungo, ma di vivere meglio, aggiungendo qualità agli anni e non soltanto anni alla vita.
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