
Bari e Malta mai così vicine tra loro
“In Nome della Croce” – Con la partecipazione dei vertici delle Autorità Portuali, Corpi Consolari e alti rappresentanti delle Istituzioni pugliesi, cronaca della presentazione di un libro sul Sovrano Ordine di Malta che invita a una seria riflessione su una possibile “Bari Capitale d’Europa nel Mediterraneo”, nel ricordo di quella “Porta d’Oriente” che fu orgoglio dell’Italia, ma soprattutto pensando a quella “Bari Ponte di Pace fra Oriente e Occidente” che potrebbe tornare a essere tale.
L’ampia Sala Conferenze del Terminal Crociere di Bari piena di divise di ogni corpo militare e di un pubblico elegante, questo il colpo d’occhio che ci ha accolto, il 19 scorso, in occasione della presentazione ufficiale del volume scritto da Elio Dalto dal titolo: “In Nome della Croce – La militarità dell’Ordine di Malta”. Un’opera che ripercorre nove secoli di storia del Sovrano Militare Ordine di Malta, con un focus specifico sulla sua originaria natura militare e di servizio «che non manca di esplorare il concetto di “militarità” non come mero esercizio della forza, ma come disciplina e dedizione al prossimo»: i concetti chiave di un impegno improntato ai migliori valori cristiani e civili peraltro perfettamente racchiusi in quella croce a «otto punte e otto lingue» simbolo inconfondibile dell’Ordine.
Ad aprire la serata i saluti istituzionali dell’Ammiraglio Donato De Carolis (Direttore Marittimo della Puglia e Basilicata Ionica) e del Colonnello Arcangelo Notarfrancesco (Comando Militare Esercito Puglia) un appuntamento che è andato anche al di là della presentazione di questo volume, come d’altronde si annunciava già da solo semplicemente guardando le presenze annunciate in locandina. A cominciare da quella del Prof. Avv. Francesco Mastro, attuale Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale che, sottolineando l’importanza di ospitare un evento che celebra la storia e l’etica di servizio dello S.M.O.M – e peraltro in un luogo di scambio come l’importante Porto Internazionale di Bari – ha così pure avuto modo di esprimere il suo vivo apprezzamento per il prezioso lavoro svolto da chi lo ha preceduto, e in un incarico così prestigioso e rilevante, prima di cedergli la parola.
Non un semplice passaggio di testimone, quello cui si è riferito, ma quasi un tandem nel solco di una continuità di progetti per la crescita di una infrastruttura vitale per l’economia della Puglia e del nostro Paese, a condurre poi l’evento è stato infatti proprio il Prof. Avv. Ugo Patroni Griffi. E cioè appunto il predecessore di Mastro, e lì in veste di Osservatore permanente del Sovrano Ordine di Malta presso l’UNIDROIT (Istituto Internazionale per l’Unificazione del Diritto Privato). Molto più che un viaggio «in una storia che si proietta verso il futuro» arricchito da video e slide, Patroni Griffi, anche da accademico esperto della materia, ha quindi voluto approfondire il legame indissolubile tra la tradizione cavalleresca e le moderne sfide del diritto internazionale e della diplomazia umanitaria, evidenziando come l’identità dell’Ordine sia ancora oggi un pilastro di stabilità e aiuto universale.
A fargli eco e ribadire lo spirito dell’Ente Melitense al centro di questo incontro, l’intervento conclusivo del Generale Tommaso Gargallo di Castel Lentini, Comandante Generale del Corpo Militare ACISMOM (Associazione dei Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta), che ha illustrato l’impegno quotidiano dei membri del corpo nelle emergenze sanitarie e nelle missioni di pace. Una ulteriore sottolineatura che dà tutta la cifra dell’alto valore culturale di questa iniziativa che, riaffermando il legame storico tra la Puglia e le tradizioni dell’Ordine di Malta, non poteva non accendere anche la speranza di un diverso ascolto agli appelli cui diamo voce anche nel ricordo di quella “Bari Capitale mondiale della Pace nel nome universale di San Nicola” per come la volle, nel 1990, il Papa e Santo Karol Wojtyla e che, in versione riattualizzata all’oggi, potrebbe avere un ruolo fondamentale nelle trattative tra Trump e Putin nella direzione di quella «pace duratura» che entrambi sembrano volere (v. “La Storia ignorata. La Pace possibile: Le colpe di Bari e di tutti”).
Quanto basta a spiegare la nostra presenza come inviato delle nostre testate fortemente impegnate anche su questi temi (compreso il riconoscimento del ruolo avuto dal Cardinale pugliese Francesco Colasuonno in quella pace durata fino a quattro anni fa) ma anche come rappresentante di quell’Ordine dei Cavalieri della Nave e di San Nicola che ha rispolverato il “Vidua Vidue”, organizzato con Venezia una solenne “Translatio Sancti Nicolai” in Laguna e che si appresta ad andare da Papa Leone XIV a parlare di Bari e di Pace. Non certo l’unico Ordine presente, volendo almeno citare la partecipazione in duplice veste di Pina Catino “Premio internazionale per la Pace e l’Ambiente San Francesco 2025” e allo stesso tempo esponente pugliese dell’UNESCO nota a livello nazionale. Davvero impossibile citare tutti gli ospiti delle istituzioni ai massimi livelli che hanno partecipato a questo evento, scusandoci con loro e con chi ci legge, a questo punto non possiamo che fermarci qui.
di Enrico Tedeschi

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